{"id":27600,"date":"2014-07-31T00:00:00","date_gmt":"2014-07-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/per-renzi-lora-dei-dubbi\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:16","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:16","slug":"per-renzi-lora-dei-dubbi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/07\/per-renzi-lora-dei-dubbi\/","title":{"rendered":"Per Renzi, l&#8217;ora dei dubbi"},"content":{"rendered":"<p>La novit\u00e0. La simpatia. Il dinamismo. Queste caratteristiche sono valse a Matteo Renzi credito e fiducia nell\u2019Unione europea (Ue) nei suoi primi cento giorni alla guida dell\u2019Italia. <\/p>\n<p>Ma, ora, i partner s\u2019aspettano risultati. E non si lasciano impressionare dai modi italici del giovane premier, stile \u201cQui si fa come dico io\u201d Anche perch\u00e9 in Europa non c\u2019\u00e8 verso che sia cos\u00ec. Manco se lo dicesse Angela Merkel.<\/p>\n<p><b>Renzi in Europa<\/b><br \/>Sono atteggiamenti, che il premier Renzi e il suo Governo tendono ad adottare anche in Europa, specie dopo che l\u2019Italia ha assunto, il 1\u00b0 luglio, la presidenza di turno del Consiglio dell\u2019Ue, una posizione che dovrebbe essere pi\u00f9 di mediazione che di potere.<\/p>\n<p>Alcuni ministri lo seguono per convinzione, altri per imitazione, altri, forse i migliori, o i pi\u00f9 timidi, o i pi\u00f9 esperti, esitano a farlo. Perch\u00e9 nell\u2019Ue quegli atteggiamenti non premiano. Anzi, penalizzano. <\/p>\n<p>Ed erodono il capitale di credibilit\u00e0 e di simpatia su cui il premier italiano poteva inizialmente contare. Che si discuta di nomine o di riforme (e, quindi, di flessibilit\u00e0).<\/p>\n<p>I partner europei chiedono di vedere le riforme, gi\u00e0 annunciate da tre premier in 30 mesi o gi\u00f9 di l\u00ec e mai attuate (e i primi due avevano, sulla carta, pi\u00f9 carisma e pi\u00f9 esperienza dell\u2019ex-sindaco di Firenze).<\/p>\n<p>Ancora una volta, scrive <i>Die Welt<\/i>, Roma promette le misure di cui ha tanto bisogno, per poi rimandare tutto, con \u201cla leggerezza dell&#8217;essere, l&#8217;affascinante cafoneria e l&#8217;autoreferenzialit\u00e0\u201d di chi furbescamente accetta le regole per poi eluderle. Se lo fanno i francesi, rivela il quotidiano, ce la prendiamo; se lo fanno gli italiani, ci (sor)ridiamo su.<\/p>\n<p><b>Riforme per riguadagnare fiducia<\/b><br \/>Diffidenze e sospetti s\u2019infittiscono perch\u00e9 il contesto economico non induce ad avere fiducia nell\u2019Italia, di cui le istituzioni internazionali &#8211; Fondo monetario internazionale, Ocse, Ue &#8211; e nazionali &#8211; BankItalia, Confindustria &#8211; non fanno che abbassare le previsioni di crescita 2014.<\/p>\n<p>Il nostro Governo non prova pi\u00f9 ad arginare il pessimismo degli esperti, che saranno \u2018tecnocrati\u2019, ma con le cifre ci vanno a nozze. E cos\u00ec lo spauracchio di una correzione dei conti pubblici in autunno diventa concreto: una manovra che gli analisti prevedono fino a 20 miliardi di euro. <\/p>\n<p>Anche se, per scongiurare l\u2019ipotesi, o contenerla, il ministro dell\u2019Economia Pier Carlo Padoan lavora sodo sul capitolo privatizzazioni: obiettivo, raccogliere complessivamente 11 miliardi, che per\u00f2 sarebbero una \u2018una tantum\u2019, infausta specialit\u00e0 dei contabili nostrani.<\/p>\n<p>Quando il neo commissario agli Affari economici e monetari, Jyrki Katainen, ex premier finlandese che ha scelto l\u2019approdo europeo, dice al quotidiano tedesco <i>Die Welt<\/i>, che &#8220;la cosa pi\u00f9 importante per l&#8217;Italia \u2026 \u00e8 attuare le riforme promesse dagli ultimi governi&#8221; fa una constatazione condivisibile. Che l\u2019importante sia fare e non annunciare, nessuno pu\u00f2 contestarlo.