{"id":28060,"date":"2014-09-16T00:00:00","date_gmt":"2014-09-15T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/regno-dis-unito\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:58","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:58","slug":"regno-dis-unito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/09\/regno-dis-unito\/","title":{"rendered":"Regno dis-Unito?"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019intensit\u00e0 della partecipazione popolare al referendum sull\u2019indipendenza scozzese \u00e8 mostrata dalla percentuale di persone che si \u00e8 iscritta alle liste per partecipare al voto: il 97%. Il gi\u00e0 caldo dibattito \u00e8 diventato scottante il 7 settembre, quando un sondaggio ha mostrato il sorpasso degli indipendentisti sul fronte degli unionisti.<\/p>\n<p>Il potere politico a Westminster si \u00e8 finalmente svegliato: il rischio che il vecchio, glorioso Regno Unito potesse sciogliersi da un giorno all\u2019altro \u00e8 diventato improvvisamente una minaccia immensa. Per Lord Robertson, scozzese, laburista, ex- segretario generale della Nato, sarebbe un \u2018cataclisma\u2019.<\/p>\n<p><b>Se Salmond polverizza le previsioni di Cameron<\/b><br \/><a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2455\" \"target= \"blank\"><b><u>Due fattori<\/u><\/b><\/a> contingenti hanno prodotto questa situazione. Nel 2011 il Partito nazionale scozzese (Snp) ha ottenuto la maggioranza assoluta nelle elezioni al Parlamento scozzese.<\/p>\n<p>Il sistema elettorale misto inventato nell\u2019occasione della rinascita di questo parlamento nel 1999 avrebbe dovuto rendere impossibile un risultato del genere. Il trionfo del leader nazionalista Alex Salmond, che si \u00e8 impegnato formalmente nella campagna elettorale ad indire un referendum sull\u2019indipendenza, ha invece reso quasi inevitabile la prova che ora incombe. <\/p>\n<p>Ma nel sottoporre a Londra la sua richiesta formale di consultazione popolare, Salmond aveva lasciato aperto la possibilit\u00e0 di una terza opzione oltre il secco \u201csi\u2019 o \u2018no\u2019, cio\u00e8 una radicale spinta verso la devolution dei poteri dello stato di Westminster a favore della Scozia. <\/p>\n<p>Il primo ministro inglese David Cameron ha per\u00f2 respinto questa \u2018terza via\u2019, convinto che il \u2018no\u2019 avrebbe trionfato facilmente e la presunzione scozzese sarebbe stata umiliata dagli elettori. La campagna di Salmond, il pi\u00f9 abile operatore politico del Regno, ha invece polverizzato questa illusione.<\/p>\n<p><b>Le origini dell\u2019onda separatista<\/b><br \/>In realt\u00e0 l\u2019onda separatista che sostiene il \u2018s\u00ec\u2019 \u00e8 profonda e popolare. Anche se dovesse vincere il \u2018no\u2019, questa non si spegnerebbe. Solo un establishment politico e mediatico cos\u00ec concentrato su se stesso come quello londinese ha potuto non accorgersene fino all\u2019ultimo momento.<\/p>\n<p>Come generale reazione alle forze scatenate dalla globalizzazione, il separatismo \u00e8 di moda nel mondo, non solo in <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/archivio_articoli.asp?TagID=120\" target= \"blank\"><b><u> Europa<\/u><\/b><\/a>. La Londra che negli anni della Thatcher ha inventato la liberalizzazione dei mercati finanziari, il meccanismo scatenante della globalizzazione, non ha voluto rendersi conto che per questa rivoluzione ci sarebbe stato un prezzo da pagare in casa propria. <\/p>\n<p>Pi\u00f9 che ogni parte della Regno, gli scozzesi non hanno accettato l\u2019idea del libero mercato come dogma, del \u2018privato=bene, pubblico=male\u2019 applicato a ogni possibile funzione pubblica, una tendenza che loro hanno associato con il thatcherismo in tutte le sue forme. <\/p>\n<p>Il declino del laburismo versione Tony Blair &#8211; cos\u00ec affascinato dai successi da lady di ferro &#8211; ha lasciato ampio spazio politico