{"id":27770,"date":"2014-08-18T00:00:00","date_gmt":"2014-08-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/fragili-convergenze-da-non-sprecare\/"},"modified":"2017-11-03T15:23:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:23:10","slug":"fragili-convergenze-da-non-sprecare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/08\/fragili-convergenze-da-non-sprecare\/","title":{"rendered":"Fragili convergenze da non sprecare"},"content":{"rendered":"<p>Rafforzare militarmente i peshmerga del Governo regionale curdo dell&#8217;Iraq (Krg) per fermare la barbarie dell&#8217;Isis, ora IS (Islamic State), \u00e8 giusto e necessario. <\/p>\n<p>Essi sono bene organizzati e motivati, ma sono strutturati per svolgere principalmente limitati compiti di sicurezza interna e difesa locale, in linea con l&#8217;assetto costituzionale iracheno. Essi quindi non hanno i mezzi pesanti, la mobilit\u00e0, la copertura aerea, il sostegno logistico e l&#8217;intelligence indispensabili per contrastare le capacit\u00e0 militari, acquisite dal &#8220;Califfato&#8221;. <\/p>\n<p>Questo potenziamento dei curdi, da realizzare con la tempestivit\u00e0 richiesta dalle circostanze, andr\u00e0 comunque ad incidere sugli equilibri iracheni e nella regione. Se, come si spera, essi riuscissero ad arrestare l&#8217;offensiva jihadista e a recuperare parte almeno dei territori strappati al controllo di Baghdad, vedremmo anche il consolidamento dell\u2019acquisizione curda di aree ricche di risorse petrolifere, in contrasto con il governo centrale.<\/p>\n<p>La costituzione di un vero e proprio esercito curdo avr\u00e0 inoltre riflessi sul piano istituzionale e sui rapporti di forza tra le diverse componenti della realt\u00e0 irachena. La sua gestione dovr\u00e0 pertanto tenerne conto, con l&#8217;esigenza di un adeguato raccordo con Baghdad. <\/p>\n<p><b>Il difficile compito del nuovo governo<\/b><br \/>Le modalit\u00e0 e i tempi di formazione del nuovo governo iracheno dopo l&#8217;incarico conferito dal Presidente Fouad Masun a Heider Al Abadi saranno cruciali. L&#8217;obiettivo \u00e8 una compagine realmente inclusiva, nella quale tutte le componenti etniche e religiose si riconoscano, con una gestione condivisa della sicurezza. <\/p>\n<p>L&#8217;impresa sar\u00e0 complessa, considerata la forte impronta settaria che Nouri Al Maliki ha dato ai vertici e alle componenti di punta delle forze armate, dell\u2019intelligence e della polizia. Lo sfaldamento di fronte all&#8217;IS ne ha evidenziate le carenze, ed il mancato tentativo di colpo di stato, dopo la designazione di Al Abadi, ne ha mostrate le divisioni. <\/p>\n<p>Il Primo Ministro incaricato avr\u00e0 un compito difficile, anche se riuscir\u00e0 ad acquisire la fiducia convergente delle diverse forze politiche (l&#8217;Islamic Supreme Council of Iraq, Isci, le varie correnti del partito Dawa e i sadristi, che lo hanno sostenuto nel campo sciita, i sunniti di Usama al Nujafi, di Saleh Mutlak e delle milizie tribali da recuperare, i curdi che pretenderanno molto in termini di allargamento dell&#8217;autonomia, territori contesi e gestione delle risorse petrolifere).