{"id":27520,"date":"2014-07-25T00:00:00","date_gmt":"2014-07-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-il-nuovo-secolo-fosse-euroasiatico\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:19","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:19","slug":"se-il-nuovo-secolo-fosse-euroasiatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/07\/se-il-nuovo-secolo-fosse-euroasiatico\/","title":{"rendered":"Se il nuovo secolo fosse euroasiatico"},"content":{"rendered":"<p>Trovare un antidoto per superare la \u201cnostalgia\u201d per l\u2019ormai passato \u201cimpero\u201d sovietico e aggiornare il ruolo continentale di sicurezza della Russia in una dimensione &#8211; geopolitica e culturale &#8211; eurasiatica. Questa la missione dell\u2019Unione euroasiatica lanciata nel 2011 dal presidente della Federazione russa, Vladimir Putin.<\/p>\n<p><b>Genesi dell\u2019eurasismo<\/b><br \/>Ma che cosa \u00e8 l\u2019Eurasia?<\/p>\n<p>In Italia, le basi culturali e filosofiche degli studi sull\u2019Eurasia sono insegnate da professori esperti dell\u2019Europa orientale e della Russia, come Antonello Biagini e Roberto Valle. Questo filone di studi approfondisce i fattori storici e culturali che ricollegano l\u2019autorit\u00e0 della Russia imperiale (lo zar) a quella bolscevica (con la leadership di Stalin) e a quella repubblicana (con la leadership di Putin).<\/p>\n<p>In questa prospettiva il potere autocratico russo si presenta bicipite, originato da due istituzioni di potere: lo zar, il \u201cCesare\u201d della tradizione imperiale \u00e8 sia <i>basileus <\/i>bizantino (in senso etnico-culturale e confessionale), che<i> khan <\/i>mongolo (prosecutore del potere dispotico in senso geografico continentale).<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo elemento, sebbene negato dalla lettura tradizionale della storia russa (che definisce il \u201cgiogo\u201d mongolo come un fattore negativo e di ritardo dello sviluppo della Russia), avrebbe influenzato la cultura del potere russa incentrata sui concetti di <i>samoderzavije<\/i>, \u201cautocrazia\u201d, e <i>narodnost<\/i>\u2019, \u201cpopolo\/nazione\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec che il popolo-nazione russo si forma nel territorio euroasiatico e si caratterizza in senso inclusivo come \u201cgrande spazio\u201d (<i>grosse raum<\/i>) di convivenza multietnica.<\/p>\n<p> Gli elementi fondamentali di questa chiave di lettura della formazione della civilt\u00e0 russa emergono, in contrapposizione all\u2019Europa e ai valori occidentali e liberali (parlamentari\/costituzionali), negli ambienti russi dell\u2019esilio durante gli anni Venti e Trenta, Questa corrente di pensiero, nota come \u201ceurasismo\u201d (<i>evrazijstvo<\/i>), postula cos\u00ec l\u2019inconciliabilit\u00e0 di Russia ed Europa e prospetta la crisi del vecchio continente e la contestuale egemonia culturale dell\u2019Asia.<\/p>\n<p>Tra i suoi esponenti ci sono linguisti e filologi del \u201ccircolo di Praga\u201d -come Nikolaj S. Trubeckoj e Roman Jakobson &#8211; geografi politici come P\u00ebtr N. Savickij e storici come George V. Vernadskij, teologi come Georgij V. Florovskij, e altri giuristi, politologi, storici della cultura.<\/p>\n<p><b>La quarta teoria politica di Dugin<\/b><br \/>Gli eurasisti valorizzavano dunque nell\u2019etno-genesi della Russia gli elementi asiatici, soprattutto quelli turco-turanici dei mongoli. La prospettiva eurasista, quale lettura storico-nazionale russa, si rinnova negli anni \u201880 con gli studi storici ed etnografici di Lev N. Gumili\u00ebv (1912-1992), figlio dei noti poeti Anna Akhmatova e Nikolaj S. Gumili\u00ebv.