{"id":28110,"date":"2014-09-22T00:00:00","date_gmt":"2014-09-21T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/crisi-con-russia-e-isis-complicano-lintesa-usa-iran\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:56","slug":"crisi-con-russia-e-isis-complicano-lintesa-usa-iran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/09\/crisi-con-russia-e-isis-complicano-lintesa-usa-iran\/","title":{"rendered":"Crisi con Russia e Isis complicano l&#8217;intesa Usa-Iran"},"content":{"rendered":"<p>Gli ultimi mesi sono stati avari di buone notizie dal fronte internazionale. La crisi in Ucraina e il Medio Oriente sconvolto dall\u2019ascesa dell\u2019autoproclamatosi Stato islamico (Isis) sono sufficienti per assegnare al 2014 la palma dell\u2019<i>annus horribilis<\/i> del nuovo secolo.<\/p>\n<p>Eppure al peggio non c\u2019\u00e8 mai fine: il fallimento del negoziato sul programma nucleare iraniano potrebbe avere implicazioni ancora pi\u00f9 gravi.<\/p>\n<p>Le trattative tra l\u2019Iran e i cosiddetti P5+1 \u2013 i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza pi\u00f9 la Germania e l\u2019Unione europea (Ue) \u2013 appena riprese andranno avanti fino al 24 novembre per trovare un accordo che garantisca che il programma nucleare iraniano abbia una destinazione esclusivamente pacifica. Entrambe le parti hanno manifestato un genuino, forte interesse ad arrivare a un\u2019intesa, ma la volont\u00e0 da sola potrebbe non bastare.<\/p>\n<p><b>Limiti all\u2019arricchimento dell\u2019uranio, sanzioni, Aiea<\/b><br \/>Le questioni pi\u00f9 importanti sul tavolo negoziale sono: l\u2019imposizione di limiti all\u2019arricchimento dell\u2019uranio, un procedimento estremamente sensibile perch\u00e9 necessario sia a produrre energia elettrica sia a fabbricare il materiale fissile per una bomba atomica; la revoca delle sanzioni; e l\u2019ampliamento dei poteri ispettivi dell\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica (Aiea), che verifica che non ci sia una diversione del programma a usi militari.<\/p>\n<p>Il punto su cui c\u2019\u00e8 meno distanza \u00e8 l\u2019ultimo. L\u2019Iran \u00e8 disposto ad accettare che l\u2019Aiea eserciti una stretta vigilanza sulle sue attivit\u00e0 nucleari. In cambio si aspetta la revoca delle sanzioni e di poter continuare a sviluppare il programma, in particolare l\u2019arricchimento dell\u2019uranio. <\/p>\n<p>Per i 5+1, questa posizione \u00e8 irricevibile. Per quanto importanti, le ispezioni dell\u2019Aiea da sole non costituiscono una garanzia sufficiente. L\u2019elemento decisivo \u00e8 che l\u2019Iran riduca l\u2019arricchimento dell\u2019uranio a un livello ben inferiore a quello attuale. Le sanzioni verrebbero revocate gradualmente nel corso di anni, e soltanto in seguito alla certificazione da parte dell\u2019Aiea che l\u2019Iran sia adempiente ai termini dell\u2019accordo. <\/p>\n<p>A Teheran verrebbe concesso di riprendere l\u2019arricchimento su scala industriale solo al termine di questo lungo processo \u2013 che potrebbe durare fino a vent\u2019anni. <\/p>\n<p>Perch\u00e9 si arrivi a un accordo, \u00e8 quindi fondamentale che gli iraniani accettino una capacit\u00e0 di arricchimento vicina a quella indicata dai 5+1, ma anche che questi ultimi ammorbidiscano le loro richieste, consentendo tra l\u2019altro all\u2019Iran di continuare a investire in ricerca e sviluppo nel campo dell\u2019arricchimento stesso.<\/p>\n<p><b>La difficile stretta di mano tra Usa e Iran<\/b><br \/>Per quanto difficile sia il negoziato, non ci sono ostacoli \u2018tecnici\u2019 a un accordo. Esistono invece considerazioni e problemi di natura strategica e politica legati alla rivalit\u00e0 tra la Repubblica islamica e gli Usa e i loro alleati regionali (in primo luogo Arabia Saudita e Israele).