{"id":27570,"date":"2014-07-30T00:00:00","date_gmt":"2014-07-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/difesa-come-spendere-poco-e-male\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:16","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:16","slug":"difesa-come-spendere-poco-e-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/07\/difesa-come-spendere-poco-e-male\/","title":{"rendered":"Difesa, come spendere poco e male"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni in Europa si \u00e8 registrato un taglio costante e piuttosto drastico delle spese in ricerca e sviluppo (R&#038;D) tecnologico nel campo della difesa, mentre l\u2019Italia &#8211; le cui spese in R&#038;D sono ridotte da tempo ai minimi &#8211; ha tagliato soprattutto gli stanziamenti per l\u2019esercizio, fondamentali per l\u2019efficacia dello strumento militare. <\/p>\n<p>Secondo i dati dell\u2019Agenzia europea per la difesa, nel 2012 i paesi Ue hanno speso nel complesso 4,8 miliardi di euro in R&#038;D, contro i 50,2 degli Stati Uniti: meno di un decimo. Il dato \u00e8 ancora pi\u00f9 allarmante se si considera che nel 2006 i governi europei spendevano in R&#038;D il doppio del 2012. <\/p>\n<p>Se questo trend continua, le Forze Armate europee vedranno ridurre il vantaggio tecnologico sperimentato negli ultimi decenni, visto che in tutto il mondo al di fuori della Nato le spese militari aumentano a ritmo sostenuto ormai da anni &#8211; specialmente in Russia e Cina. <\/p>\n<p>Riduzione del vantaggio tecnologico vuol dire pi\u00f9 rischi per il personale in missione, che sar\u00e0 pi\u00f9 vulnerabile rispetto a sistemi d\u2019arma avversari dall\u2019efficacia sempre pi\u00f9 paragonabile a quella europea. <\/p>\n<p><b>L\u2019Italia spende meno e peggio degli altri<\/b><br \/>Vi \u00e8 per\u00f2 una novit\u00e0 nell\u2019andamento delle spese dei principali Paesi Ue rispetto alla <i>funzione difesa<\/i>, ovvero i costi di funzionamento delle Forze Armate: stipendi del personale, acquisizione degli equipaggiamenti, ricerca e sviluppo di nuove tecnologie, investimenti in infrastrutture militari, addestramento e formazione delle truppe, manutenzione dei mezzi.<\/p>\n<p>La Germania, che gi\u00e0 nel 2011 aveva <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2095\" target= \"blank\"><b><u> superato la Francia<\/u><\/b><\/a> per entit\u00e0 della <i>funzione della difesa<\/i>, nel 2012 ha aumentato ulteriormente quest\u2019ultima a da 31,5 a 31,8 miliardi di euro. <\/p>\n<p>Dopo il taglio del 6% nel 2011, nel 2012 anche Parigi ha lievemente incrementato la spesa per la <i>funzione difesa <\/i>da 30,2 a 30,3 miliardi. Incremento pi\u00f9 significativo per la Gran Bretagna, passata da 38,1 a 40 miliardi. <\/p>\n<p>Nello stesso periodo in cui Berlino, Parigi e Londra hanno aumentato la propria spesa militare, Roma ha effettuato un taglio drastico di 747 milioni di euro, ovvero -5% da 14.360 a 13.613 milioni, spendendo nel 2012 meno della met\u00e0 di Francia o Germania, e un terzo rispetto alla Gran Bretagna.<\/p>\n<p>    Nel 2013 la <i>funzione difesa<\/i> italiana \u00e8 tornata a crescere riavvicinandosi alla media del quinquennio precedente, con 14.413 milioni di euro a bilancio. Non \u00e8 per\u00f2 cresciuta bene dal punto di vista qualitativo, come in precedenza era decresciuta male. <\/p>\n<p>Come evidenziato dallo studio IAI <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/Economia_difesa\/Tabelle-grafici-IT.pdf\" target= \"blank\"><b><u> Bilanci e industria della difesa: tabelle e grafici<\/u><\/b><\/a> tra il 2010 ed il 2013, nell\u2019ambito della <i>funzione difesa<\/i>, la spesa per gli stipendi del personale \u00e8 cresciuta costantemente, da 9.347 a 9.683 milioni di