{"id":28300,"date":"2014-10-09T00:00:00","date_gmt":"2014-10-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-turchia-osserva-il-massacro-dei-curdi-di-kobane\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:50","slug":"la-turchia-osserva-il-massacro-dei-curdi-di-kobane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/10\/la-turchia-osserva-il-massacro-dei-curdi-di-kobane\/","title":{"rendered":"La Turchia osserva il massacro dei curdi di Kobane"},"content":{"rendered":"<p>Trattare con i curdi, diffidare dei curdi, aver bisogno dei curdi. E al tempo stesso sostenere i sunniti, ma diffidare, finalmente, dei sunniti estremisti, senza per\u00f2 favorire il regime di Bashar al-Asad sul cui abbattimento si continua a contare.<\/p>\n<p>I resti di quella che fu definita la politica neottomana della Turchia sono l\u00ec visibili a tutti, ma il presidente Recep Tayyip Erdo&#287;an e il suo primo ministro Ahmet Davutoglu non sanno apparentemente che pesci pigliare, paiono quasi ottemperare al famoso verso dantesco \u201cche pentere e volere insiem non puossi, per la contraddizion che nol consente\u201d. <\/p>\n<p>E di contraddizioni la politica estera turca ne annovera ormai molte, troppe forse. Dai tempi in cui Davutoglu, allora ministro degli Esteri, sosteneva con decisione il tema di \u201cnessun problema con vicini\u201d a quelli di oggi pare passato un secolo. Ma forse sono proprio le contraddizioni, le volont\u00e0 inespresse (o espresse solo in parte) che condizionano e riducono praticamente all\u2019immobilismo, almeno fino a ora, la Turchia.<\/p>\n<p><b>Erdo&#287;an ha bisogno dei curdi turchi<\/b><br \/>Da tempo Erdo&#287;an sta conducendo <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2280\" target= \"blank\"><b><u>trattative con i curdi<\/u><\/b><\/a> del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), per arrivare a una qualche forma di accordo e in queste trattative \u00e8 coinvolto in prima persona il leader del Pkk Abdullah \u00d6calan, rinchiuso nel carcere dell\u2019isola-fortezza di Imrali nel Mar di Marmara.<\/p>\n<p>Al contempo per\u00f2, le visite al prigioniero da parte soprattutto degli uomini del Mit, il servizio segreto turco, ma anche di avvocati e politici ormai non si contano.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che Erdo&#287;an ha bisogno dei curdi di Turchia. Ne ha bisogno per arrivare finalmente a una pacificazione, ma anche perch\u00e9 per il suo progetto di cambio della costituzione in senso gollista &#8211; o forse putiniano &#8211; gli servono i voti del partito dei curdi dal momento che n\u00e9 il vecchio partito di Ataturk n\u00e9 la destra dura che origin\u00f2 il fenomeno dei lupi grigi (do you remember Mehemet Al\u00ec Agca?) voteranno a favore della sua riforma costituzionale.<\/p>\n<p><b>Legami con i curdi iracheni<\/b><br \/>Erdo&#287;an ha stabilito legami anche con i curdi iracheni di Erbil, di fatto indipendenti, almeno fino a prima dello scoppiare del conflitto con l\u2019autoproclamatosi <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2827\" target= \"blank\"><b><u>stato islamico<\/u><\/b><\/a> (Is).<\/p>\n<p>A tenerli vicini \u00e8 una relazione che va dal petrolio alla richiesta di controllo dei guerriglieri del Pkk rifugiati in territorio curdo-iracheno. E poi c\u2019\u00e8 l\u2019opinione pubblica turca (quella non curda, quella non alevita, quella di destra, comunque una maggioranza anche se meno grande di quello che Erdo&#287;an afferma spesso) da tenere tranquilla.<\/p>\n<p>Insomma, la Turchia, da cui, non dimentichiamolo, sono passate migliaia di volontari che sono andati a ingrossare non solo le fila dell\u2019Is ma anche dei qaidisti tipo Al-Nusra, deve cercare di far quadrare un cerchio, cosa notoriamente impossibile in geometria e difficilissima in politica.