{"id":27310,"date":"2014-07-10T00:00:00","date_gmt":"2014-07-09T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-penna-italiana-nellagenda-del-futuro-sostenibile\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:24","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:24","slug":"la-penna-italiana-nellagenda-del-futuro-sostenibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/07\/la-penna-italiana-nellagenda-del-futuro-sostenibile\/","title":{"rendered":"La penna italiana nell\u2019agenda del futuro sostenibile"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Italia partecipa attivamente al processo di revisione dell\u2019agenda Onu di sviluppo post-2015 e alla definizione dei nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile (<i>Sustainable development goals<\/i>, Sdgs) emersi dalla Conferenza di Rio+20. <\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 2000, l\u2019Onu si \u00e8 impegnato di raggiungere entro il 2015 gli Obiettivi di sviluppo del millennio, Mdgs. Questi si sono dimostrati uno strumento efficace per indirizzare strategie internazionali e politiche nazionali di lotta alla povert\u00e0 verso chiari obiettivi e traguardi specifici. Tuttavia, essi non affrontano le cause strutturali della povert\u00e0 e presentano alcune debolezze riguardo alla sostenibilit\u00e0 nelle sue diverse dimensioni. <\/p>\n<p><b>Obiettivi di sviluppo sostenibile <\/b><br \/>Gli Sdgs dovranno quindi essere universalmente applicabili, sia pur tenendo conto delle diverse realt\u00e0, sintetici e facili da comunicare, limitati nel numero e tali da integrare in maniera bilanciata le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile (economica, sociale e ambientale). <\/p>\n<p>Il vero e proprio negoziato intergovernativo dovrebbe iniziare all\u2019inizio 2015 &#8211; sulla base anche di un secondo rapporto del Segretario generale delle Nazioni unite &#8211; per poi concludersi in un Vertice di capi di stato e di governo convocato dall\u2019Onu, a settembre 2015, che dovrebbe adottare la futura Agenda per lo sviluppo. Sempre nel 2015 verr\u00e0 convocata una conferenza sul finanziamento del nuovo quadro di sviluppo.<\/p>\n<p>Sia la presidenza italiana del Consiglio dell\u2019Ue sia l\u2019Expo di Milano si svolgeranno quindi in una fase cruciale del processo negoziale a New York e che si \u00e8 gi\u00e0 rivelato particolarmente complesso, con riguardo sia a temi sensibili, come ad esempio diritti umani, stato di diritto,<i> good governance<\/i>, pace e sicurezza, sia al pi\u00f9 ampio tema dei mezzi di attuazione e del finanziamento dello sviluppo.<\/p>\n<p>Al fine di stimolare un dialogo inclusivo e una riflessione con <i>governance<\/i> partecipata, l\u2019Italia ha costituito un gruppo tematico sull\u2019agenda post 2015 nell\u2019ambito del Tavolo inter-istituzionale per la cooperazione allo sviluppo. Ci\u00f2 consente al nostro paese di partecipare a questo importante momento di riforma attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori che a vario titolo ne sono interessati (altre amministrazioni pubbliche, in particolare il Ministero dell\u2019Ambiente, societ\u00e0 civile, universit\u00e0, settore privato, etc.).<\/p>\n<p>Nel corso delle riunioni del gruppo sono stati condivisi e commentati i documenti ufficiali Onu e dell\u2019Ue nonch\u00e9 raccolte osservazioni e suggerimenti. Ne sono emersi utili spunti che contribuiscono al processo di individuazione dei punti di forza italiani e di elaborazione di una posizione italiana nell\u2019ambito del dibattito in questione.<\/p>\n<p>Per assicurare un coordinamento interno al Ministero degli Affari esteri, tenuto conto del crescente impegno richiesto dal processo in corso in sede Onu, Ue ed in altri fori e della natura trasversale dei temi trattati, \u00e8 stata, inoltre, istituita, una Task Force Post 2015 a guida della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo.<\/p>\n<p><b>Dalla lotta alla povert\u00e0 all\u2019uguaglianza di genere <\/b><br \/>Sulla base di questo processo consultivo sono state identificate le seguenti aree prioritarie: lotta alla povert\u00e0 in tutte le sue forme, sicurezza alimentare e nutrizionale e agricoltura sostenibile, sviluppo umano, inclusione sociale, ineguaglianze, diritti umani e disoccupazione (<i>leave no one behind<\/i>), con particolare riferimento all\u2019uguaglianza di genere e alla lotta alla violenza contro le donne e bambine, ai diritti dei bambini, anziani e diversamente abili.<\/p>\n<p>Tra le priorit\u00e0 figurano anche il ruolo positivo per lo sviluppo socio-economico dei migranti, il contributo del settore privato e lo sviluppo di sistemi integrati di piccole e medie imprese, l\u2019approccio territoriale legato alla cooperazione decentrata, la pace, sicurezza e giustizia, lo sviluppo sostenibile, l\u2019accesso all\u2019acqua, la definizione di nuovi indicatori dello sviluppo riferiti sia al benessere sia alla sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Impegno europeo nell\u2019Agenda post 2015<\/b><br \/>L\u2019Agenda post 2015 sar\u00e0 un tema prioritario sia della Presidenza italiana dell\u2019Ue del secondo semestre che del Consiglio informale sviluppo che si terr\u00e0 a Firenze il 15 luglio.<\/p>\n<p>Grazie anche al sostegno italiano, la Commissione europea ha presentato il 2 giugno la Comunicazione intitolata \u201c<i>A decent life for all: from vision to collective action<\/i>\u201d. Tale documento fornisce numerose e interessanti indicazioni sia sui principi fondamentali dell\u2019agenda post 2015 che sui singoli obiettivi di sviluppo sostenibile, oltre che sugli strumenti di attuazione.<\/p>\n<p>In tal modo serve a lanciare il processo volto alla definizione di una posizione comune europea. Da parte italiana si ritiene, infatti, che il Consiglio dell\u2019Ue dovrebbe celermente adottare delle Conclusioni che consentano all\u2019Ue in quanto tale di svolgere il ruolo guida che le spetta nel futuro negoziato. Il raggiungimento di una tale posizione comune rappresenta una priorit\u00e0 del nostro semestre di Presidenza nel settore sviluppo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Italia partecipa attivamente al processo di revisione dell\u2019agenda Onu di sviluppo post-2015 e alla definizione dei nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable development goals, Sdgs) emersi dalla Conferenza di Rio+20. 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