<\/p>\n<p>Inutile metterla sulla rissa verbale, come fanno il sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi e pure Palazzo Chigi. Gozi dice: &#8220;Con tutto il rispetto per Katainen, ci\u00f2 che \u00e8 giusto e ci\u00f2 che \u00e8 sbagliato in Europa non lo decide il commissario pro tempore finlandese, ma il Vertice dell&#8217;Ue&#8221;, che \u201cha parlato chiaro su crescita e flessibilit\u00e0: di solo rigore l&#8217;Europa non campa&#8221; (ma neppure di solo promesse).<\/p>\n<p>La rissa \u00e8 su quel \u2018pro tempore\u2019. Perch\u00e9 Katainen \u00e8 a Bruxelles per restarci, non solo lo scorcio che resta della Commissione Barroso, ma pure tutto il quinquennio della Commissione di Jean-Claude Juncker. Sarebbe meglio dialogarci, invece che usare le parole come pietre.<\/p>\n<p>Come fa pure Palazzo Chigi: \u201cNon siamo scolaretti indisciplinati: ci\u00f2 che fa l&#8217;Italia, specie le riforme .., lo decide il popolo italiano, non certo il commissario pro tempore finlandese\u201d \u2013 e dalli! -. E, poi, la stoccata che vuole essere decisiva: \u201cPortiamo in Europa milioni di voti e miliardi di euro\u201d.<\/p>\n<p>Argomento un po\u2019 logoro e un po\u2019 scivoloso. Perch\u00e9 di miliardi ne porteremmo di meno, se solo sapessimo spendere quelli messici a disposizione dall\u2019Ue. E perch\u00e9 i partner s\u2019aspettano che i voti Renzi li usi proprio per fare le riforme: quelle utili a rilanciare la crescita e il lavoro, non quelle buone per un po\u2019 di struscio anti-casta.<\/p>\n<p><b>In trincea per Mogherini<\/b><br \/>Discorsi analoghi valgono sul fronte aperto delle nomine europee: l\u2019affondo del premier per mettere Federica Mogherini al posto di Alto rappresentante della politica estera e di sicurezza europea non \u00e8 riuscito a met\u00e0 luglio e tutte le decisioni sono slittate al 30 agosto; e chi era in pole position dieci giorni fa potrebbe ritrovarsi fuori dalla griglia fra un mese.<\/p>\n<p>Per il momento, il premier e il governo difendono in trincea le chances della Mogherini, mentre c\u2019\u00e8 chi &#8211; specie i popolari tedeschi &#8211; lavora a alternative credibili, mentre circola la voce che lady Ashton potrebbe continuare ad occuparsi &#8211; anche dopo la fine del suo mandato &#8211; dei negoziati con l\u2019Iran, un dossier dove non ha fatto male.<\/p>\n<p>Per il momento, il Governo Renzi tiene il punto: \u201cLa Mogherini resta la nostra candidata al posto d\u2019alto rappresentante\u201d, ribadisce Gozi, a Bruxelles per presiedere il primo Consiglio Affari Generali del semestre italiano. Proprio il giorno che il presidente eletto Juncker riceve l&#8217;ex premier Massimo D&#8217;Alema nel suo ufficio di Palazzo Charlemagne, accendendo un altro focolaio d&#8217;ipotesi e sospetti. <\/p>\n<p>Eppure, l\u2019Italia potrebbe prendere due piccioni con la fava del rinvio: tenersi un ministro degli Esteri giovane, ma preparato e competente, che nell\u2019Ue farebbe fatica a sottrarsi al destino di basso profilo toccato a Catherine Ashton (che, a dire il vero, l\u2019ha pi\u00f9 accettato che subito); e mandare a Bruxelles come commissario un \u2018culo di pietra\u2019 che possa seguire i lavori dell\u2019esecutivo, senza essere sempre in missione, ed occuparsi dei dossier \u2018italiani\u2019, oltre che dei propri. <\/p>\n<p>A Bruxelles, di grane da risolvere ce ne sono sempre. Ed \u00e8 meglio essere presenti quando si decide; e avere buoni rapporti con tutti i colleghi. Anche i finlandesi.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La novit\u00e0. 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