<\/p>\n<p>Al Abadi, uomo di apparato, conosce bene le dinamiche all&#8217;interno del mondo sciita e delle alleanze da costruire con i potentati sunniti e curdi. \u00c8 un nazionalista iracheno che, quale autorevole figura parlamentare e del partito di Al-Maliki, Dawa, si oppose alla concessione delle immunit\u00e0 richieste dagli americani per la permanenza di loro forze nel paese dopo le scadenze previste dalle risoluzioni delle Nazioni Unite. <\/p>\n<p>Ma \u00e8 anche un pragmatico forgiatosi nelle attivit\u00e0 imprenditoriali durante un lungo esilio londinese. Fondamentale sar\u00e0 la sua intesa con il Presidente Fouad Masun cui \u00e8 legato da una altrettanto lunga consuetudine di mediazioni e con il quale dovr\u00e0 trovare il giusto equilibrio tra le spinte centrifughe dei curdi, gestite dal Presidente del Krg, Masoud Barzani, e il mantenimento di una forma sostenibile ed efficace di unit\u00e0 che soddisfi anche i sunniti. <\/p>\n<p>I rapporti tra peshmerga potenziati dall&#8217;aiuto occidentale e forze armate irachene (da riorganizzare senza creare sconquassi) saranno un aspetto centrale di questo equilibrio: da maneggiare con tanta pi\u00f9 cura se si tiene anche conto degli apporti in mezzi e istruttori giunti dalla Russia all&#8217;Esercito e all&#8217;Aeronautica di Baghdad.<\/p>\n<p><b>Cruciale un accordo regionale<\/b><br \/>Il successo di Abadi e Masun dipender\u00e0 largamente dalla costruzione di un\u2019adeguata cornice di sostegno regionale, oggi centrato sulla lotta al \u201cCaliffato\u201d. <\/p>\n<p>Turchia, Iran, Russia, paesi arabi sunniti vanno quindi adeguatamente consultati e coinvolti, favorendo per quanto possibile raccordi tra gli interessi degli iraniani, che hanno accettato se non favorito la convergenza della maggioranza degli sciiti su Al Abadi, l&#8217;annunciata iniziativa della Lega Araba di contrapposizione militare al jihadismo, promossa da un nuovo protagonismo egiziano, e per la quale Il Cairo avr\u00e0 certamente consultato l&#8217;Arabia Saudita, e gli interessi della Turchia, ora rafforzata dal risultato elettorale di Recep Tayyip Erdo&#287;an, attenta sia al pericolo jihadista che all&#8217;esigenza di controllare le dinamiche della composita realt\u00e0 curda.<\/p>\n<p>    L&#8217;abilit\u00e0 della coppia Al Abadi-Masun, degli americani e degli europei consister\u00e0 quindi nel far convergere le diverse iniziative e sensibilit\u00e0 in un progetto coordinato di stabilizzazione, evitando un controproducente esclusivismo occidentale. <\/p>\n<p>La necessaria gestione della tragedia irachena deve costituire una opportunit\u00e0 per convergenze virtuose e non un fattore di spaccature e interventi contrapposti.<\/p>\n<p><b>Un ruolo per l\u2019Ue?<\/b><br \/>In questo quadro rilevante pu\u00f2 essere il ruolo europeo. Bene ha fatto il Ministro Federica Mogherini a sollecitare una tempestiva riunione del Consiglio Affari esteri dell&#8217;Unione europea (Ue) per definire una posizione comune. <\/p>\n<p>Resta la possibilit\u00e0 di avviare, da parte di coloro che lo vogliano, una vera e propria operazione europea nell&#8217;ambito della politica di sicurezza e di difesa comune, con l&#8217;impiego di tutti gli strumenti forniti dai trattati. <\/p>\n<p>Sarebbe questa una occasione da non perdere per mostrare come l&#8217;Ue possa partecipare adeguatamente alla gestione di una crisi di primaria importanza per la sua sicurezza e per i suoi valori umanitari, similmente a quanto seppe fare nei Balcani e in Africa nel 2003, sotto presidenza italiana, con strumenti istituzionali inferiori a quelli attuali e malgrado le concomitanti divisioni proprio sull&#8217;Iraq. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rafforzare militarmente i peshmerga del Governo regionale curdo dell&#8217;Iraq (Krg) per fermare la barbarie dell&#8217;Isis, ora IS (Islamic State), \u00e8 giusto e necessario. 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