al Snp, che in realt\u00e0 si presenta assai simile al vecchio laburismo: statalista, welfarista, verticistica. Un laburismo senza sindacati o passato operaio, inter-classista. E come il laburismo vecchio e nuovo, condivide l\u2019allergia alle idee. Un rifiuto s\u00ec delle ideologie, ma anche di qualsiasi discussione concettuale o di cultura politica. <\/p>\n<p>Il risultato si \u00e8 visto nell\u2019intensissimo, ma poverissimo dibattito della campagna elettorale referendaria che si \u00e8 concentrato sul destino delle pensioni, dei posti di lavoro, del sistema sanitario, della moneta e del petrolio del Mare del nord. <\/p>\n<p>Nessuna discussione ha toccato il rapporto stato-mercato, la globalizzazione, l\u2019Europa, la geopolitica e la struttura di un\u2019economia in cui dominano banche e imprese finanziari, comprese la Royal Bank of Scotland e la Bank of Scotland &#8211; che tanto hanno contribuito alla grande crisi del 2008. <\/p>\n<p><b>La strategia della paura <\/b><br \/>Alla fine, sono scesi in campo anche i grandi delle banche, delle compagnie di assicurazione, delle grandi catene dei supermercati che si sono uniti nel mettere in guardia gli scozzesi contro i rischi di fuga dei capitali e delle imprese medesime, dei probabili aumenti dei prezzi, dell\u2019impossibilit\u00e0 per un piccolo paese di chiedere il divorzio pur mantenendo tutti i vantaggi del matrimonio, compreso il conto insieme in banca. Il fronte del \u2018s\u00ec\u2019 ha parlato di \u2018una strategia della paura\u2019.<\/p>\n<p>Intanto il governo di Londra, con le spalle al muro, ha cominciato a parlare pi\u00f9 precisamente dei poteri che potrebbe spostare verso Edimburgo dopo il voto. Questo discorso si \u00e8 sentito solo dopo la deposizione dei primi voti, quelli espressi per posta. <\/p>\n<p><b>Vittoria di Pirro degli unionisti<\/b><br \/>Il progetto dell\u2019indipendenza probabilmente non trionfer\u00e0. Quella del no, sar\u00e0 per\u00f2 una vittoria di Pirro.  Devaster\u00e0 il partito laburista &#8211; che si \u00e8 scisso in Scozia sulla questione separatista &#8211; indebolir\u00e0 la coalizione conservatrice-liberali a Westminster, e rafforzer\u00e0  l\u2019ascesa dell\u2019<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2666\" target= \"blank\"><b><u>Ukip<\/u><\/b><\/a>, il partito populista che vuole<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2525\" target= \"blank\"><b><u> l\u2019uscita della Gran Bretagna dall\u2019Unione europea<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>I separatisti non hanno per\u00f2 espresso una classe dirigente capace di portare avanti per anni un negoziato di divorzio complicatissimo con un avversario agguerrito, e allo stesso tempo ricostruire l\u2019economia e il sistema finanziario, dotandosi di un sistema di difesa alternativo, un ruolo nell\u2019Unione europea e nella Nato. Non sembrano rendersi conto che il mondo delle relazioni internazionali \u00e8 brutalmente gerarchico e che le piccole nazioni vengono progressivamente marginalizzate e provincializzate.<\/p>\n<p>Il confronto ha aperto una discussione pi\u00f9 generale sul funzionamento della democrazia in Gran Bretagna a livello locale. Questo \u00e8 il frutto pi\u00f9 positivo della vicenda. Per il resto, anni di sussulti e confusione sembrano attendere il disorientato elettore delle isole britanniche, cos\u00ec allergico a discussioni politiche di prospettiva. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019intensit\u00e0 della partecipazione popolare al referendum sull\u2019indipendenza scozzese \u00e8 mostrata dalla percentuale di persone che si \u00e8 iscritta alle liste per partecipare al voto: il 97%. Il gi\u00e0 caldo dibattito \u00e8 diventato scottante il 7 settembre, quando un sondaggio ha mostrato il sorpasso degli indipendentisti sul fronte degli unionisti. 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