{"id":28090,"date":"2014-09-19T00:00:00","date_gmt":"2014-09-18T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/difesa-fusione-franco-tedesca-alle-porte\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:58","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:58","slug":"difesa-fusione-franco-tedesca-alle-porte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/09\/difesa-fusione-franco-tedesca-alle-porte\/","title":{"rendered":"Difesa, fusione franco-tedesca alle porte"},"content":{"rendered":"<p>Pochi giorni dopo, il 4 luglio, si sarebbe giocato il primo quarto di finale del mondiale 2014. Con una vittoria sui francesi grazie ad una rete segnata da Hummels, i tedeschi passano alle semifinali, per poi aggiudicarsi il quarto titolo mondiale nella finale contro l\u2019Argentina.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se tre giorni prima a Parigi, Frank Haun, Amministratore delegato (Ad) della tedesca Krauss-Maffei Wegmann (Kmw) e Philippe Burtin, Ad della francese Nexter, avevano scommesso sul possibile risultato della partita quando si sono incontrati per sottoscrivere una dichiarazione d\u2019intenti per avviare le procedure per una possibile fusione tra le due aziende. <\/p>\n<p><b>Ancora Francia &#8211; Germania <\/b><br \/>Entrambe industrie della difesa specializzate nel settore degli armamenti terrestri, sia la Kmw che la Nexter sono celebri per aver sviluppato rispettivamente i carri da combattimento Leopard e Leclerc. <\/p>\n<p>La fusione porterebbe ora alla creazione di una holding da circa 2 miliardi di euro di turnover, un portafoglio ordini da 6.5 miliardi e circa sei mila dipendenti, il cui azionariato sarebbe diviso in modo paritetico al 50% tra i due soci. <\/p>\n<p>E rappresenterebbe innanzitutto un importante passo in avanti verso una maggiore razionalizzazione dell\u2019industria europea della difesa nel settore terrestre, da sempre caratterizzato da un elevato livello di frammentazione e duplicazione, sia dal lato della domanda che dell\u2019offerta.<\/p>\n<p>La data ultima per finalizzare l\u2019accordo \u00e8 stata fissata per gli inizi del 2015, ma le due aziende sono sottoposte a un processo di \u201cdue diligence\u201d. I programmi futuri verrebbero gestiti in modo congiunto ma alcuni, come i veicoli blindati francesi nell\u2019ambito del programma Scorpion, sono stati limitati alle sole aziende francesi, senza quindi passare attraverso un meccanismo competitivo attraverso l\u2019applicazione della Direttiva 2009\/81. <\/p>\n<p>A questo proposito si pu\u00f2 supporre che, con la motivazione dell\u2019imminente avvio del processo di fusione, il governo francese abbia preferito assicurarsi che l\u2019attivit\u00e0 sia svolta in Francia, avvalendosi delle deroghe ex art. 346 del Trattato sul funzionamento dell\u2019Unione europea a tutela degli interessi essenziali di sicurezza connessi con la produzione di armamenti o materiali, ma di fatto aggirando l\u2019applicazione della Direttiva. Ma un\u2019altra ragione potrebbe essere quella di aver voluto caricare il portafoglio di Nexter al fine di raggiungere l\u2019equilibrio con Kmw.<\/p>\n<p><b>Verso la ristrutturazione del comparto europeo?<\/b><br \/>Al di l\u00e0 di queste e altre criticit\u00e0 che si annidano soprattutto nel post-fusione, ci sono buone probabilit\u00e0 che si porti a compimento un processo sinergico e complementare, in grado di sfruttare pienamente l\u2019economie di scala per rispondere alla costante riduzione in Europa delle <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2296\" target= \"blank\"><b><u>spese per la difesa<\/u><\/b><\/a>, in particolare per le attivit\u00e0 di ricerca e sviluppo. <\/p>\n<p>Secondo alcuni esperti, a favore dell\u2019intesa vi sarebbero una serie di fattori incoraggianti. <i>In primis<\/i>, le dimensioni dell\u2019accordo, i cui risvolti politici ed economico-finanziari sono molto meno ambiziosi rispetto a quelli relativi alla fallita fusione tra l\u2019inglese Bae e l\u2019allora Eads (ora Airbus Group). <\/p>\n<p>In seconda battuta, l\u2019azienda tedesca soffre di una mancata diversificazione del portafoglio e, sebbene abbia incontrato successo nei mercati internazionali, la competizione a livello globale si fa sempre pi\u00f9 serrata mentre le politiche all\u2019export tedesche sempre pi\u00f9 stringenti. <\/p>\n<p>Nexter, dal canto suo, vanta una maggior presenza e diversificazione nel mercato europeo, mentre la sua proiezione internazionale stenta a decollare. Inoltre, affinch\u00e9 il progetto vada in porto, la societ\u00e0 francese dovr\u00e0 essere completamente privatizzata con un potenziale beneficio finanziario per la casse dello Stato.<\/p>\n<p>   <b>Implicazioni per Finmeccanica e Italia <\/b><br \/>L\u2019eventuale fusione tra le due aziende costituisce solo uno dei tasselli di un mosaico, quello dell\u2019industria europea della difesa, ancora in fase di ristrutturazione e il cui processo, sebbene spesso macchinoso, potrebbe subire inattese accelerazioni proprio alla luce di iniziative nate e concepite all\u2019interno della realt\u00e0 industriale poi avallate e legittimate con un forte supporto politico. <\/p>\n<p>Altri attori europei attivi nel settore terrestre &#8211; a partire da Rheinmetall fino a alla stessa Finmeccanica &#8211;  dovranno ripensare le loro posizioni e strategie industriali nonch\u00e9 prendere atto che un maggior consolidamento risulta quanto mai necessario. Altri operatori si stanno muovendo in questa direzione. <\/p>\n<p>Nel campo spaziale si \u00e8 gi\u00e0 cominciato a rimescolare le carte in tavola, prima con la <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2704\" target= \"blank\"><b><u>joint-venture nel segmento dei lanciatori tra Airbus e Safran<\/u><\/b><\/a>, poi con alcune dichiarazioni francesi che vedrebbero positivamente un riavvicinamento tra Thales Alenia Space e Airbus nel comparto satellitare.<\/p>\n<p>Il trend sembra quindi positivo: spazi di manovra e opportunit\u00e0 ci sono e i tempi per una svolta appaiono pi\u00f9 maturi rispetto al passato. Il rischio per l\u2019Italia \u00e8 quello di restare tagliata fuori da questa nuova fase del processo di consolidamento dell\u2019industria europea della difesa. <\/p>\n<p>Proprio in questi segmenti l\u2019industria nazionale non ha le dimensioni sufficienti per poter continuare a competere sul mercato internazionale e l\u2019immobilismo che l\u2019ha caratterizzata negli ultimi anni rischia di relegarla ai margini del processo in corso. Ma per il sistema paese Italia \u00e8 una partita che non pu\u00f2 e non deve essere persa.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pochi giorni dopo, il 4 luglio, si sarebbe giocato il primo quarto di finale del mondiale 2014. Con una vittoria sui francesi grazie ad una rete segnata da Hummels, i tedeschi passano alle semifinali, per poi aggiudicarsi il quarto titolo mondiale nella finale contro l\u2019Argentina. 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