{"id":27890,"date":"2014-08-31T00:00:00","date_gmt":"2014-08-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/renzi-vince-leuropa-chissa\/"},"modified":"2017-11-03T15:23:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:23:05","slug":"renzi-vince-leuropa-chissa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/08\/renzi-vince-leuropa-chissa\/","title":{"rendered":"Renzi vince, l&#8217;Europa chiss\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Una vittoria per Renzi. Un\u2019incognita per l\u2019Italia. Una \u201cscelta sbagliata\u201d, almeno nelle motivazioni, per l\u2019Europa. <\/p>\n<p>E una sfida per Federica Mogherini, che deve dimostrare a chi l\u2019ha scelta, o accettata, anche giudicandola non ingombrante per la sua scarsa esperienza e poca notoriet\u00e0 d\u2019avere le qualit\u00e0 e la personalit\u00e0 per dare spessore alla politica estera europea, che cinque anni di Lady Ashton hanno reso eterea e impalpabile.<\/p>\n<p>Anche Lady Ashton fu scelta per gli stessi motivi: di sicuro, si pensava, non avrebbe dato ombra alle grandi diplomazie nazionali. E lei s\u2019\u00e8 ben guardata dal farlo, dal rendersi protagonista, forse con l\u2019eccezione del negoziato con l\u2019Iran. Eppure le cronache del suo mandato quinquennale, Primavere arabe e grandi crisi nel Medio oriente, Califfato e Ucraina, le hanno offerto molte occasioni per mostrarsi concreta e tempestiva.<\/p>\n<p><b>Una sfida per la Mogherini<\/b><br \/>Federica Mogherini \u00e8 pi\u00f9 preparata di quanto non fosse nel 2009 Lady Ashton. E parte consapevole delle \u201csfide immani\u201d &#8211; parole sue &#8211; che ha davanti. <\/p>\n<p>Annunciandone la nomina, il presidente uscente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, l\u2019ha indicata come &#8220;il nuovo volto dell&#8217;Unione europea (Ue) nei rapporti con i partner internazionali&#8221; e ha previsto che sar\u00e0 &#8220;un&#8217;abile e ferma mediatrice&#8221; e che &#8220;difender\u00e0 strenuamente il ruolo dell&#8217;Europa nel mondo&#8221;.<\/p>\n<p>Lei ha risposto a tono, con padronanza della storia dell\u2019integrazione, alternando inglese e francese, confutando l\u2019accusa \u2013 risibile &#8211; di essere troppo giovane per quel posto. <\/p>\n<p>Ha citato Robert Schuman, circa la necessit\u00e0 di unire l\u2019Europa per mantenere la pace; ha detto di credere che l&#8217;Ue sia \u201cun sogno diventato realt\u00e0&#8221; e s\u2019\u00e8 posta la priorit\u00e0 di fare in modo che tutti gli europei &#8220;continuino a considerarla tale, senza che il sogno diventi un incubo&#8221;.<\/p>\n<p>Per essere all\u2019altezza dei propositi, e perch\u00e9 l&#8217;integrazione europea \u201cnata come un progetto di pace\u201d lo resti \u201cin questi tempi di crisi e conflitti&#8221;, la Mogherini dovr\u00e0 agire da \u2018ministro degli esteri\u2019 dell\u2019Ue e, quindi, tradire spesso le attese minimaliste dei suoi Grandi Elettori e persino disattendere i calcoli opportunistici di chi l\u2019ha spinta a quel posto.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, al di l\u00e0 degli ossequi istituzionali &#8211; unanimi, dal presidente Napolitano al presidente Obama &#8211; e delle riverenze &#8211; e reverenze &#8211; mediatiche, persino stucchevoli, non c\u2019\u00e8 assolutamente dubbio che la nomina della Mogherini sia una vittoria per Matteo Renzi: i leader dell\u2019Unione hanno dato retta all\u2019ultimo premier italiano di questo tris da \u2018uno all\u2019anno\u2019.