{"id":28220,"date":"2014-10-02T00:00:00","date_gmt":"2014-10-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/rivitalizzare-il-credito-missione-impossibile-per-la-bce\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:53","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:53","slug":"rivitalizzare-il-credito-missione-impossibile-per-la-bce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/10\/rivitalizzare-il-credito-missione-impossibile-per-la-bce\/","title":{"rendered":"Rivitalizzare il credito, missione impossibile per la Bce?"},"content":{"rendered":"<p>Il portafoglio di misure non convenzionali che la Banca centrale europea (Bce) ha messo in campo in questi anni di crisi si \u00e8 ampliato durante l\u2019estate. A giugno, la Bce ha offerto alle banche mirate operazioni di rifinanziamento a lungo termine (Tltro).<\/p>\n<p>A settembre ha annunciato la sua intenzione di acquistare grandi (ancora non specificate) quantit\u00e0 di titoli garantiti emessi dal settore privato (Abs e Covered bond). <\/p>\n<p>L\u2019obiettivo di queste operazioni \u00e8 quello di migliorare le condizioni di finanziamento per gli investimenti, in particolare per le piccole e medie imprese (Pmi) e riattivare cos\u00ec il credito nella zona euro. <\/p>\n<p><b>Tltro, un inizio deludente<\/b><br \/>Il Tltro \u00e8 stato esplicitamente disegnato per aumentare il flusso di finanziamenti al settore privato provenienti dal settore bancario. Nell&#8217;ambito di questo strumento, infatti, le banche della zona euro zona sono state autorizzate nelle prime due operazioni Tltro del 2014 a richiedere un finanziamento pari a 7% dell&#8217;importo dei loro prestiti al settore privato non finanziario, esclusi i crediti verso famiglie, cos\u00ec come risultava dai bilanci delle banche al 30 aprile 2014.<\/p>\n<p>La potenziale fornitura di liquidit\u00e0 alle banche era stata stimata attorno ai 400 miliardi di euro per le prime due operazione. Tuttavia, dopo la prima operazione del 18 settembre, la Bce ha annunciato di aver assegnato solamente 82 miliardi di euro, una cifra molto al di sotto delle attese, il che ha generato molti dubbi sull\u2019effettiva efficacia di questo strumento. <\/p>\n<p>Nella progettazione del programma Tltro, la Bce ha osservato la recente esperienza della Banca d\u2019Inghilterra e al programma \u201cFunding for Lending\u201d lanciato nel luglio 2012 con l&#8217;obiettivo di spingere le banche ad aumentare i prestiti alle imprese grazie e crediti ottenuti dalla Banca centrale che finanziava un importo pari al 5% del totale dei crediti verso il settore non finanziario. <\/p>\n<p>Anche in questo caso il risultato \u00e8 stato al di sotto delle attese: le banche non hanno fatto pieno uso del programma e il take-up \u00e8 stato alquanto limitato.<\/p>\n<p>Per comprendere davvero quale possa essere il risultato del Tltro e il suo effetto sul credito dell\u2019area euro, questo \u201cfiasco\u201d deve essere analizzato pi\u00f9 in dettaglio.<\/p>\n<p><b>Restringimento degli standard creditizi<\/b><br \/>  Il Tlro \u00e8 espressamente progettato per affrontare la questione dei prestiti insufficienti nell\u2019euro zona, aggredendo il problema dal lato dell\u2019offerta di credito, cio\u00e8 riducendo i costi di finanziamento delle banche. <\/p>\n<p>Questo dovrebbe innescare cos\u00ec un circolo virtuoso di maggior credito a disposizione per l&#8217;economia. Si \u00e8 spesso sostenuto, soprattutto in Italia, che il problema principale che sta inibendo una ripresa nella periferia dell&#8217;area euro \u00e8 che le banche non stanno elargendo credito, soprattutto per le Pmi. <\/p>\n<p>Questo soprattutto perch\u00e9 nei paesi periferici della zona euro i costi di rifinanziamento delle banche sono stati troppo alti e perch\u00e9 il loro capitale era troppo basso. Tuttavia, entrambi gli argomenti non sono pi\u00f9 validi, dal momento che negli ultimi mesi la dispersione nei costi di rifinanziamento tra centro e periferia si \u00e8 ridotta e il capitale delle banche si \u00e8 notevolmente rafforzato. <\/p>\n<p>Questa visione \u00e8 confermata anche dai dati di un&#8217;inchiesta condotta dalla Bce tra le banche dell\u2019eurozona, il <i>Bank Lending Survey<\/i>. La figura sottostante mostra come sia in Italia sia in Spagna, per la prima volta dal secondo trimestre del 2007, le banche nel secondo trimestre del 2014 hanno registrato un allentamento netto dei criteri di concessione dei prestiti alle imprese. <\/p>\n<p>Dall\u2019analisi emerge come i principali fattori che influenzano la poca elargizione del credito non sono il costo di finanziamento per le banche o i loro vincoli di bilancio (che erano stati molto rilevanti nel 2011-2012), ma la percezione del rischio delle banche in termini di previsione dell\u2019evoluzione della situazione delle imprese e il rischio di incertezza macroeconomica del paese.<\/p>\n<p><i>Principali fattori che contribuiscono al restringimento\/allentamento degli standard creditizi, in Spagna (sx) e in Italia (dx)<\/i><\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/giovannini.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><b>Lezioni per la politica monetaria <\/b><br \/>Affrontare il problema della mancanza di credito nell\u2019euro zona attraverso operazioni che puntino a migliorare le condizioni di finanziamento delle banche potrebbe non portare agli obiettivi sperati. Il prestito \u00e8 infatti in calo nonostante i vincoli di approvvigionamento dal lato delle banche stiano scomparendo. Il problema presente \u00e8 quindi la domanda di credito che \u00e8 molto debole. <\/p>\n<p>Una questione aggravata anche dal fatto che in tempi di cambiamenti strutturali come quello attuale, il problema di asimmetria informativa tra le banche e debitori diventa pi\u00f9 acuto, portando banche a diffidare delle richieste di credito, data la difficolt\u00e0 a giudicare sotto condizioni in evoluzione. Un problema che non pu\u00f2 essere superato facilmente dalla politica monetaria, ma che potrebbe essere ridotto se altri strumenti di finanziamento diventassero maggiormente importanti nel finanziamento delle Pmi.<\/p>\n<p><font size=\"1\">Per una pi\u00f9 approfondita analisi della questione, si rimanda al <a href= \"http:\/\/www.ceps.eu\/book\/targeted-longer-term-refinancing-operations-tltros-will-they-revitalise-credit-euro-area\" target= \"blank\"><b><u> rapporto<\/u><\/b><\/a> di Daniel Gros, Cinzia Alcidi e Alessandro Giovannini commissionato dalla Commissione per i Problemi economici e monetari del Parlamento europeo.<\/font><\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il portafoglio di misure non convenzionali che la Banca centrale europea (Bce) ha messo in campo in questi anni di crisi si \u00e8 ampliato durante l\u2019estate. A giugno, la Bce ha offerto alle banche mirate operazioni di rifinanziamento a lungo termine (Tltro). 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