{"id":27930,"date":"2014-09-01T00:00:00","date_gmt":"2014-08-31T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-nato-e-la-partita-con-mosca\/"},"modified":"2017-11-03T15:23:04","modified_gmt":"2017-11-03T14:23:04","slug":"la-nato-e-la-partita-con-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/09\/la-nato-e-la-partita-con-mosca\/","title":{"rendered":"La Nato e la partita con Mosca"},"content":{"rendered":"<p>Con il perdurare della guerra in Ucraina il vertice Nato sar\u00e0 dominato dalla questione dei  rapporti con la Russia, ed \u00e8 l\u2019occasione per delineare la strategia occidentale per un negoziato ad alto livello con Mosca sulla sicurezza pan-europea e la crisi ucraina.<\/p>\n<p><b>Un vertice all\u2019ombra del Cremlino<\/b><br \/>Il summit di South Wales \u00e8 il primo da quando la Russia ha annesso la Crimea ed ha iniziato ad aiutare militarmente i ribelli filo-russi in Ucraina, in quella che \u00e8 diventata ormai una guerra civile con il coinvolgimento pi\u00f9 o meno diretto &#8211; ad esempio in termini di aiuti economici e militari &#8211; non solo della Federazione Russa ma anche degli Stati Uniti e dei principali Paesi europei, questi ultimi prevalentemente tramite iniziative Nato. <\/p>\n<p>Tale cambiamento nel quadro di sicurezza europea sta mettendo in ombra nell\u2019<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2788\" target= \"blank\"><b><u>agenda del vertice<\/u><\/b><\/a> altre crisi come quella in Libia, pure importantissime per gli interessi europei ed italiani, mentre la questione dell\u2019impegno Nato in Afghanistan dopo la fine della missione Isaf &#8211; tra soli 4 mesi &#8211; \u00e8 congelata dagli stessi leader afgani che non sono riusciti finora a portare a compimento il processo per la scelta del nuovo presidente.<\/p>\n<p>Le ultime azioni di Mosca nell\u2019est ucraino alla vigilia del summit, con alcune migliaia di militari russi entrati in Ucraina per contrattaccare le forze governative, costituiscono l\u2019ennesimo atto di un circolo vizioso e destabilizzante di azioni russe e reazioni occidentali, che i leader europei e americani non sono finora riusciti a spezzare con una iniziativa politico-strategica. <\/p>\n<p><b>Readiness Action Plan: \u201cpunta di lancia\u201d e basi nell\u2019Est Europa<\/b><br \/>La maggiore iniziativa nell\u2019agenda del summit al riguardo \u00e8 il <i>Readiness Action Plan<\/i>, gi\u00e0 approvato dagli alleati a livello ministeriale nella riunione dello scorso giugno. <\/p>\n<p>Due i pilastri del piano. Da un lato, migliorare la capacit\u00e0 di reazione rapida delle forze armate Nato: rispetto alla gi\u00e0 esistente <i>Response Force<\/i>, si pensa ad una \u201cpunta di lancia\u201d operativa in tempi ancora pi\u00f9 rapidi, anche ore. <\/p>\n<p>Una forza del genere in teoria \u00e8 utile in qualsiasi teatro di crisi, e quindi in un certo senso risolverebbe il dilemma se concentrare le &#8211; poche &#8211; risorse per le forze armate europee in compiti di \u201cgestione delle crisi\u201d oppure di \u201cdifesa collettiva\u201d, due dei tre \u201ccompiti chiave\u201d della Nato sanciti dall\u2019ultimo Concetto Strategico. <\/p>\n<p>Ma \u00e8 l\u2019altro aspetto del piano ad essere politicamente pi\u00f9 rilevante, e quindi pi\u00f9 controverso. Si tratta infatti di pre-posizionare rifornimenti ed equipaggiamenti, di preparare infrastrutture, basi e quartier generali, nei Paesi dell\u2019Europa orientale: insomma, di assicurare una presenza fisica e visibile della Nato nell\u2019est europeo. <\/p>\n<p>Una presenza che dal punto di vista militare \u00e8 funzionale all\u2019eventuale utilizzo in teatro della \u201cpunta di lancia\u201d, e in generale ad un rapido dispiegamento in loco di truppe alleate in caso di crisi. Dal punto di vista politico per\u00f2 la questione si complica. <\/p>\n<p><b>Una rassicurazione \u201cnon permanente\u201d<\/b><br \/>Infatti, il <i>Founding Act on Mutual Relations, Cooperation and Security <\/i>del 1997 tra Nato e Russia prevedeva, tra l\u2019altro, l\u2019impegno a non dispiegare in maniera permanente in Europa orientale capacit\u00e0 militari che potessero minacciare i firmatari del trattato.