<\/p>\n<p><b>Un&#8217;incognita per l&#8217;Italia<\/b><br \/>Per l\u2019Italia, la nomina della Mogherini costituisce un\u2019incognita. Renzi sottolinea in positivo il peso \u201cdella responsabilit\u00e0\u201d riconosciutaci. Ma di fatto, al di l\u00e0 degli ovvii propositi di onnipresenza dell\u2019Alto Rappresentante, che \u00e8 pure vice-presidente della Commissione europea, l\u2019Italia avr\u00e0 un\u2019antenna meno presente nell\u2019Esecutivo comunitario, dove transitano ogni settimana molti dossier di suo interesse.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica, persone d\u2019esperienza europea e di appartenenze politiche diverse erano &#8211; e sono &#8211; concordi: gli interessi spiccioli italiani sarebbero stati meglio serviti da un commissario \u2018culo di pietra\u2019 capace di farsi sentire in tutti i passaggi delicati. <\/p>\n<p>Certo, la Mogherini potr\u00e0 mettere insieme uno staff di collaboratori d\u2019eccellenza, che ne surrogheranno le assenze implicite nel suo ruolo; ma il peso di un funzionario, o di un diplomatico, nell\u2019Esecutivo non \u00e8 mai quello di un commissario.<\/p>\n<p><b>La stampa contro<\/b><br \/>Infine, l\u2019Europa. Perch\u00e9 una \u201cscelta sbagliata\u201d? \u00c8 la valutazione dei media europei pi\u00f9 autorevoli che, la vigilia del Vertice, gi\u00e0 ne criticavano le decisioni &#8211; <i>Financial Times, Le Monde, Die Welt<\/i> -, mentre avvertivano che la barca dell\u2019euro pu\u00f2 ancora affondare &#8211; <i>Economist<\/i>.<\/p>\n<p>Per il <i>Financial Times<\/i>, la nomina della Mogherini \u201c\u00e8 una delusione\u201d, perch\u00e9 l\u2019Ue poteva puntare su personalit\u00e0 di maggior spicco. E <i>Le Monde<\/i> prospettava \u201cun triste giorno per l\u2019Europa\u201d, denunciando proprio le carenze d\u2019esperienza e di prestigio del ministro italiano, cui pure riconosceva punti positivi: \u201c\u00c8 una donna (e ce ne sono poche al vertice dell\u2019Ue), \u00e8 socialdemocratica (e ci\u00f2 \u00e8 buono per gli equilibri politici), consente all\u2019Italia di piazzare una pedina ed alla signora Merkel di fare una concessione a Renzi&#8230; \u00c8 perfettamente anglofona e francofona. Tutte le caselle sono riempite\u201d.<\/p>\n<p>Certo, pu\u00f2 stupire che gli strali contro l\u2019Unione al minimo comune denominatore in politica estera vengano proprio dai media dei Paesi pi\u00f9 gelosi delle loro prerogative sulla scena internazionale (e quindi meno inclini a farsi rappresentare da personalit\u00e0 di spicco in sede europea). Ma si pu\u00f2 avere una faccia tosta e dire cose giuste.<\/p>\n<p><b>La scelta di Tusk<\/b><br \/>Confermate, del resto, dalla scelta, sponsorizzata dalla Gran Bretagna, del polacco Donald Tusk, che parla russo e tedesco, e non &#8211; ancora &#8211; inglese e francese, alla presidenza del Consiglio europeo. <\/p>\n<p>La nomina di Tusk viene incontro ai Paesi dell\u2019Europa centrale e orientale, che non si sentivano rappresentanti ai vertici delle Istituzioni e che sono inquieti per la crisi ucraina, e soddisfa i Paesi pi\u00f9 riluttanti all\u2019integrazione: Tusk non \u00e8 un europeista, presieder\u00e0 pure i Summit dell\u2019Eurogruppo, nonostante la Polonia sia fuori dall\u2019euro.<\/p>\n<p>Con il duo Juncker \/ Tusk, l\u2019Unione viagger\u00e0, anche per i prossimi cinque anni, con il freno a mano della prudenza tirato. Sar\u00e0 la Mogherini la sostenitrice dell\u2019integrazione?<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una vittoria per Renzi. 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