{"id":27400,"date":"2014-07-17T00:00:00","date_gmt":"2014-07-16T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-pomo-della-discordia-di-south-stream\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:22","slug":"il-pomo-della-discordia-di-south-stream","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/07\/il-pomo-della-discordia-di-south-stream\/","title":{"rendered":"Il pomo della discordia di South Stream"},"content":{"rendered":"<p>Il futuro del gasdotto South Stream e le relazioni con la Russia continuano a dividere gli stati dell\u2019Unione europea. Ne \u00e8 una riprova la disputa sulla candidatura del nostro ministro degli esteri Federica Mogherini ad Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune. <\/p>\n<p>Rassicurando il collega russo Sergei Lavrov sul sostegno italiano al gasdotto guidato da Gazprom, Mogherini ha infatti scatenando la reazione dei paesi dell\u2019Europa orientale, pronti a fare muro contro la sua candidatura.<\/p>\n<p>Le divergenti posizioni rispetto a South Stream &#8211; al quale, oltre a Gazprom, partecipano l\u2019italiana Eni, la tedesca Wintershall e la francese EDF &#8211; contribuiscono a spiegare il forte ritardo accumulato dal progetto, caduto sotto la lente d\u2019ingrandimento della Commissione europea per l\u2019incompatibilit\u00e0 con le norme europee fissate nel Terzo Pacchetto Energia.<\/p>\n<p><b>Italia e Germania primi clienti di Gazprom<\/b><br \/>Nel 2013 la Russia ha esportato in Europa 137 miliardi di metri cubi (Bcm) di gas naturale, la maggior parte dei quali &#8211; circa 80 Bcm &#8211; hanno raggiunto i mercati europei attraverso la rete ucraina. Ulteriori rotte di transito sono la pipeline sottomarina Nord Stream &#8211; che collega Vyborg in Russia a Greifswald in Germania e ha una capacit\u00e0 totale di 55 Bcm &#8211; e il gasdotto Yamal che attraversa la Bielorussia e approda in Polonia con capacit\u00e0 massima di 33 Bcm annui.<\/p>\n<p>I principali clienti di Gazprom sono la Germania con 40 Bcm e l\u2019Italia con 25 Bcm: insieme, Berlino e Roma assorbono circa il 50% delle esportazioni russe verso l\u2019Europa. Il gas russo contribuisce al 42% delle importazioni tedesche e al 44% di quelle italiane. La forte interdipendenza energetica con la Russia giustifica la partecipazione delle compagnie nazionali Wintershall ed Eni alla sezione offshore del progetto South Stream, della quale detengono rispettivamente il 15% e 20% delle azioni.<\/p>\n<p>Interessi energetici contribuiscono a spiegare l\u2019approccio meno duro di Roma e Berlino nei confronti della Russia, nonch\u00e9 il sostegno dei governi alla realizzazione di South Stream.<\/p>\n<p>La posizione italiana, inoltre, ha un\u2019altra motivazione. Mentre la maggior parte delle importazioni tedesche \u00e8 garantita da Nord Stream, la totalit\u00e0 delle forniture di Gazprom all\u2019Italia transita per la rete ucraina ed \u00e8 soggetta alle dispute tra Mosca e Kiev. Aggirando il territorio ucraino, South Stream garantirebbe la sicurezza degli approvvigionamenti energetici.<\/p>\n<p><b>Blocco orientale<\/b><br \/>Alcuni governi dell\u2019Europa centro-orientale &#8211; Polonia e paesi baltici in prima linea &#8211; hanno apertamente stigmatizzato il sostegno italiano a South Stream. In questi paesi Gazprom opera quasi sempre in regime di monopolio, riuscendo a imporre prezzi pi\u00f9 alti rispetto a quelli applicati in Europa occidentale.<\/p>\n<p>Tutti i paesi dell\u2019area sono fortemente dipendenti dalle forniture russe per soddisfare i propri consumi interni: si va dal 100% di Bulgaria, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania e Slovacchia, all\u201985% di Repubblica Ceca e Ungheria, al 57% della Polonia.<\/p>\n<p>Tuttavia, questi mercati rappresentano una parte relativamente modesta del paniere di esportazioni russe. Gazprom esporta in Europa centro-orientale poco pi\u00f9 di 30 Bcm di gas all\u2019anno, circa il 23% delle esportazioni totali russe in Europa. Questa situazione rende molto vulnerabili Varsavia e soci che, contrariamente a quanto avviene per Germania e Italia dove l\u2019interdipendenza con Mosca crea una relazione pi\u00f9 equilibrata, sono maggiormente soggetti al potere di ricatto russo.<\/p>\n<p>Le posizioni del blocco orientale sul futuro di South Stream non sono per\u00f2 univoche. La rigida posizione di Polonia e baltici \u00e8 determinata dal fatto che le loro forniture non transitano dal territorio ucraino, e quindi la sicurezza dei loro approvvigionamenti non \u00e8 soggetta alle dispute tra Mosca e Kiev. <\/p>\n<p>Per gli altri paesi, la dipendenza dalla rete ucraina rappresenta un forte fattore d\u2019instabilit\u00e0, che verrebbe eliminato con la realizzazione del gasdotto guidato da Gazprom,  al quale alcuni di essi hanno dato pieno sostegno.<\/p>\n<p><b>Irrigidimento europeo<\/b><br \/>Chi non ha grande simpatia a South Stream \u00e8 la Commissione europea che vi scorge un tentativo russo di sabotare Nabucco, il gasdotto che dovrebbe trasportare gas dal Mar Caspio e dal Medioriente in Europa.<\/p>\n<p>Il nodo della questione \u00e8 la posizione di South Stream nei confronti del Terzo Pacchetto Energia dell\u2019Ue che prevede l\u2019applicazione del meccanismo di separazione proprietaria e del principio dell\u2019accesso a parti terze, nonch\u00e9 restrizioni in materia tariffaria. Non riconoscendo la natura strategica del progetto per l\u2019Ue, la Commissione rifiuta di garantirne l\u2019esenzione dallo schema regolatorio europeo.<\/p>\n<p>Con lo scoppio della crisi ucraina, la posizione europea si \u00e8 irrigidita. A dicembre, la Commissione ha stabilito di rinegoziare gli accordi bilaterali conclusi dalla Russia con i paesi europei di transito, in quanto non conformi alla legislazione europea.<\/p>\n<p>Bruxelles non ha alcuna intenzione di arretrare. Ieri il direttore generale della Dg Energia Dominique Ristori ha annunciato la sospensione del progetto, vincolando qualsiasi negoziato (di natura regolatoria) sul gasdotto alla risoluzione (politica) delle ostilit\u00e0 tra Mosca e Kiev.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il futuro del gasdotto South Stream e le relazioni con la Russia continuano a dividere gli stati dell\u2019Unione europea. 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