{"id":27620,"date":"2014-08-02T00:00:00","date_gmt":"2014-08-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/putin-pronto-allo-scontro-e-loccidente\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:15","slug":"putin-pronto-allo-scontro-e-loccidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/08\/putin-pronto-allo-scontro-e-loccidente\/","title":{"rendered":"Putin pronto allo scontro, e l\u2019Occidente?"},"content":{"rendered":"<p>In questi giorni si gioca il futuro dei rapporti Est Ovest. La Russia di Vladimir Putin \u00e8 messa sotto pressione, e sembra propensa a rispondere in modo duro. Le conseguenze potrebbero essere pericolose per la sicurezza e l\u2019unit\u00e0 politica dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>L\u2019Occidente vorrebbe aprire un dialogo, ma non sembra aver trovato il modo per portare il Presidente russo ad accettare una trattativa che egli vede, almeno per ora, tutta a suo sfavore.<\/p>\n<p><b>Il ritorno della &#8220;Guerra fredda&#8221;<\/b><br \/>Il risultato di questo dialogo tra sordi potrebbe essere un nuovo difficile periodo di \u201cGuerra Fredda\u201d, giocato sulla pelle degli ucraini, dei georgiani e delle altre repubbliche ex-sovietiche, e portatore di nuove tensioni in Medio Oriente e in Asia.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 dal Vertice Atlantico di Chicago era chiaro che la Russia <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2686\" target= \"blank\"><b><u> non si fidava pi\u00f9 dell\u2019Occidente<\/u><\/b><\/a> e la successiva interruzione dei colloqui con la Nato sulla difesa antimissile ne \u00e8 stata una riprova.<\/p>\n<p>Il primo forte segnale negativo \u00e8 arrivato con il conflitto in Georgia, sull\u2019Ossezia meridionale e l\u2019Abhazia. L\u2019appoggio di Mosca al regime di Bashar al-Assad, in Siria, ha confermato l\u2019allargarsi delle divergenze politiche. <\/p>\n<p>Ma \u00e8 stata infine la crisi ucraina e l\u2019annessione della Crimea ad elevare il tono dello scontro e a portare al varo di sanzioni, che ora sono state significativamente inasprite. <\/p>\n<p>A fine luglio tre altri episodi hanno agitato le acque: l\u2019abbattimento di un aereo di linea malese da parte delle milizie filo-russe in Ucraina (accompagnato dal rifiuto russo di riconoscere l\u2019evidenza e da un inasprirsi del conflitto con Kiev), la condanna di Mosca nell\u2019arbitrato internazionale sulla questione Yukos (che ha definito del tutto illegale il percorso politico-giudiziario che ha permesso a Putin di espropriare quella compagnia e richiede a Mosca il pagamento di oltre 50 miliardi di dollari) e una lettera di Barack Obama a Putin che accusa la Russia di violare il Trattato sul bando dei missili a medio raggio (INF), firmato da Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov nel 1987.<\/p>\n<p>Putin continua ad opporre un rifiuto totale ad ogni tipo di accusa. Di pi\u00f9, egli sembra ormai convinto che questo accumulo di questioni abbia lo scopo di minare il suo governo e di rovesciare il regime presidenziale russo. <\/p>\n<p>Anche quando sembra riconoscere l\u2019esistenza di un problema, come nel caso della sperimentazione dei nuovi missili di crociera in violazione de del Trattato INF, lo fa in modo polemico ed aggressivo, sostenendo che il trattato \u00e8 ingiustamente discriminatorio nei confronti della Russia e che era stato un errore sottoscriverlo.<\/p>\n<p><b>La nuova dottrina politica di Putin<\/b><br \/>Come uscire da questa situazione, che rischia di trasformarsi in una trappola pericolosa, in primo luogo per i paesi europei? La via delle sanzioni economiche che stiamo percorrendo non sembra, almeno per ora, tanto efficace da convincere Putin alla trattativa.<\/p>\n<p>Le misure varate dall\u2019Ue e dagli Usa possono certamente imporre alcuni gravosi costi alla Russia, ma sono ancora ben lontane da quelle molto pi\u00f9 complete e rigide imposte all\u2019Iran. Al contrario esse sembrano destinate a confermare i sospetti di Putin.<\/p>\n<p>La nuova dottrina politica di Putin \u00e8 stata recentemente analizzata, sul <i>Moscow Times<\/i>, dal parlamentare liberale Vladimir Ryzhkov, sulla base del discorso pronunciato dal presidente russo alla Duma il 18 marzo scorso, per proporre l\u2019annessione della Crimea. <\/p>\n<p>\u00c8 possibile riassumerla in sette punti.<\/p>\n<p> <i>Uno<\/i>: \u201cl\u2019Occidente continua a perseguire una politica di contenimento della Russia, come al tempo della Guerra Fredda\u201d e ci\u00f2 obbliga la Russia a reagire di conseguenza.