<\/p>\n<p>La costruzione di basi Nato &#8211; o americane &#8211; nella fascia di Paesi dal Baltico al Mar Nero rappresenterebbe quindi un fatto politico-strategico importante per l\u2019Europa, gli Stati Uniti e la Russia. <\/p>\n<p>Non a caso l\u2019ambasciatore russo presso l\u2019Alleanza ha dichiarato che il <i>Readiness Action Plan <\/i>\u00e8 in palese violazione dell\u2019accordo del 1997, mentre i vertici Nato hanno affermato che l\u2019iniziativa rimane nei limiti definiti dal trattato in quanto il rafforzamento delle capacit\u00e0 militari alleate sul fianco orientale non \u00e8 permanente ma durer\u00e0 solo \u201cil tempo necessario\u201d.<\/p>\n<p>Similmente, il pacchetto da 1 miliardo di dollari proposto al Congresso statunitense dall\u2019amministrazione Obama lo scorso maggio, sotto il nome di <i>European Reassurance Initiative<\/i>, prevede il rafforzamento di esercitazioni militari congiunte, attivit\u00e0 di training, dello stazionamento temporaneo di truppe ed istruttori statunitensi, nonch\u00e9 della presenza della Marina americana nel Mar Baltico e nel Mar Nero, ma non il dispiegamento <i>sine die <\/i>di forze armate n\u00e9 la costruzione di nuove basi. <\/p>\n<p>Insomma, una rassicurazione pi\u00f9 o meno simbolica e tangibile agli alleati dell\u2019est europeo, ma non permanente. Non si tratta quindi di una inversione del disimpegno militare americano dall\u2019Europa in corso dalla fine della Guerra Fredda, e orientato dall\u2019amministrazione Obama sempre pi\u00f9 verso il Pacifico, ma del massimo che il non-interventista Obama ha voluto mettere sul tavolo.<\/p>\n<p><b>La vera partita con Mosca<\/b><br \/>In questo quadro, l\u2019escalation militare russa in Ucraina a pochi giorni dal vertice di South Wales \u00e8 un rilancio che il Cremlino &#8211; ottimo giocatore di poker &#8211; ha messo sul tavolo con gli occidentali. <\/p>\n<p>Se non vi sar\u00e0 una risposta adeguata, la reazione faticosamente messa in campo dalla <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2728\" target= \"blank\"><b><u>Nato la scorsa primavera<\/u><\/b><\/a> all\u2019annessione della Crimea verr\u00e0 considerata un bluff, e Mosca si sentir\u00e0 in grado di giocare al rialzo per vincere la mano in Ucraina. <\/p>\n<p>Ma quale sarebbe una risposta adeguata? Il punto di partenza per elaborarla \u00e8 legare il rafforzamento della postura militare Nato in Europa, attraverso il <i>Readiness Action Plan <\/i>piuttosto che l\u2019aumento delle spese militari europee, il completamento della difesa missilistica o altre <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2762\" target= \"blank\"><b><u>iniziative pi\u00f9 ambiziose<\/u><\/b><\/a>, all\u2019apertura di un negoziato diretto con Mosca sulla sicurezza pan-europea, nel quale siano rappresentati ai massimi livelli Usa, Nato, Ue &#8211; considerando il ruolo cruciale dell\u2019Unione in fatto di sanzioni economiche &#8211; e principali Paesi europei, per trattare una soluzione per la crisi ucraina nel relativo quadro regionale. <\/p>\n<p>Una strada ambiziosa e incerta, ma le alternative sono di gran lunga peggiori: da un lato proseguire con sanzioni economiche senza un negoziato strategico coster\u00e0 caro all\u2019economia Ue, anche visto che l\u2019inverno sta arrivando e servir\u00e0 il gas russo, mentre difficilmente piegher\u00e0 la leadership di Mosca; dall\u2019altro rafforzare militarmente il fianco orientale dell\u2019Alleanza senza negoziare con la Russia una soluzione per l\u2019Ucraina e la sicurezza regionale porter\u00e0 pi\u00f9 probabilmente ad una escalation che a una de-escalation del conflitto in corso. <\/p>\n<p>Sanzioni economiche e dimostrazione di forza militare dovrebbero piuttosto essere le carte da giocare in un negoziato politico-strategico con Mosca, di cui il vertice di South Wales dovrebbe perlomeno iniziare a delineare la strategia occidentale. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il perdurare della guerra in Ucraina il vertice Nato sar\u00e0 dominato dalla questione dei rapporti con la Russia, ed \u00e8 l\u2019occasione per delineare la strategia occidentale per un negoziato ad alto livello con Mosca sulla sicurezza pan-europea e la crisi ucraina. 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