{"id":28120,"date":"2014-09-23T00:00:00","date_gmt":"2014-09-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/purche-non-sia-una-vittoria-evanescente\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:55","slug":"purche-non-sia-una-vittoria-evanescente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/09\/purche-non-sia-una-vittoria-evanescente\/","title":{"rendered":"Purch\u00e9 non sia una vittoria evanescente"},"content":{"rendered":"<p>Barack Obama ha affermato che l\u2019obiettivo \u00e8 quello di indebolire ed infine distruggere l\u2019IS (lo pseudo-califfato creatosi su territori siriani ed iracheni). <\/p>\n<p>Si tratta a questo punto di capire se, per ottenere una tale vittoria, saremo obbligati ad uccidere tutti i militanti jihadisti dell\u2019IS (stimati ad oltre 30mila unit\u00e0) oppure se esistano altre strade pi\u00f9 facili, economiche e legalmente accettabili. Non \u00e8 evidente.<\/p>\n<p><b>Chi fa parte dell\u2019IS<\/b><br \/>L\u2019IS non \u00e8 uno stato vero e proprio, ma raccoglie sotto lo stesso tetto una congerie diversa di combattenti, ognuno con le sue motivazioni e i suoi obiettivi, che condividono forse solo l\u2019odio nei nostri confronti: ricchi sceicchi del Golfo, forze tribali sunnite in lotta contro la repressione di Baghdad o di Damasco, giovani musulmani occidentali in preda ai loro demoni personali, miliziani jihadisti di ogni nazionalit\u00e0, spesso veterani di altre guerre, ed ex \u201cbaathisti\u201d e militari iracheni alla riconquista del potere perduto.<\/p>\n<p>Hanno una loro capitale di fatto, a Raqqah, in Siria, strappata alla minoranza curda che vi risiedeva, ma i territori e le infrastrutture, compresi i pozzi di petrolio, che attualmente controllano, restano legalmente parte degli stati preesistenti, la Siria e l\u2019Iraq, che ne rivendicano la sovranit\u00e0: il che rende pi\u00f9 problematico attaccarli.<\/p>\n<p>\u00c8 alto il rischio che la sconfitta di alcuni non sia percepita come una sconfitta di tutti, replicando su scala mediorientale gli psicodrammi che segnarono la fine della I Guerra mondiale in Europa, preparando il terreno per il suo drammatico seguito.<\/p>\n<p>L\u2019esercito tedesco accolto dalla Repubblica di Weimar come \u201cnon sconfitto\u201d, e quindi legittimato a rifiutare le \u201cumiliazioni\u201d di Versailles. La \u201cvittoria tradita\u201d degli italiani.<\/p>\n<p>Il grottesco balletto tardo-coloniale sulle spoglie dell\u2019Impero Ottomano, che ci ha lasciato in eredit\u00e0 le crisi balcaniche e buona parte di quelle mediorientali di questi anni. Non sarebbe saggio lasciare simili aperture ai terroristi jihadisti.<\/p>\n<p><b>Come muoversi contro l\u2019IS<\/b><br \/>Attaccare i combattenti, in particolare con le nuove armi di precisione, \u00e8 facile, quando essi sono visibili, come formazioni di blindati o altri automezzi, concentrazioni di truppe, strutture logistiche, eccetera, ma diventa pi\u00f9 problematico quando ad essere visibili sono solo le infrastrutture civili \u201crubate\u201d ai due stati nominalmente sovrani. <\/p>\n<p>E soprattutto quando, secondo i principi della guerra \u201cibrida\u201d che essi stanno conducendo, i combattenti ripiegano e si nascondono tra la popolazione: fino a che punto possiamo o ci vogliamo spingere?<\/p>\n<p>N\u00e9 sarebbe saggio affidare il \u201clavoro sporco\u201d, quello sul terreno e tra la popolazione , ai possibili \u201calleati\u201d locali, anch\u2019essi in possesso di loro obiettivi, niente affatto coerenti con i nostri. Vogliamo forse appoggiare l\u2019offensiva di truppe regolari e irregolari sciite contro i combattenti, ma anche le popolazioni sunnite? <\/p>\n<p>Affidarsi all\u2019Iran, alle truppe sciite irachene, ai curdi e magari anche all\u2019esercito rimasto fedele a Bashar el-Assad significherebbe che, con il nostro appoggio e consenso implicito, essi condurrebbero selvagge operazioni di pulizia etnico-religiosa e costringerebbero intere popolazioni a massicci esodi, non dissimili da quelli voluti dall\u2019IS. <\/p>\n<p>Per tale strada il Medio Oriente potrebbe realmente divenire l\u2019inizio di una guerra estesa a tutto il mondo islamico ed oltre, senza pi\u00f9 confini regionali o continentali.