{"id":27430,"date":"2014-07-18T00:00:00","date_gmt":"2014-07-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/leuropa-che-non-ci-appartiene\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:20","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:20","slug":"leuropa-che-non-ci-appartiene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/07\/leuropa-che-non-ci-appartiene\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa che (non) ci appartiene"},"content":{"rendered":"<p>Processo d\u2019integrazione o pura utopia, una scomoda, se pur lecita, domanda che gli stati dell\u2019Unione europea (Ue) si pongono a malincuore.<\/p>\n<p>Da chi decide le sorti dell\u2019Europa dall\u2019alto della proprie cariche ai semplici cittadini europei oramai quasi del tutto incapaci di identificarsi a pieno con la comunit\u00e0&#768; di cui fanno parte. Una comunit\u00e0&#768; tanto voluta dai padri fondatori tra cui Jeannet Monnet, Robert Schuman, Konrad Adenauer.<\/p>\n<p>Ci\u00f2&#768; che si e&#768; in gran parte indebolito rispetto al passato, e che dovrebbe guidare l\u2019essere cittadino europeo, e&#768; il famoso sentimento d\u2019appartenenza, tanto forte quanto debole insieme, unito al consenso verso l\u2019integrazione europea.<\/p>\n<p><b>Cittadini europei in crisi d\u2019identit\u00e0<\/b><br \/>La responsabilit\u00e0&#768; di quello che pu\u00f2&#768; essere definito un vero e proprio tracollo dell\u2019appartenenza e del consenso e&#768; da imputarsi anche alla crisi economica che sta trascinando nell\u2019occhio del ciclone tutti i 28 membri. Alcuni stati accusano risvolti apparentemente poco disastrosi, altri sono trascinati in una sorta di baratro senza fine che li porta a retrocedere nel percorso d\u2019integrazione.<\/p>\n<p>A esserne maggiormente colpiti sono i cittadini, fiduciosi comunque nell\u2019Ue anche se la vedono come un\u2019istituzione incapace di reagire efficacemente con misure appropriate atte ad affrontare un problema immane che sta letteralmente schiacciando le economie nazionali.<\/p>\n<p>Prima fra tutte la sempre pi\u00f9&#768; crescente disoccupazione (specie giovanile) in cima alla lista, e poi l\u2019incapacit\u00e0&#768; di innalzamento del Pil, il calo dei consumi e molto altro, ma cosa ancor pi\u00f9&#768; grave la crisi dello stesso sentimento d\u2019appartenenza e consenso, punti cruciali su cui riflettere.<\/p>\n<p>Con uno sguardo pi\u00f9&#768; attento alla situazione interna italiana, essa appare alquanto disperata (termine pi\u00f9&#768; adatto al momento) e priva, per adesso, di una soluzione che possa definirsi davvero soddisfacente. Ma la speranza di rimettersi in carreggiata al pari delle economie piu&#768; forti e&#768; (o almeno sembra essere) pi\u00f9&#768; grande della realt\u00e0&#768; in cui ci si trova immersi. Si cerca di porre in essere misure che dovrebbero facilitare la ripresa, anche se non e&#768; ancora tempo di fare bilanci.<\/p>\n<p><b>Risposta alla crisi<\/b><br \/>Ci\u00f2&#768; che la crisi sta portando con se&#769; non e&#768; tanto la difficile situazione economica (ormai giunta al limite) seppur devastante per tante economie nazionali tra cui la nostra, quanto piuttosto il sentirsi privati di quel senso d\u2019appartenenza e consenso tanto forti e cosi&#768; agognati, da divenire forse solo un lontano ricordo.<\/p>\n<p>Pertanto, quanto si chiede a coloro che occupano i vertici istituzionali europei e&#768; far luce su una questione (quella della crisi) che rischia davvero di rimanere in fondo all\u2019agenda politica internazionale (come avvenuto per tante altre) e che invece dovrebbe costituire il punto centrale da cui muoversi. Non si pu\u00f2&#768;, e men che meno non si deve, lasciare che tale questione resti in sordina. Si dovrebbero piuttosto rafforzare l\u2019appartenenza e il consenso da parte dei cittadini facendogli capire il valore dell\u2019integrazione e l\u2019importanza di essere parte di una stessa comunit\u00e0&#768;.<\/p>\n<p>A pi\u00f9&#768; di mezzo secolo dalla sua nascita, e&#768; bene ricordare che il processo d\u2019integrazione fu ideato e posto in essere con il preciso scopo di rendere gli stati (che avrebbero deciso di aderirne) parte di un tutt\u2019uno, e con l\u2019intento ancor pi\u00f9&#768; forte di far sentire i cittadini parte di un tutt\u2019uno. Di fronte alla grave situazione in cui oggi versa l\u2019Ue e&#768; necessario saper reagire con fermezza alla retrocessione in atto.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 l\u2019Europa trovi nuovo slancio e&#768; necessario liberarla dalla morsa della crisi prima che questa le diventi mortale. Qualora questo dovesse avvenire, il senso d\u2019appartenenza e il consenso europei dovranno rivalersi sulla crisi stessa spezzando quel legame, che specie negli ultimi tempi, li ha inesorabilmente uniti ad essa. Solo cosi&#768; la corsa all\u2019indietro lascer\u00e0&#768; definitivamente il posto ad uno sviluppo inarrestabile.<\/p>\n<p><b>Elezioni europee 2014<\/b><br \/>Non si pu\u00f2&#768; non citare il momento tanto atteso quest\u2019anno delle ultime elezioni europee del 25 maggio che hanno decreteranno l\u2019elezione dei nuovi europarlamentari. Quale occasione migliore per toccare con mano i veri sentimenti dei cittadini europei.<\/p>\n<p>In un contesto di assoluta e palese difficolta&#768; dettata dalla crisi, l\u2019Ue dovr\u00e0&#768; dimostrare di essere in grado di rimettere in piedi il progetto europeo per far s\u00ec che la delusione (oggi pi\u00f9&#768; che mai presente) lasci il posto all\u2019orgoglio di essere cittadini d\u2019Europa.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Processo d\u2019integrazione o pura utopia, una scomoda, se pur lecita, domanda che gli stati dell\u2019Unione europea (Ue) si pongono a malincuore. Da chi decide le sorti dell\u2019Europa dall\u2019alto della proprie cariche ai semplici cittadini europei oramai quasi del tutto incapaci di identificarsi a pieno con la comunit\u00e0&#768; di cui fanno parte. 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