{"id":27340,"date":"2014-07-13T00:00:00","date_gmt":"2014-07-12T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/egitto-mediatore-fantasma\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:24","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:24","slug":"egitto-mediatore-fantasma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/07\/egitto-mediatore-fantasma\/","title":{"rendered":"Egitto, mediatore fantasma"},"content":{"rendered":"<p>In questi giorni di guerra, gli egiziani hanno aperto solo per poche ore il valico di Rafah, l\u2019unico ingresso della Striscia di Gaza non gestito ad Israele. <\/p>\n<p>Dal valico passano non solo i feriti pi\u00f9 gravi che cercano soccorso in Egitto, ma anche le speranze della tregua dell\u2019ennesima escalation di violenza tra israeliani e palestinesi, la pi\u00f9 violenta dal novembre 2012.<\/p>\n<p><b>Tramonto della luna di miele<\/b><br \/>A mediare una tregua nel 2012 fu proprio il Cairo. Da allora molto \u00e8 cambiato nella regione. L\u2019asso nella manica della mediazione egiziana fu il rapporto tra i Fratelli Musulmani &#8211; rappresentati al Cairo dal presidente Mohammed Morsi &#8211; e i cugini di Hamas, costola della confraternita islamista che ha il potere su Gaza. Da quando la Fratellanza \u00e8 rinchiusa nelle carceri egiziane, la luna di miele tra gli arabi al di qua e al di l\u00e0 di Rafah \u00e8 finita. <\/p>\n<p>Il nuovo presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi spera che la disfatta dei cugini palestinesi indebolisca i Fratelli egiziani, nemici dell\u2019esercito dal quale proviene. Per questo dal Cairo avevano fatto capire che questa volta l\u2019Egitto non avrebbe provato a mediare. Ora, per\u00f2, questa posizione sembra ammorbidirsi e l\u2019Egitto ricompare sulla scena come un possibile mediatore. <\/p>\n<p>Un portavoce del presidente egiziano dice infatti che Sisi ha promesso al presidente dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese &#8211; che amministra la Cisgiordania &#8211; di alzare la cornetta per chiamare quanti possono fare qualcosa per far cessare la mattanza. Pi\u00f9 tardi Abu Zuhri, un portavoce di Hamas, ha rivelato all\u2019agenzia Bloomberg l\u2019esistenza di contatti tra Gaza e il Cairo. <\/p>\n<p>Rivelazioni interessanti non solo perch\u00e9 qualsiasi mediazione di successo deve coinvolgere Hamas &#8211; e non solo l\u2019Autorit\u00e0 palestinese che ha a sua volta problemi con gli islamisti che governano Gaza &#8211; ma anche perch\u00e9 fanno pensare che gli sforzi di mediazione egiziani di cui si parlava a met\u00e0 giugno non si sono esauriti. <\/p>\n<p><b>Sisi possibile negoziatore<\/b><br \/>Non \u00e8 quindi escluso che Sisi decida di far scendere in campo i suoi negoziatori. Gli islamisti palestinesi non sono il suo alleato naturale, ma il presidente egiziano non vuole rinunciare a influire sull\u2019ordine regionale, come gli chiede anche la Casa Bianca.<\/p>\n<p>   Nonostante le voglie neoisolazioniste degli americani e il morale a pezzi del segretario di Stato John Kerry dopo il fallimento dell\u2019ennesimo tentativo di riappacificare Israele e Palestina, Washington desidera ancora un Medio Oriente stabile. L\u2019Egitto rimane quindi una pedina importante. <\/p>\n<p>Le parti in conflitto non sono per\u00f2 ancora pronte a deporre le armi. <\/p>\n<p>Per la diplomazia Usa il primo obiettivo \u00e8 quello di scongiurare un\u2019invasione di terra da parte del governo israeliano. Tel Aviv, dal canto suo, vuole punire la leadership di Hamas, accusata, pur senza prove convincenti, dell\u2019uccisione dei tre giovani israeliani, e impedire la riconciliazione tra gli islamisti di Hamas e i nazionalisti di Fatah. <\/p>\n<p><b>La spina nel fianco dell\u2019accordo tra Fatah e Hamas <\/b><br \/>Alla base di questo conflitto c\u2019\u00e8 infatti anche il recente annuncio dell\u2019accordo di riconciliazione tra Fatah e Hamas e l\u2019insediamento del nuovo governo di consenso nazionale a Ramallah con l\u2019appoggio delle due fazioni palestinesi. <\/p>\n<p>A sovraintendere alla nascita di questo esecutivo \u00e8 stato Moussa Abu Marzouq, stratega di Hamas, famoso per la capacit\u00e0 di tessere con successo la tela dei rapporti e delle mediazioni tra Egitto-Gaza e i servizi segreti israeliani. Abu Marzouq &#8211; caso vuole &#8211; \u00e8 l\u2019unico uomo di Hamas a risiedere in Egitto anche dopo la stretta repressiva dei militari nei confronti degli islamisti. <\/p>\n<p>Sebbene il governo sia di natura tecnica e quindi senza ministri affiliati a Hamas, Israele ha da subito condannato il nuovo esecutivo, dichiarando che non dialogher\u00e0 con un governo di \u2018terroristi\u2019. Di diverso avviso sono per\u00f2 le principali potenze internazionali, Stati Uniti, Unione europea, Cina, India e Russia.<\/p>\n<p>Difficile pensare che, dopo l\u2019ennesima escalation di violenza tra Hamas e Israele e la perdurante collaborazione tra Fatah e Israele sulla sicurezza in Cisgiordania, il recente accordo di riconciliazione nazionale Hamas-Fatah possa sopravvivere. <\/p>\n<p>La divisione politico-militare tra la Striscia di Gaza, controllata da Hamas, e la Cisgiordania di Fatah continuer\u00e0 a minare gli obiettivi nazionali della Palestina. Non a caso, il premier israeliano Benjamin Netanhayu addita questa divisione come prova della mancanza di un partner riconosciuto dall\u2019intera popolazione palestinese con il quale siglare un accordo di pace.<\/p>\n<p>Mentre si aspetta che un mediatore con serie intenzioni &#8211; egiziano, turco, saudita o statunitense che sia &#8211;  si faccia avanti, gli scontri si inaspriscono, cos\u00ec come le tensioni intra-palestinesi.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni di guerra, gli egiziani hanno aperto solo per poche ore il valico di Rafah, l\u2019unico ingresso della Striscia di Gaza non gestito ad Israele. 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