<\/p>\n<p><b>Battaglia di Kobane<\/b><br \/>C\u2019\u00e8 poi il problema attuale dei curdi di Siria, i quali sono in gran parte aderenti all\u2019Unione democratica curda (Pyd), partito legatissimo al Pkk. I soldati turchi stanno l\u00ec, con le armi al piede, a osservare la disperata battaglia di Ayn al-Arab, in curdo Kobane, assalita dai militanti fondamentalisti. <\/p>\n<p>Per\u00f2 i militari della mezzaluna non stanno affatto fermi quando si tratta di bloccare i curdi che vogliono accorrere in aiuto dei loro fratelli a poche centinaia di metri al di l\u00e0 della frontiera e bloccano uomini, armi, viveri e medicinali.<\/p>\n<p>Il perch\u00e9 \u00e8 chiaro: Erdo&#287;an teme la sola idea di una zona autonoma curda in Siria in corrispondenza della frontiera turca, di una zona autonoma federata con il Pkk, con i combattenti dell&#8217;unit\u00e0 di difesa del popolo (Ypg), a far causa comune con quelli del Pkk e, in futuro, chiss\u00e0 a unirsi anche territorialmente con i peshmerga di Erbil e ormai anche di Kirkuk. <\/p>\n<p>\u00c8 davvero strano che i commentatori non abbiano colto che in tutto questo caos i curdi iracheni sono riusciti a riconquistare quella che loro giudicano la loro vera capitale con buona pace di Erbil e di Suleyimayiah, capitale oltretutto ricchissima di petrolio.<\/p>\n<p><b>Zona cuscinetto lungo la frontiera turco-siriana<\/b><br \/>In questa confusione, in queste opposte tensioni a dire il vero la Turchia un piano ce l\u2019ha e l\u2019ha esposto al leader del Pyd, Salih Muslim. Si tratta della richiesta che i curdi di Siria rinunciano a ogni idea di autonomia, che appoggino la coalizione (laica?) anti Asad e combattano al suo fianco contro il regime di Damasco fino alla cacciata del regime alawita. <\/p>\n<p>E, infine, che accettino la creazione di una zona-cuscinetto che corra lungo tutta la frontiera turco-siriana con l\u2019eccezione di Bab el-Awa e Yayladagi, che sono pi\u00f9 a ovest fuori dalla zona curda. Una zona cuscinetto che ufficialmente dovrebbe estendersi solo in territorio turco, ma che in realt\u00e0 dovrebbe sconfinare anche in Siria, cio\u00e8 in territorio curdo.<\/p>\n<p>In questo quadro si capisce benissimo perch\u00e9 i turchi assistano senza far nulla, anzi ostacolando chi vorrebbe fare, al massacro di Kobane e a prossimi futuri massacri di curdi, limitandosi ad accogliere le decine e decine di migliaia di profughi in fuga.<\/p>\n<p>In attesa dell\u2019arrivo della commissione Usa che dovr\u00e0 definire modi e mezzi (e magari tempi) dell\u2019<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2800\" target= \"blank\"><b><u>azione congiunta<\/u><\/b><\/a> di americani, inglesi, francesi, turchi, sauditi, giordani, iracheni, qatarioti, bahireniti, emiratini e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta.<\/p>\n<p>Intanto per\u00f2 i curdi di Turchia manifestano e muoiono sotto il fuoco della polizia turca. Una situazione questa che potrebbe portare non solo alla fine delle trattative con il Pkk, ma anche con i partiti politici curdi. Il che per Erdo&#287;an e i suoi fedeli potrebbe rappresentare un grave problema. <\/p>\n<p>Anche se forse l&#8217;opera di Macchiavelli non \u00e8 molto diffusa in lingua turca, qualcuno dovrebbe spiegare al presidente turco che l\u2019incertezza sulla via da seguire \u00e8 a volte peggio del seguire una via sbagliata. Il che potrebbe essere un insegnamento buono anche per un certo inquilino di una casa Bianca a Washington.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trattare con i curdi, diffidare dei curdi, aver bisogno dei curdi. E al tempo stesso sostenere i sunniti, ma diffidare, finalmente, dei sunniti estremisti, senza per\u00f2 favorire il regime di Bashar al-Asad sul cui abbattimento si continua a contare. 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