<br \/><i>Due<\/i>: \u201cla Russia non si considera pi\u00f9 parte della civilt\u00e0 europea\u201d e questo perch\u00e9 rigetta sia la dottrina comunista che quella pseudo-democratica. <br \/><i>Tre<\/i>: \u201cil diritto internazionale non corrisponde pi\u00f9 ad un sistema di regole, n\u00e9 \u00e8 un punto fisso di riferimento (\u2026) Il diritto internazionale \u00e8 stato ridotto ad un men\u00f9 di scelte diverse tra le quali ogni potenza \u00e8 libera di scegliere quella che corrisponde ai suoi interessi (\u2026) la Russia \u00e8 oggi una potenza tale da avere il diritto ad esercitare due pesi e due misure, esattamente come gli Usa\u201d. <br \/><i>Quattro<\/i>: \u201cla nuova dottrina si applica all\u2019intero territorio dell\u2019ex-Unione Sovietica\u201d, e concede quindi alla Russia il diritto di negare, in questo spazio, l\u2019allargamento sia della Nato che dell\u2019Ue.<br \/><i>Cinque<\/i>: \u201cuna grande potenza pu\u00f2 interferire negli affari interni di piccoli paesi\u201d qualora siano in gioco i suoi interessi politici o militari. <br \/><i>Sei<\/i>: \u201cOrganizzazioni internazionali quali le Nazioni Unite svolgono oggi un ruolo molto minore\u201d. <br \/><i>Sette<\/i>: \u201cla nuova dottrina si basa sui nuovi equilibri di potenza globali (\u2026) mentre l\u2019influenza militare ed economica dell\u2019Occidente \u00e8 in rapida diminuzione, le potenze emergenti in Asia e in Africa guadagnano (\u2026) il mondo diverr\u00e0 molto instabile e il numero dei conflitti militari \u00e8 destinato a crescere\u201d. In conclusione, mentre la Russia punter\u00e0 a costituire una sorta di Unione Eurasiatica, Putin si aspetta la possibile rinascita di una Guerra Fredda con l\u2019Occidente e comunque sconta l\u2019avvento di pi\u00f9 aspri confronti.<\/p>\n<p>L\u2019Europa e gli Stati Uniti hanno tutto l\u2019interesse ad avere un buon rapporto di collaborazione con la Russia, sia per ragioni di sicurezza energetica che per la stabilizzazione del Medio Oriente, e in particolare della Siria e dell\u2019Iran.<\/p>\n<p>Inoltre nessuno ha interesse ad accrescere la conflittualit\u00e0 internazionale, in particolare in un momento estremamente delicato di evoluzione della presenza e del ruolo internazionale della Cina. <\/p>\n<p>Tuttavia \u00e8 anche chiaro come sia necessario convincere Putin a scegliere una strada pi\u00f9 aperta e collaborativa. \u00c8 ben difficile che un tale obiettivo si possa raggiungere con le buone parole o con il tipo di sanzioni sin qui decretato.<\/p>\n<p><b>Putin verr\u00e0 a patti con Occidente?<\/b><br \/>\u00c8 necessario prendere la Russia di Putin sul serio, sulla base di quello essa dice e fa, e non sulla base delle nostre speranze. In altri termini, \u00e8 necessario convincere Putin della impossibilit\u00e0 di intimidire e dividere l\u2019Occidente nonch\u00e9 della necessit\u00e0 di venire a patti. <\/p>\n<p>La situazione attuale presenta qualche analogia con quella si deline\u00f2 durante la Guerra Fredda, alla fine degli anni \u201970, quando l\u2019Urss punt\u00f2 massicciamente allo sviluppo di armi nucleari a medio raggio dirette contro l\u2019Europa, nella speranza di indebolire e dividere la Nato. <\/p>\n<p>La forte risposta di allora, con il dispiegamento degli euromissili, mise in crisi la strategia sovietica e port\u00f2 alla conclusione di importanti accordi di disarmo quali l\u2019INF e quello sulle forze convenzionali in Europa, che prepararono il terreno per la fine della Guerra Fredda. Oggi la risposta deve essere della stessa intensit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019evoluzione strategica e tecnologica di questi anni consente fortunatamente di evitare un nuovo riarmo nucleare, ma dovrebbe puntare allo sviluppo e al dispiegamento, in Europa, di importanti mezzi convenzionali capaci di colpire in profondit\u00e0, con alto grado di certezza e di precisione, il territorio russo, in un adattamento continentale del \u201c<i>prompt global strike<\/i>\u201d americano. Naturalmente tali sviluppi dovrebbero essere accompagnati dall\u2019offerta di aprire seri negoziati per il controllo e la riduzione degli armamenti.<\/p>\n<p>\u00c8 una strategia costosa in termini di bilancio, che quindi dovrebbe essere concordata a livello europeo, oltre che atlantico, cos\u00ec da consentire la necessaria mobilitazione di capitali. Ma in questo caso l\u2019interesse strategico dovrebbe fare premio sull\u2019austerit\u00e0 economica, a condizione che scelte e investimenti siano concordati preventivamente.<\/p>\n<p>Siamo di fronte a scelte difficili e delicate, ma da esse dipende il nostro stesso futuro di paesi liberi e democratici.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni si gioca il futuro dei rapporti Est Ovest. La Russia di Vladimir Putin \u00e8 messa sotto pressione, e sembra propensa a rispondere in modo duro. Le conseguenze potrebbero essere pericolose per la sicurezza e l\u2019unit\u00e0 politica dell\u2019Europa. 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