{"id":27790,"date":"2014-08-19T00:00:00","date_gmt":"2014-08-18T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ucraina-e-medio-oriente-in-cerca-di-una-logica\/"},"modified":"2017-11-03T15:23:08","modified_gmt":"2017-11-03T14:23:08","slug":"ucraina-e-medio-oriente-in-cerca-di-una-logica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/08\/ucraina-e-medio-oriente-in-cerca-di-una-logica\/","title":{"rendered":"Ucraina e Medio Oriente, in cerca di una logica"},"content":{"rendered":"<p>Un convoglio di profughi \u00e8 stato bombardato in Ucraina, mentre cercava di lasciare la zona dei combattimenti: forse sono stati i miliziani filo-russi, ma questi accusano l\u2019Esercito ucraino. <\/p>\n<p>Il gigantesco convoglio di aiuti umanitari messo insieme dalla Russia \u00e8 ai confini con l\u2019Ucraina, ma ancora non passa, anche se sembra sia stato raggiunto un accordo sulle procedure di ispezione e distribuzione. <\/p>\n<p>Ma la Croce Rossa, che dovrebbe prendere il controllo dell\u2019operazione, continua a parlare di tempi lunghi. Nel frattempo cresce il coinvolgimento \u201cumanitario\u201d (ma anche esplicitamente militare) degli occidentali in Iraq, e forse in un futuro prossimo anche in Siria.<\/p>\n<p>Ci sono tutti gli elementi per suggerire il rischio di uno \u201cscambio ineguale\u201d, che lascia agli Usa ed alleati mano libera in Medio Oriente, e consente a Mosca di intervenire ancora pi\u00f9 apertamente di quanto gi\u00e0 non faccia (ma sempre per ragioni \u201cumanitarie\u201d) nella guerra civile ucraina.<\/p>\n<p><b>Attenzione all\u2019uso distorto dei precedenti<\/b><br \/>Questo \u00e8 il rischio dei \u201cprecedenti\u201d, che possono essere piegati e strumentalizzati ai fini pi\u00f9 diversi, ma in questo caso essi pongono un problema evidente ed irrisolto: come bloccare o almeno moderare i conflitti, in un mondo pi\u00f9 multipolare e quando Russia e Stati Uniti non sono perfettamente allineati? E le altre potenze che fanno, in particolare la Cina?<\/p>\n<p>Il Consiglio Affari Esteri dell\u2019Ue ha cercato di affrontare la questione, in una riunione straordinaria a Ferragosto,  da un lato chiedendo a tutte le parti di facilitare l\u2019accesso degli aiuti umanitari in Ucraina e dall\u2019altro invitando la Russia a porre immediatamente fine alle sue attivit\u00e0 ostili ai confini con la zona di crisi e a ritirare le forze che ha accumulato nell\u2019area.<\/p>\n<p>In particolare ha ammonito la Russia chiedendole di rinunciare ad usare qualsiasi pretesto, incluso quello \u201cumanitario\u201d, per giustificare un suo intervento militare. In cambio ha proposto una conferenza di pacificazione con la partecipazione di tutti i maggiori attori (Usa, Russia, Ucraina, Ue e Osce).<\/p>\n<p>Nella stessa riunione peraltro il Consiglio ha lodato l\u2019intervento militare americano in Iraq, ha chiesto un pi\u00f9 sostenuto aiuto umanitario alle popolazioni, incluse operazioni per facilitare l\u2019evacuazione di profughi, e ha appoggiato la decisione di fornire armamenti ai curdi.<\/p>\n<p>Nel contempo ha incoraggiato il nuovo premiere designato iracheno, Haider Al Abadi, a compiere ogni sforzo per formare un governo aperto a tutte le componenti politiche, religiose e etniche. \u00c8 evidente la diversit\u00e0 politica delle due situazioni, ma anche la difficolt\u00e0 di esplicitare una strategia del tutto coerente ed universalmente accettata.<\/p>\n<p><b>La definizione del terrorismo<\/b><br \/>Non \u00e8 certo la prima volta che questo accade. Conflitti analoghi hanno diviso le Nazioni Unite negli anni della decolonizzazione, e per lunghissimo tempo hanno impedito la stessa formulazione di una definizione condivisa del termine \u201cterrorista\u201d, secondo la formula sin troppo abusata che il terrorista dell\u2019uno pu\u00f2 essere il combattente per la libert\u00e0 dell\u2019altro.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 voluto l\u2019arrivo del terrorismo internazionale in tutta la sua ferocia per spazzare via queste resistenze \u201cpolitichesi\u201d e arrivare all\u2019apprezzamento della minaccia comune e condivisa. Ora l\u2019IS cerca di confondere le acque dando una forma pseudo-statuale alla sua identit\u00e0: ma in realt\u00e0 la rivendicazione del \u201ccaliffato\u201d non ha limiti territoriali e non si distingue che tatticamente dal terrorismo internazionale degli altri gruppi jihadisti.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tradizionale \u00e8 il principio della immutabilit\u00e0 delle frontiere mediante l\u2019uso della forza. Questo principio giustifica certamente (in aggiunta a tutte le altre ragioni) la sconfessione dell\u2019IS, ma \u00e8 gi\u00e0 stato violato dalla Russia in Crimea (e, secondo il Presidente Putin, dalla Nato in Kosovo) e potrebbe creare problemi in futuro con i curdi.<\/p>\n<p>In effetti sembra difficile riuscire a trovare una soluzione che non sia in primo luogo politica, e questo significa arrivare ad un accordo con paesi quali la Russia e l\u2019Iran, che sia accettabile insieme per le maggiori potenze e per i paesi dell\u2019area.<\/p>\n<p>Sino ad allora bisogner\u00e0 prepararsi ad affrontare con decisione, e senza troppe illusioni, ogni sorta di distorsione tattica del diritto internazionale. Ci\u00f2 non dovr\u00e0 impedire, quando necessario, l\u2019uso della forza militare. Al contrario: \u00e8 in situazioni confuse di questo genere che \u00e8 necessario riportare con decisione i fatti essenziali al centro della questione, spazzando via gli opportunismi collaterali. <\/p>\n<p>Tuttavia bisogner\u00e0 anche ricordarsi di mantenere bene aperti e funzionanti tutti i canali politici e diplomatici necessari per arrivare a una soluzione del conflitto che le armi, da sole, non riusciranno a garantire.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un convoglio di profughi \u00e8 stato bombardato in Ucraina, mentre cercava di lasciare la zona dei combattimenti: forse sono stati i miliziani filo-russi, ma questi accusano l\u2019Esercito ucraino. 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