{"id":27470,"date":"2014-07-21T00:00:00","date_gmt":"2014-07-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/iran-battaglia-esistenziale-per-liraq\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:19","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:19","slug":"iran-battaglia-esistenziale-per-liraq","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/07\/iran-battaglia-esistenziale-per-liraq\/","title":{"rendered":"Iran, battaglia esistenziale per l\u2019Iraq"},"content":{"rendered":"<p>Proprio mentre le sorti della guerra civile siriana stavano volgendo a favore dell\u2019Iran, l\u2019avanzata dell\u2019Isil, Stato islamico dell\u2019Iraq e del Levante, verso Baghdad ha suscitato un nuovo allarme a Teheran. Al pari del regime di Damasco, il governo sciita iracheno rappresenta un pilastro dell\u2019architettura di sicurezza regionale della Repubblica Islamica. <\/p>\n<p><b>Asse sciita<\/b><br \/>Per comprendere l\u2019importanza che l\u2019Iraq ha per Teheran bisogna guardare al travagliato rapporto che ha caratterizzato i due paesi durante tutto il secolo scorso. <\/p>\n<p>Uniti da un ricco passato di storia e cultura comune, Iran e Iraq sono stati divisi da una competizione inasprita dalla potenza coloniale britannica, ben prima della Rivoluzione islamica del 1979. Mentre lo Shah contrapponeva l\u2019identit\u00e0 persiana a quella araba, Londra incoraggi\u00f2 i sentimenti anti-iraniani presenti nel nazionalismo panarabo al fine di isolare e assoggettare l\u2019Iran. <\/p>\n<p>Il confronto fra arabi e iraniani culmin\u00f2 nella guerra Iran-Iraq, scatenata da Saddam Hussein nel 1980 contro la neonata Repubblica Islamica. Gli otto anni di conflitto, e gli attacchi chimici di Saddam, costarono a Teheran centinaia di migliaia di vittime. <\/p>\n<p>Quando gli Stati Uniti invasero l\u2019Iraq nel 2003, l\u2019Iran ebbe dunque tutto l\u2019interesse a cementare il rapporto con la maggioranza sciita irachena, che prese il potere dopo essere stata perseguitata dal precedente regime sunnita. <\/p>\n<p><b>Teheran e lo scontro settario regionale<\/b><br \/>Malgrado i legami storici, fra lo sciismo iracheno e quello persiano di Teheran ci sono differenze. Lo Nuri al-Maliki, al momento di divenire primo ministro, rappresent\u00f2 un candidato di compromesso per l\u2019Iran, non essendo certamente fra gli esponenti pi\u00f9 filo-iraniani del panorama sciita iracheno. <\/p>\n<p>Le politiche di emarginazione dei sunniti portate avanti dagli ultimi governi di Baghdad sono dunque il risultato del travagliato rapporto fra le due principali comunit\u00e0 confessionali arabe dell\u2019Iraq, prima ancora che dell\u2019influenza iraniana. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie che l\u2019obiettivo primario di Teheran in Iraq sia di prevenire la nascita di un governo che gli sia ostile. Questo significa tenere ai margini del processo politico quelle componenti sunnite che nutrono forti sentimenti anti-sciiti o che propugnano un nazionalismo arabo dalle tinte anti-iraniane. <\/p>\n<p>La recente ribellione sunnita guidata dall\u2019Isil spaventa Teheran proprio perch\u00e9 \u00e8 una miscela di fondamentalisti sunniti e baathisti nostalgici del vecchio regime che, per motivi religiosi o ideologici, sono visceralmente ostili all\u2019Iran. <\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, le legittime rivendicazioni della comunit\u00e0 sunnita irachena contro il governo di Baghdad sono inasprite dal clima di polarizzazione a sfondo settario affermatosi nella regione mediorientale. Tale polarizzazione ha visto una coalizione di stati sunniti, comprendente le monarchie del Golfo e la Turchia, scontrarsi in Siria con il cosiddetto \u201carco sciita\u201d del quale Baghdad viene considerata parte integrante, e che \u00e8 costituito dall\u2019Iran, dal regime alawita di Damasco e da Hezbollah in Libano. <\/p>\n<p>L\u2019accusa di appoggiare l\u2019Isil, rivolta