euro. <\/p>\n<p>Nello stesso periodo, la spesa per la formazione, l\u2019addestramento e le esercitazioni delle Forze Armate, nonch\u00e9 per la manutenzione degli equipaggiamenti &#8211; la voce \u201cesercizio\u201d &#8211; \u00e8 scesa da 1.760 a 1.335 milioni. Risultato? Nel 2013, l\u2019Italia ha speso ben il 67,2% della<i> funzione difesa <\/i>per gli stipendi del personale, e solo il 9,2% per mantenere lo strumento militare operativo, efficace ed efficiente, mentre il benchmark a livello europeo \u00e8 50% della <i>funzione difesa <\/i>per il personale e 25% per l\u2019esercizio.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/marrone1.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Questa tendenza devastante per le capacit\u00e0 delle Forze Armate italiane proseguir\u00e0 nei prossimi anni, secondo quanto previsto dal <a href= \"http:\/\/www.difesa.it\/Content\/Documents\/nota_aggiuntiva\/01_DPP_2014_2016.pdf\" target= \"blank\"><b><u> Documento programmatico pluriennale 2014-2016<\/u><\/b><\/a> adottato dal Ministero della difesa: la spesa per il personale si manterr\u00e0 su livelli elevati, raggiungendo 9.778 milioni nel 2016, mentre quella per l\u2019esercizio continuer\u00e0 a scendere, toccando nel 2016 il minimo storico degli ultimi vent\u2019anni, 1.256 milioni. <\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/marrone2.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><b>Addestramento, la cenerentola della Difesa italiana<\/b><br \/>\u00c8 quest\u2019ultimo dato a destare maggiore preoccupazione. A una riduzione degli impegni in teatro &#8211; pensiamo all\u2019Afghanistan &#8211; si associa una diminuzione del finanziamento ad hoc alle missioni internazionali in aggiunta al bilancio annuale del Ministero della Difesa, con il quale sono stati coperti in passato parte dei costi di esercizio riferiti alla formazione e I\u2019addestramento del personale militare e alla manutenzione degli equipaggiamenti. <\/p>\n<p>Va ricordato infatti che l\u2019esperienza sul campo ha permesso un progressivo e costante miglioramento delle capacit\u00e0 militari italiane, anche attraverso la sperimentazione di tecnologie, sistemi, procedure e tattiche, quasi sempre in contesti interforze e multinazionali. <\/p>\n<p>Il combinato disposto di questa duplice restrizione finanziaria della voce esercizio e dei finanziamenti alle missioni render\u00e0 alquanto problematico il mantenimento delle capacit\u00e0 operative faticosamente acquisite nel corso degli anni. Ecco perch\u00e9 la formazione, l\u2019addestramento e la sperimentazione dei sistemi d\u2019arma in dotazione rappresenteranno una delle principali sfide per le Forze Armate italiane nei prossimi anni. <\/p>\n<p>Il Libro Bianco della Difesa dovr\u00e0 sicuramente considerare questa problematica e suggerire le misure per porre rimedio al perdurante squilibrio finanziario che incide negativamente su quanto faticosamente costruito e ottenuto dalle Forze Armate italiane, anche a livello internazionale. <\/p>\n<p>Maggiore incisivit\u00e0 e coraggio nel rendere pi\u00f9 efficace e sostenibile lo strumento militare gioverebbero certamente, oltre che a garantire la nostra difesa, anche al ruolo dell\u2019Italia e della sua politica estera dentro e fuori l\u2019Europa.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni in Europa si \u00e8 registrato un taglio costante e piuttosto drastico delle spese in ricerca e sviluppo (R&#038;D) tecnologico nel campo della difesa, mentre l\u2019Italia &#8211; le cui spese in R&#038;D sono ridotte da tempo ai minimi &#8211; ha tagliato soprattutto gli stanziamenti per l\u2019esercizio, fondamentali per l\u2019efficacia dello strumento militare. 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