<\/p>\n<p>Mentre la logica della geopolitica spinge Usa e Iran verso un accordo, quella della politica li condanna a restare nemici irriducibili. Al di l\u00e0 dell\u2019ovvio vantaggio di eliminare un forte elemento di tensione regionale, una risoluzione condivisa della disputa sul nucleare potrebbe aprire la strada a un riposizionamento delle relazioni Usa-Iran su basi pragmatiche. <\/p>\n<p>In questo quadro non sarebbe inconcepibile pensare a limitate forme di cooperazione su questioni d\u2019interesse condiviso come il futuro dell\u2019Afganistan, l\u2019Iraq, la Siria e la lotta all\u2019estremismo sunnita di matrice qaedista. <\/p>\n<p>Contro il buon senso strategico tuttavia agiscono potenti forze politiche: da una parte, il timore della leadership iraniana che un avvicinamento agli Usa possa compromettere la legittimit\u00e0 del regime, dal momento che l\u2019antagonismo contro gli Usa \u00e8 uno dei miti fondanti della Repubblica islamica; dall\u2019altra parte, il fatto che l\u2019ostracismo anti-iraniano, alimentato da Israele e Arabia Saudita (che godono entrambi di largo credito nell\u2019establishment di politica estera di Washington) \u00e8 parte integrante della politica mediorientale degli Usa.<\/p>\n<p><b>Dinamiche geopolitiche contro il compromesso<\/b><br \/>Consapevole di <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2450\" target= \"blank\"><b><u>queste difficolt\u00e0<\/u><\/b><\/a>, a febbraio il presidente Usa Barack Obama aveva dato al negoziato una chance di successo non superiore al 50%. Questa stima ora sembra ottimista, perch\u00e9 oggi anche le dinamiche geopolitiche lavorano contro un compromesso. La competizione geopolitica regionale tra gli alleati degli Usa e l\u2019Iran, e quella globale tra Russia e Occidente, ne ha ridotto lo spazio politico di manovra.<\/p>\n<p>La prima ha prodotto un tale estraniamento tra Usa e Russia che la possibilit\u00e0 che Mosca si svincoli dai 5+1 e concluda accordi separati con l\u2019Iran non pu\u00f2 essere esclusa. Riducendo gli eventuali costi di fallimento, ci\u00f2 costituisce un disincentivo per l\u2019Iran a fare concessioni. La seconda ha spinto Obama a definire una strategia di contrasto che dipende dalla cooperazione degli alleati regionali dell\u2019area, rendendo pi\u00f9 difficile giustificare agli alleati un accordo con l\u2019Iran (non a caso escluso dalla coalizione anti-Isis). <\/p>\n<p>Il fallimento del negoziato potrebbe mettere in moto una disastrosa reazione a catena. Gli Usa spingerebbero per inasprire il regime internazionale di sanzioni; gli oltranzisti iraniani farebbero pressione perch\u00e9 l\u2019Iran riavvii l\u2019arricchimento dell\u2019uranio in grande scala (a che pro non farlo, visto che sarebbe sotto sanzioni in ogni caso?). <\/p>\n<p>A quel punto Israele, che considera un Iran nucleare una minaccia esistenziale, potrebbe decidersi a bombardare le infrastrutture nucleari iraniane \u2013 da solo o insieme agli Usa; in reazione, l\u2019Iran potrebbe minare lo Stretto di Hormuz (dove passa buona parte del trasporto marino di petrolio mondiale), sostenere azioni contro Israele da parte del suo alleato libanese Hezbollah, o attaccarlo direttamente.<\/p>\n<p>La peggiore notizia del 2014 potrebbe quindi essere la prossima.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli ultimi mesi sono stati avari di buone notizie dal fronte internazionale. 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