{"id":27830,"date":"2014-08-26T00:00:00","date_gmt":"2014-08-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/vogliamo-la-merkel-a-tripoli\/"},"modified":"2017-11-03T15:23:06","modified_gmt":"2017-11-03T14:23:06","slug":"vogliamo-la-merkel-a-tripoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/08\/vogliamo-la-merkel-a-tripoli\/","title":{"rendered":"Vogliamo la Merkel a Tripoli!"},"content":{"rendered":"<p>Su <i>la Repubblica<\/i> del 25 agosto, Gad Lerner descrive in un breve articolo l&#8217;attuale disastrosa situazione della Libia. Un paese in preda ad una crescente sanguinosa anarchia in cui tutti sono contro tutti ed il territorio \u00e8 ormai suddiviso in centinaia di feudi controllati da milizie l&#8217;una contro l&#8217;altra armata. <\/p>\n<p>In tale contesto la produzione di petrolio e gas \u00e8 divenuta ormai pressoch\u00e9 nulla e l&#8217;unica industria fiorente rimasta ai libici, sembra essere la gestione del continuo flusso di disperati da avviare verso le coste italiane.<\/p>\n<p>In chiusura del suo articolo Lerner ci esorta ad impegnarci a fondo per cambiare questo stato di cose, soggiungendo che &#8220;<i>se non sar\u00e0 l&#8217;Italia, direttamente coinvolta, a prendere subito l&#8217;iniziativa e a trascinare nell&#8217;azione il resto dell&#8217;Europa, nessuno lo far\u00e0 al posto nostro<\/i>&#8220;.Constatazione quanto mai realistica ma che lascia in bocca il sapore della amarezza e della delusione. Ci ritroviamo infatti soli proprio nel momento in cui pi\u00f9 avremmo bisogno di poter fruire della cooperazione e dell&#8217;appoggio senza riserve di tutti gli altri paesi membri dell&#8217;Ue.<\/p>\n<p><b>I due archi di crisi: avanti tutta verso Est<\/b><br \/>L&#8217;amarezza diviene poi ancora pi\u00f9 forte allorch\u00e9 ci volgiamo indietro e consideriamo quanto abbiamo dato noi per la causa comune in questi ultimi venticinque anni. <\/p>\n<p>Quando cadde il Muro di Berlino ci trovammo di fronte a due &#8220;archi di crisi&#8221;, quello a sud che investiva il mondo arabo mediterraneo, e quello ad est che copriva i paesi ex comunisti dell&#8217;Europa centro settentrionale ed i Balcani. Chiaramente non avevamo risorse sufficienti per affrontarli entrambi nel medesimo momento. Sotto la spinta dei nordici, guidati dalla Germania, fu quindi deciso di sanare prima l&#8217;est e di pensare solo poi al sud. <\/p>\n<p>Noi cicale del sud europeo accettammo tutti con generosit\u00e0 questa scelta , che in sostanza ci penalizzava fortemente, ed attraverso i pi\u00f9 che venti anni seguenti abbiamo coerentemente continuato a pagare.<\/p>\n<p>Pagammo per l&#8217;unificazione tedesca (ricordate la folle parificazione del marco dell&#8217;est a quello dell&#8217;ovest il cui costo, grazie all&#8217;esistenza del serpente monetario, fu scaricato su tutti i soci del club europeo?), pagammo per il decollo dei Peco dell&#8217;Europa centro-orientale, pagammo per l&#8217;incorporazione dei Baltici, pagammo per pacificare dei Balcani che divennero subito area di influenza tedesca. Tra l&#8217;altro abbiamo anche pagato molto e bene, vista la rapidit\u00e0 con cui siamo riusciti a propiziare il decollo dei nostri nuovi partner.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 recentemente abbiamo anche accettato, sia pur con qualche iniziale saggia reticenza, che si tentasse di procedere ulteriormente verso Est, ben sapendo che eravamo ai limiti di quel territorio in cui anche l&#8217;orso russo riteneva di poter vantare alcuni diritti. Per solidariet\u00e0 con il resto del fronte occidentale abbiamo altres\u00ec aderito ad un embargo che altri dichiaravano indispensabile, mentre a noi portava solo danno.<\/p>\n<p><b>I due archi di crisi: avanti piano, quasi indietro, verso Sud<\/b><br \/>Nel frattempo nel sud e nell&#8217;est mediterraneo tutto andava in malora. La miseria e la disoccupazione crescevano, i regimi al potere si inasprivano, il lavoro mancava, le economie non decollavano, il fondamentalismo cresceva, il terrorismo rinasceva ed acquistava forza. In simili condizioni c&#8217;\u00e9 solo da meravigliarsi che gli arabi abbiano resistito pi\u00f9 di venti anni prima di esplodere.<\/p>\n<p> Quando poi l&#8217;esplosione \u00e8 avvenuta, gli interventi occidentali sono assurdamente tutti andati nel senso sbagliato: destabilizzazione dell&#8217;Iraq, cancellazione del regime di Gheddafi &#8211; nonch\u00e9 della stabilit\u00e0 ad esso associata &#8211; in Libia, appoggio al destabilizzante e destabilizzato governo della Fratellanza Islamica in Egitto e l&#8217;elenco potrebbe essere molto pi\u00f9 lungo.<\/p>\n<p>Si \u00e8 creata cos\u00ec una situazione in cui il rischio \u00e8 grande. Rischio reale, rischio concreto, rischio in rapida crescita, rischio alle porte stesse di una Europa che non reagisce e non pu\u00f2 reagire perch\u00e9 il sud da solo non ha la forza per farlo mentre il centro ed il nord del continente continuano ad assegnare all&#8217;area mediterranea una priorit\u00e0 tanto bassa da poter essere definita nulla.<\/p>\n<p><b>Dopo Kiev venga subito Tripoli<\/b><br \/>Si pu\u00f2 continuare cos\u00ec? Non credo. \u00c8 tempo che la bilancia si riequilibri e che per l&#8217; arco di crisi a sud venga fatto tutto quello che \u00e8 stato fatto per l&#8217;arco di crisi ad est nel corso degli ultimi venti anni.<\/p>\n<p>Il Centro ed il Nord Europa hanno soltanto preso per una generazione. Ora \u00e8 tempo che restituiscano. <\/p>\n<p>Fra le notizie pi\u00f9 recenti dei giornali vi \u00e8 quella di una visita di Angela Merkel a Kiev. Nulla contro, ma se Berlino ha veramente intenzione di proporsi come il polo leader della politica europea &#8211; come sembra da tempo essere il suo destino &#8211; perch\u00e9 Angela Merkel non va anche a Tripoli? \u00c8 l\u00e0 che la vogliamo, magari accompagnata anche da Fran\u00e7ois Hollande e David Cameron, i cui paesi portano una fetta non indifferente della responsabilit\u00e0 dell&#8217;attuale caos libico. <\/p>\n<p>In maniera tale che l&#8217;Italia non venga lasciata una volta di pi\u00f9 ad occuparsi da sola di un problema grave, che in realt\u00e0 \u00e8 un problema comune.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su la Repubblica del 25 agosto, Gad Lerner descrive in un breve articolo l&#8217;attuale disastrosa situazione della Libia. Un paese in preda ad una crescente sanguinosa anarchia in cui tutti sono contro tutti ed il territorio \u00e8 ormai suddiviso in centinaia di feudi controllati da milizie l&#8217;una contro l&#8217;altra armata. 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