{"id":28140,"date":"2014-09-23T00:00:00","date_gmt":"2014-09-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/kiev-e-mosca-verso-un-conflitto-congelato\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:56","slug":"kiev-e-mosca-verso-un-conflitto-congelato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/09\/kiev-e-mosca-verso-un-conflitto-congelato\/","title":{"rendered":"Kiev e Mosca verso un conflitto congelato"},"content":{"rendered":"<p>Il cessate il fuoco tra le forze governative di Kiev e quelle separatiste della regione del Donbass sostenute militaramente dalla Russia \u00e8 stato oggetto di un generale, anche se cauto, apprezzamento da parte dei dirigenti dalle grandi potenze implicate nel conflitto. <\/p>\n<p>L\u2019interesse a spegnere un focolaio di violenze che rischiava di aggravare ulteriormente il clima di tensione prevalente a livello internazionale ha avuto la meglio sulle considerazioni di parte. <\/p>\n<p>La rinuncia dell\u2019uso delle armi \u00e8 stata giudicata positivamente da parte occidentale, pur essendo evidente che la tregua era dovuta allo sconfinamento di forze russe in territorio ucraino. Forze in grado di riequilibrare l\u2019andamento del conflitto a favore dei separatisti, bloccando l\u2019azione di Kiev tesa a ristabilire con la forza il controllo sulla regione secessionista. <\/p>\n<p>La Russia conferma la sua superiorit\u00e0 rispetto all\u2019Occidente in un\u2019area di prossimit\u00e0 giudicata vitale per la sua sicurezza. Una posizione di vantaggio alla quale le potenze occidentali, in primo luogo la Nato, non sono state in grado di opporsi, considerati i rapporti di forza prevalenti sul territorio, mobilitando le risorse necessarie per una linea di resistenza adeguata.<\/p>\n<p><b>Repubbliche popolari del Donbass <\/b><br \/>Posto, anche se non scontato, che la tregua regga, si dovrebbe aprire la difficile fase delle trattative per arrivare a un patto fra le parti. Un accordo caldeggiato sia dalla Russia che dalle potenze occidentali che riguarda in primo luogo lo status delle neo costituite \u201crepubbliche popolari\u201d del Donbass rimaste sul piano del diritto internazionale sotto la giurisdizione di Kiev, ma di fatto sfuggite al suo controllo. <\/p>\n<p>Un punto di rilievo cruciale perch\u00e9 pone in discussione la configurazione istituzionale dello stato ucraino sotto il profilo dell\u2019integrit\u00e0 territoriale e della composizione multi etnica sanzionata all\u2019atto della sua indipendenza nel 1991.<\/p>\n<p>Tenuto conto del clima di ostilit\u00e0 alimentato da una campagna di propaganda politico ideologica esasperata da ambedue le parti &#8211; sia all\u2019interno dell\u2019Ucraina che fra Russia e potenze occidentali &#8211; si possono ipotizzare tre diversi esiti del processo negoziale. Le elenchiamo in ordine crescente di ipotetica probabilit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Dopo la Crimea: ancora secessione<\/b><br \/>Una prima opzione \u00e8 che le repubbliche del Donbass conseguono piena indipendenza, nella prospettiva di un eventuale, ma non scontata annessione alla Russia. Per scelta obbligata il governo di Kiev subisce un\u2019ulteriore amputazione. <\/p>\n<p>Il ridimensionamento della consistenza territoriale ucraina &#8211; dopo quella gi\u00e0 avvenuto in Crimea &#8211; potrebbe avere contraccolpi fortemente negativi in grado di influenzare le relazioni fra la Russia e le potenze occidentali. <\/p>\n<p>Si tratta di una soluzione radicale, ma allo stesso tempo chiarificatrice, che sancisce la divisione dell\u2019Ucraina in due entit\u00e0 distinte destinate a essere integrate, ciascuna in forme e tempi particolari, l\u2019una nel contesto russo e l\u2019altra in quello europeo occidentale.<\/p>\n<p><b>Ucraina unita <\/b><br \/>Il secondo scenario \u00e8 quello secondo il quale l\u2019unit\u00e0 del paese &#8211; Crimea a parte &#8211; viene confermata grazie a un accordo fra il governo di Kiev e i separatisti del Donbass sulla base di forti concessioni alle rivendicazioni di autonomia di questi ultimi. <\/p>\n<p>Dal punto di vista politico si tratta di una scelta molto avanzata sotto il profilo democratico nella definizione dei rapporti fra le comunit\u00e0 etniche, nazionale ucraina e russa, fondata sull\u2019adozione di una struttura federale che attribuisce ampie competenze all\u2019entit\u00e0 regionali in materia culturale, linguistica, economica, riducendo i poteri delle autorit\u00e0 centrali. <\/p>\n<p>Un riequilibrio dei poteri ispirato ai valori occidentali che costituisce il risultato pi\u00f9 significativo dell\u2019accordo e si accompagna a una politica di non allineamento sul piano internazionale condivisa e garantita dalle grandi potenze sostenitrici.<\/p>\n<p><b>Conflitto congelato<\/b><br \/>Vi \u00e8 poi un terzo scenario. Preso atto della contrapposizione fra gli schieramenti ucraini rivali, prevale la consapevolezza dello stallo politico militare venutasi a creare nel confronto fra le parti. Una condizione che costringe il governo di Kiev &#8211; in assenza di ogni ipotesi di accordo &#8211; ad accettare un compromesso di fatto lesivo delle propri ambizioni, rinunciando al recupero della regione del Donbass, a favore delle istanze di indipendenza dei separatisti. <\/p>\n<p>Una soluzione che si pu\u00f2 definire al ribasso, rivelatrice dell\u2019incapacit\u00e0 delle parti a mediare sui temi cruciali della convivenza inter-etnica e di una collocazione equidistante fra Russia e Occidente.<\/p>\n<p>Promossa allo scopo di evitare una cronicizzazione della lotta armata, questa scelta si iscrive in una prassi ricorrente dello spazio post-sovietico secondo la formula del \u201cconflitti congelati\u201d. Una formula transitoria e quindi precaria sul modello di quanto registrato in altri casi determinati dalle rivendicazioni secessioniste che hanno dato vita a delle entit\u00e0 proto-statuali pseudo indipendenti legate a Mosca non riconosciute sul piano internazionale quali Transnistria, Abchasia e Ossezia del sud.<\/p>\n<p>Questo ultimo scenario appare il pi\u00f9 probabile. La Russia non arretra nel sostenere le sue pretese di influenza sulla situazione ucraina, e pi\u00f9 in genere nello spazio post-sovietico,evitando i costi di un\u2019annessione e della presenza di una Ucraina unita a regime democratico. <\/p>\n<p>Mentre d\u2019altra parte Washington e Bruxelles sono in grado di confermare il proprio pieno sostegno politico economico anche se finora non strategico, garantendo a un\u2019Ucraina ridimensionata la prospettiva di un&#8217;eventuale adesione all\u2019Unione europea, lasciando aperta l\u2019opzione Nato.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cessate il fuoco tra le forze governative di Kiev e quelle separatiste della regione del Donbass sostenute militaramente dalla Russia \u00e8 stato oggetto di un generale, anche se cauto, apprezzamento da parte dei dirigenti dalle grandi potenze implicate nel conflitto. 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