<\/p>\n<p>In passato, quando doveva risolvere una crisi analoga (e nel solo Medio Oriente ce ne sono state molte, nel corso dei secoli), l\u2019autorit\u00e0 imperiale e religiosa, sconfitti i ribelli militarmente, li spingeva fuori dalle grandi citt\u00e0 e dalle aree pi\u00f9 produttive, verso montagne pi\u00f9 o meno isolate, oasi lontane o altri luoghi di difficile accessibilit\u00e0, dove potevano continuare le loro pratiche eretiche senza pi\u00f9 essere una minaccia politica, anzi, diventando persino, nel tempo, una possibile risorsa, una minoranza isolata su cui si poteva contare per combatterne altre. <\/p>\n<p>Ma l\u2019era di Internet e delle comunicazioni globali non consente pi\u00f9 questa comoda e relativamente umana soluzione. La distruzione, se inevitabile, deve essere completa.<\/p>\n<p>Esistono alternative? Forse, ma richiedono importanti aggiustamenti politici, oltre che militari. David Cameron ha dato voce all\u2019indignazione diffusa nel mondo occidentale dopo la diffusione dei filmati sull\u2019assassinio degli ostaggi, affermando che quei \u201ccombattenti\u201d debbono essere trattati come criminali, in particolare gli espatriati, da gettare in prigione, buttando via la chiave.<\/p>\n<p>Ma (a parte lo spettro di nuove Guantanamo) non \u00e8 la politica de seguire. Lo ha notato subito l\u2019ex capo dell\u2019anti-terrorismo britannico, Richard Barrett, ricordando come eventuali pentiti o anche solo dissociati siano una fonte importantissima di informazioni, tanto pi\u00f9 utili in quanto scarse.<\/p>\n<p><b>Ci sono \u201cpentiti\u201d nell\u2019IS?<\/b><br \/>Ma c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9. Il messaggio di morte e di terrore lanciato dall\u2019IS non \u00e8 diretto solo contro i suoi avversari, ma al suo interno, per impedire ogni defezione o ripensamento. <\/p>\n<p>Analisi condotte sulla base delle poche informazioni disponibili suggeriscono che circa un quarto dei combattenti espatriati vorrebbe trovare il modo di tornare, e abbandonare una lotta rivelatasi molto diversa dai sogni iniziali, ma non trova modo di farlo, anche a causa nostra. E invece il crescere del numero dei pentiti e dei dissociati potrebbe infliggere una ferita mortale al fascino militante dell\u2019IS.<\/p>\n<p>La battaglia va condotta a livelli molteplici. Quello militare deve puntare a distruggere le capacit\u00e0 delle forze di manovra e ridurre o paralizzare le capacit\u00e0 estrattive e di trasporto e contrabbando degli idrocarburi, da cui l\u2019IS trae il grosso dei suoi finanziamenti. <\/p>\n<p>Quello politico deve scardinare l\u2019alleanza dei terroristi con le trib\u00f9 e le popolazioni locali, offrendo ai sunniti strade pi\u00f9 sicure e remunerative di riscatto e ripresa e modificando il quadro politico-istituzionale in Iraq e Siria. <\/p>\n<p>Quello religioso, rivolto essenzialmente alle reclute arabe dei jiahdisti, sulla base di esperienze gi\u00e0 in atto in molti paesi, tra cui l\u2019Arabia Saudita e il Pakistan, deve proporre una lettura alternativa e pi\u00f9 corretta delle sacre scritture e dei loro comandamenti. <\/p>\n<p>Ma infine quello identitario, che interessa particolarmente i nostri paesi e i nostri terroristi, deve reindirizzare questa particolare \u201cfan-culture\u201d che ha spinto tanti giovanissimi ad identificarsi con questa realt\u00e0 vista come aperta, egualitaria, fraterna, eccitante, persino gloriosa e \u201ccool\u201d! <\/p>\n<p>Un\u2019immagine che, con i meccanismi propri del \u201cdigital fandom\u201d \u00e8 stata creata almeno in parti eguali dal messaggio iniziale e da come esso \u00e8 stato riscritto, interpretato e modificato dai suoi utenti, secondo i loro sogni e i loro bisogni. Il pentito e il dissociato riportano brutalmente la realt\u00e0 all\u2019interno del gioco e, se ben utilizzati, possono rompere il giocattolo.<\/p>\n<p>E come nella parabola del figliuol prodigo, non sar\u00e0 per festeggiare il figlio ritrovato che verr\u00e0 ucciso il vitello grasso, anche se questo sar\u00e0 il messaggio pubblico, ma per rendere evidente e indiscutibile il trionfo del padre.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Barack Obama ha affermato che l\u2019obiettivo \u00e8 quello di indebolire ed infine distruggere l\u2019IS (lo pseudo-califfato creatosi su territori siriani ed iracheni). 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