dall\u2019Iran all\u2019Arabia Saudita gi\u00e0 sostenitrice dei ribelli siriani, fa a sua volta temere il naufragio dei deboli tentativi di dialogo avviati nei mesi scorsi fra Riyadh e Teheran, e il possibile espandersi all\u2019Iraq del loro \u201cconflitto per procura\u201d. <\/p>\n<p><b>Il califfato e la paura della balcanizzazione<\/b><br \/>La proclamazione del \u201ccaliffato\u201d da parte del leader dell\u2019Isil, Abu Bakr al-Baghdadi, con la creazione di uno Stato islamico a cavallo tra Iraq e Siria, prefigura inoltre la partizione dell\u2019Iraq in tre entit\u00e0 etnico-confessionali. <\/p>\n<p>Un simile scenario appare come un incubo per Teheran. Esso produrrebbe infatti un\u2019entit\u00e0 sciita indebolita dalla perdita di infrastrutture chiave del paese (la principale raffineria, pozzi petroliferi, centrali elettriche, etc.).<\/p>\n<p>In secondo luogo, si avrebbe un\u2019entit\u00e0 sunnita dominata da baathisti e islamisti, probabilmente in lotta fra loro, ma accomunati da un forte sentimento anti-iraniano. Tale entit\u00e0 si estenderebbe alla parte orientale della vicina Siria, destabilizzando ulteriormente il regime di Damasco alleato dell\u2019Iran. <\/p>\n<p>Inoltre, uno stato curdo indipendente nel nord finirebbe per orbitare nella sfera d\u2019influenza turca, potrebbe risvegliare le ambizioni di autodeterminazione dei curdi iraniani, e rappresenterebbe un nuovo potenziale alleato per Israele (Tel Aviv ha gi\u00e0 salutato positivamente la possibile indipendenza di Erbil, ed ha acquistato le prime quantit\u00e0 di petrolio curdo esportate attraverso la Turchia). <\/p>\n<p>Infine, non bisogna dimenticare che anche l\u2019Iran \u00e8 una miscela di etnie e confessioni differenti. Dunque la frammentazione dell\u2019Iraq costituirebbe un precedente pericoloso per l\u2019integrit\u00e0 stessa della Repubblica Islamica.<\/p>\n<p><b>Iran e Stati Uniti<\/b><br \/>Per tutte queste ragioni, l\u2019Iran lotter\u00e0 strenuamente per preservare l\u2019unit\u00e0 territoriale di un Iraq a guida sciita, anche se non necessariamente ostile a sunniti e curdi. Allo stesso tempo, Teheran cercher\u00e0 di evitare un coinvolgimento diretto nel conflitto iracheno, prediligendo invece l\u2019assistenza logistica e di intelligence al governo di Baghdad.<\/p>\n<p>Un\u2019aperta collaborazione con Washington sembra per\u00f2 da escludersi, malgrado la relativa convergenza di interessi fra i due paesi in Iraq. Gli iraniani non si fidano delle intenzioni americane in Siria, n\u00e9 dell\u2019alleanza tra gli Usa e le monarchie del Golfo ostili alla Repubblica Islamica. <\/p>\n<p>Washington vive un dilemma: contrastando militarmente la ribellione sunnita rischia di inimicarsi i propri alleati arabi, mentre esercitando eccessive pressioni sul governo sciita rinfocola le diffidenze di Teheran. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proprio mentre le sorti della guerra civile siriana stavano volgendo a favore dell\u2019Iran, l\u2019avanzata dell\u2019Isil, Stato islamico dell\u2019Iraq e del Levante, verso Baghdad ha suscitato un nuovo allarme a Teheran. Al pari del regime di Damasco, il governo sciita iracheno rappresenta un pilastro dell\u2019architettura di sicurezza regionale della Repubblica Islamica. Asse sciitaPer comprendere l\u2019importanza che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[93,94,99],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27470"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27470"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27470\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63051,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27470\/revisions\/63051"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27470"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27470"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27470"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}