{"id":27330,"date":"2014-07-13T00:00:00","date_gmt":"2014-07-12T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/tap-chiave-di-volta-tra-roma-e-baku\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:24","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:24","slug":"tap-chiave-di-volta-tra-roma-e-baku","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/07\/tap-chiave-di-volta-tra-roma-e-baku\/","title":{"rendered":"Tap, chiave di volta tra Roma e Baku"},"content":{"rendered":"<p>Anche i soci pi\u00f9 sperimentati possono portare nuovi affari. \u00c8 il caso del presidente dell\u2019Azerbaijan Ilham Aliyev che, a sei anni dalla sua ultima visita in Italia, \u00e8 a Roma per incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Matteo Renzi.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 oggi il primo partner commerciale dell&#8217;Azerbaijan con un volume di scambio bilaterale di oltre sette miliardi di euro, ma il presidente azero si aspetta di espanderlo ancora.<\/p>\n<p>Sebbene non annunciato esplicitamente, il cuore dell\u2019incontro \u00e8 la realizzazione della Trans-Adriatic Pipeline (Tap), il gasdotto che dovr\u00e0 trasportare il gas del Mar Caspio sino alle coste italiane.<\/p>\n<p>Attorno alla questione, si gioca tuttavia una pi\u00f9 ampia partita economica, poich\u00e9 Baku \u00e8 pronta a mettere sul piatto italiano investimenti in una vasta gamma di settori: edilizia, infrastrutture, ingegneria meccanica, tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione, ricerca spaziale, agricoltura e industria alimentare, turismo. In questo contesto il destino di Tap &#8211; oggi appeso al giudizio del Ministero dell\u2019Ambiente italiano sull\u2019impatto ambientale del gasdotto &#8211; sar\u00e0 fondamentale per definire il futuro impegno economico di Baku nel nostro paese.<\/p>\n<p><b>TAP e il gas dell\u2019Azerbaijan<\/b><br \/>\nIl 28 giugno 2013 l\u2019Italia, attraverso il gasdotto Tap, \u00e8 stata selezionata come punto di approdo del Corridoio sud, l\u2019iniziativa lanciata dalla Commissione europea dieci anni fa per trasportare il gas del Mar Caspio &#8211; estratto dal giacimento azero di ShahDeniz II &#8211; verso i mercati europei. L\u2019obiettivo \u00e8 di rafforzare la sicurezza dell\u2019Unione di fronte a possibili crisi con i fornitori energetici (l\u2019ultima crisi tra Russia e Ucraina ne \u00e8 un esempio).<\/p>\n<p>In dicembre il parlamento italiano ha ratificato l\u2019accordo intergovernativo siglato dal governo di Mario Monti con i leader di Albania e Grecia, paesi attraverso cui transita Tap. L\u2019accordo assicura la cooperazione tra le parti per la costruzione e l&#8217;operativit\u00e0 del gasdotto. Nel frattempo, il consorzio di ShahDeniz II &#8211; guidato dalla britannica Bp &#8211; ha sottoscritto contratti per la fornitura venticinquennale di gas con compagnie energetiche europee, e ha infine approvato la decisione di investimento per un valore totale di 28 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>I 10 miliardi di metri cubi (Bcm) di gas azero &#8211; espandibili in futuro a 20 Bcm &#8211; dovrebbero arrivare in Italia tra il 2018 e il 2019, contribuendo a diversificare in modo significativo le forniture italiane, a rendere pi\u00f9 liquido il mercato del gas e a rafforzare la posizione del paese come potenziale hub energetico dell\u2019Europa meridionale.<\/p>\n<p>Inoltre, durante la fase di realizzazione, Tap dovrebbe generare un indotto a livello locale di circa 80 milioni di euro annui, con la creazione di 150 posti di lavoro. A ci\u00f2 si dovrebbero aggiungere circa 12 milioni di euro annui e 250 posti di lavoro in attivit\u00e0 dirette e indirette legate alle operazioni del gasdotto.<\/p>\n<p><b>Nodo pugliese <\/b><br \/>\nIl progetto Tap \u00e8 per\u00f2 appeso a un filo. Nonostante gli accordi internazionali sottoscritti nei mesi passati e l\u2019impegno del governo italiano reiterato a pi\u00f9 livelli, la realizzazione di Tap \u00e8 oggi bloccata. Si attende infatti che la Commissione valutazione impatto ambientale (Via) del Ministero dell\u2019ambiente si pronunci sulla sostenibilit\u00e0 dell\u2019approdo del gasdotto in Puglia. Un\u2019eventuale bocciatura da parte della Commissione rischia di bloccare la cooperazione energetica tra Baku e Roma.<\/p>\n<p>Anche se in passato \u00e8 stata esaminata la possibile fusione di Tap con il gasdotto IgiPoseidon che garantirebbe l\u2019approdo &#8211; gi\u00e0 autorizzato dal Ministero dell\u2019ambiente &#8211; nei pressi di Otranto, sembra che questa soluzione non sia gradita al consorzio ShahDeniz e al presidente Aliyev. Quest\u2019ultimo potrebbe addirittura minacciare di uscire dal mercato italiano in caso di fallimento di Tap.<\/p>\n<p>A Baku le alternative, seppure sub-ottimali, non mancano: primo fra tutti il gasdotto Nabucco West, scartato lo scorso giugno a vantaggio di Tap, ma il cui iter tecnico e regolatorio \u00e8 tuttora valido. Oppure- soluzione pi\u00f9 audace e complessa &#8211; la progettazione di una nuova pipeline che attraversi i Balcani occidentali per terminare in Croazia, che \u00e8 pronta a proporsi come hub energetico alternativo all\u2019Italia.<\/p>\n<p>Il governo italiano si trova pertanto di fronte a un bivio, e dovr\u00e0 fare del suo meglio per rassicurare Aliyev in attesa dell\u2019autorizzazione ministeriale per la realizzazione di Tap. Non pu\u00f2 per\u00f2 permettersi di forzare la mano.<\/p>\n<p>Il rischio che il focoso presidente azero faccia saltare il banco \u00e8 reale, con buona pace della sicurezza energetica nazionale e, soprattutto, della credibilit\u00e0 internazionale del nostro paese.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche i soci pi\u00f9 sperimentati possono portare nuovi affari. \u00c8 il caso del presidente dell\u2019Azerbaijan Ilham Aliyev che, a sei anni dalla sua ultima visita in Italia, \u00e8 a Roma per incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Matteo Renzi. 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