{"id":27480,"date":"2014-07-21T00:00:00","date_gmt":"2014-07-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lombra-del-debito-sulleconomia-cinese\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:20","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:20","slug":"lombra-del-debito-sulleconomia-cinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/07\/lombra-del-debito-sulleconomia-cinese\/","title":{"rendered":"L\u2019ombra del debito sull\u2019economia cinese"},"content":{"rendered":"<p>Nelle scorse settimane entrambe le due maggiori organizzazioni finanziare internazionali &#8211; la Banca mondiale (Bm) e il Fondo monetario internazionale (Fmi) &#8211; hanno analizzato le prospettive economiche della Repubblica popolare cinese (Rpc), evidenziando gli ambiti prioritari di intervento per le misure di riforma. Non stupisce che su questi ultimi le indicazioni delle due istituzioni di Washington coincidano nella sostanza.<\/p>\n<p>Nell\u2019aggiornamento sullo stato dell\u2019economia cinese pubblicato a inizio giugno, la Banca Mondiale, oltre a riassumere il quadro emerso dai dati del primo trimestre (commentati nello scorso numero di OrizzonteCina), ha presentato l\u2019outlook per i prossimi anni (Tabella 1).<\/p>\n<p align=\"left\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/sanfitab1.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Il rapporto prevede una sostanziale tenuta dell\u2019economia cinese, con una crescita che ancora quest\u2019anno dovrebbe attestarsi poco al di sopra dell\u2019obiettivo dichiarato dal governo, il 7,5%. Un simile livello di crescita \u00e8 stato previsto anche dal Fmi sia nell\u2019aggiornamento di aprile del World Economic Outlook, sia a seguito della pi\u00f9 recente missione di consultazione nella Rpc. <\/p>\n<p>Secondo la Bm, poi, i livelli di crescita dei redditi (urbani e rurali), insieme all\u2019incremento atteso nelle spese di protezione sociale, contribuiranno quest\u2019anno a un aumento dei consumi, il cui contributo atteso in termini di crescita totale del prodotto interno lordo (Pil) sar\u00e0 di circa 3,9 punti percentuali. <\/p>\n<p>D\u2019altra parte, la spinta degli investimenti si dovrebbe ridurre, contribuendo per 3,6 punti percentuali, a causa dei restringimenti dell\u2019offerta di credito cos\u00ec come della riduzione dei prezzi delle propriet\u00e0 immobiliari. Infine, vi \u00e8 l\u2019attesa di un miglioramento della domanda mondiale, che dovrebbe spingere nuovamente le esportazioni verso valori pi\u00f9 elevati a partire dalla seconda met\u00e0 dell\u2019anno in corso.<\/p>\n<p>Altre variabili, incluse inflazione e occupazione, rimangono abbastanza stabili. Il mercato del lavoro, in particolare, appare piuttosto dinamico, con 13 milioni di nuovi posti nelle aree urbane creati nel 2013 e 3,4 nel primo trimestre di quest\u2019anno, il che fa prevedere il raggiungimento dell\u2019obiettivo di 10 milioni di nuovi posti di lavoro nel 2014. Pi\u00f9 in generale, appare evidente come vi sia un tendenziale allineamento nel 2014 con gli obiettivi fissati dal nuovo governo nel 2013 (Tabella 2).<\/p>\n<p align=\"left\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/sanfitab2.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Permangono tuttavia forti incertezze sulla situazione macroeconomica. Se dal punto di vista congiunturale il quadro per il resto dell\u2019anno non \u00e8 del tutto certo, vanno segnalate le questioni identificate dalla Banca mondiale e dal Fmi come prioritarie dal punto di vista delle riforme. Le istituzioni di Washington hanno entrambe scoraggiato il ricorso a nuovi programmi di stimolo per mantenere gli obiettivi di crescita, mentre hanno suggerito azioni concrete sul sistema dell\u2019accesso al credito (incluso lo shadow banking) e sul debito dei governi locali.<\/p>\n<p>A proposito di questi ultimi va rilevato come a inizio anno i governi locali abbiano reso pubblica la loro situazione debitoria, il che consente al governo centrale di avere un\u2019idea pi\u00f9 precisa della dimensione del fenomeno. Secondo i nuovi dati, i debiti dei governi locali, insieme alle altre passivit\u00e0, hanno raggiunto a met\u00e0 2013 un valore pari al 31,3% del Pil nazionale, in crescita di 2,7 punti percentuali rispetto a inizio anno. La preoccupazione maggiore dunque non riguarda il peso totale, ma i ritmi di crescita, dei debiti stimati intorno al 20% l\u2019anno dal 2010. <\/p>\n<p>Destano preoccupazione anche gli strumenti utilizzati per finanziare il debito: sia il sistema bancario ufficiale che quello ombra fanno spesso ricorso a strumenti a breve termine (e quindi pi\u00f9 rischiosi) per supportare progetti di investimento i cui ritorni si realizzeranno solo nel lungo periodo.<\/p>\n<p>Le debolezze del sistema finanziario hanno finora contribuito ad allocare il capitale in modo poco efficiente. Negli anni recenti la concessione del credito \u00e8 andata spesso a finanziare capacit\u00e0 in eccesso, risultando di gran lunga superiore alla crescita della ricchezza prodotta nel paese (Figura 1). <\/p>\n<p align=\"left\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/sanfilippo1.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Fonte: Banca mondiale, China economic update June 2014 (p. 18).<\/p>\n<p>Studi recenti mostrano infatti che la Rpc ha sostenuto tassi di crescita simili ad altri paesi del sudest asiatico utilizzando quote maggiori di capitale, il che si traduce inevitabilmente in una minore produttivit\u00e0. I dati mostrano infatti un incremento significativo del capitale rispetto alla crescita del prodotto, il che indica ritorni inferiori rispetto agli investimenti (Tabella 3). Non stupisce che livelli maggiori di capitale si siano registrati nella fase pi\u00f9 intensa delle politiche di stimolo che sono state attivate in risposta alla crisi finanziaria internazionale.<\/p>\n<p align=\"left\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/sanfitab3.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Anche alla luce di ci\u00f2, va evidenziato il tentativo di reindirizzare i capitali verso le aree pi\u00f9 dinamiche dell\u2019economia, incluse in particolare le piccole e medie imprese e le attivit\u00e0 private in genere, che potranno beneficiare delle misure di sostegno annunciate lo scorso aprile dal Consiglio degli Affari di Stato che prevedono migliori condizioni di accesso al credito, incentivi fiscali e minor burocrazia.<\/p>\n<p><font size=\"1\">Articolo in via di pubblicazione su <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/content.asp?langid=1&#038;contentid=575\" target= \"blank\"><b><u> OrizzonteCina<\/u><\/b><\/a>, rivista online sulla Cina contemporanea a cura di Torino World Affairs Institute e Istituto Affari Internazionali<\/font>.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle scorse settimane entrambe le due maggiori organizzazioni finanziare internazionali &#8211; la Banca mondiale (Bm) e il Fondo monetario internazionale (Fmi) &#8211; hanno analizzato le prospettive economiche della Repubblica popolare cinese (Rpc), evidenziando gli ambiti prioritari di intervento per le misure di riforma. 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