<\/p>\n<p>Studioso dei popoli turco-turanici e dell\u2019etno-genesi slavo-turanica per la Russia moderna, identifica nei capi carismatici delle stirpi nomadi asiatiche dei fattori etnico-demiurgici di un <i>superethnos <\/i>eurasiatico.<\/p>\n<p>I suoi studi godono di una notevole riscoperta con la fine dell\u2019Unione sovietica. Grazie all\u2019iniziativa del presidente Nursultan Nazarbayev, nel \u201996 viene fondata in Kazakhstan l\u2019Universit\u00e0 nazionale eurasiatica a lui intitolata.<\/p>\n<p>Anche in Russia tale prospettiva geopolitica trova progressivamente un rinnovato successo negli ambienti sia conservatori sia comunisti. Nel Partito nazional-bolscevico, fondato nel 1992 dallo scrittore Eduard Limonov, e negli ambienti \u201crosso-bruni\u201d si consolida ideologicamente come \u201cneo-eurasismo\u201d, grazie alla teorizzazione dell\u2019esoterista-politologo-geografo politico Aleksandr Dugin, che nel 2001 fonda il movimento \u201cEurasia\u201d.<\/p>\n<p>Con Dugin il neo-eurasismo si prospetta come \u201cquarta teoria politica\u201d, l\u2019unica, con il liberalismo, a sopravvivere alla sconfitta di fascismo e comunismo. Si caratterizza per un conservatorismo attivo per uno stato forte, \u201cschmittiano\u201d, contro la cultura e i valori occidentali di democrazia, liberalismo, progresso.<\/p>\n<p>All\u2019egemonia anglosassone\/atlantica si pu\u00f2 dunque opporre solo il dominio territoriale eurasiatico della Russia, unica potenza che con una rivoluzione conservatrice pu\u00f2 riportate al centro della vita della comunit\u00e0 i valori tradizionali e spirituali (come famiglia e gerarchia) contro la modernizzazione occidentale, colonialista e razzista.<\/p>\n<p>Dal 2013 Dugin apre a un confronto costruttivo con la nuova destra europea e rimane al centro dell\u2019attenzione con la crisi in Ucraina, ritenuto come un ispiratore dell\u2019espansionismo russo nello spazio ex sovietico.<\/p>\n<p>Anche negli ambienti del Cremlino, come nel partito Russia Unita, si notano vari esponenti dell\u2019eurasismo: di fatto la formula dell\u2019Eurasia si propone come contesto concettuale di contenimento contro la \u201cstrategia dell\u2019anaconda\u201d degli Stati Uniti, che con le rivoluzioni colorate minano la sicurezza della Russia per mezzo dell\u2019instaurazione di regimi filo-occidentali all\u2019interno della stessa ex Unione sovietica.<\/p>\n<p><b>Unione economica eurasiatica<\/b><br \/>Il 28 maggio i leader russo, belorusso e kazako hanno lanciato l\u2019Unione economica eurasiatica, Ueaa, al fine di costituire uno spazio di integrazione per lo scambio di beni, servizi, capitali, lavoro (secondo i criteri del Wto).<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito dell\u2019unione doganale l\u2019obiettivo \u00e8 la creazione, a partire dal 2025, di un mercato comune per energia (elettricit\u00e0, gas, petrolio). <\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso quindi che testate internazionali come <i>Le Monde Diplomatique <\/i> propongano di chiamare il XXI secolo il \u201cnuovo secolo eurasiatico\u201d. A competere con gli Stati Uniti rimarrebbe l\u2019asse russo-cinese, in cui il pilastro euroasiatico giocherebbe il proprio ruolo antagonista all\u2019Atlantismo principalmente sul Vecchio continente.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trovare un antidoto per superare la \u201cnostalgia\u201d per l\u2019ormai passato \u201cimpero\u201d sovietico e aggiornare il ruolo continentale di sicurezza della Russia in una dimensione &#8211; geopolitica e culturale &#8211; eurasiatica. Questa la missione dell\u2019Unione euroasiatica lanciata nel 2011 dal presidente della Federazione russa, Vladimir Putin. Genesi dell\u2019eurasismoMa che cosa \u00e8 l\u2019Eurasia? 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