{"id":28320,"date":"2014-10-11T00:00:00","date_gmt":"2014-10-10T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-cina-non-teme-il-contagio-di-hong-kong\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:49","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:49","slug":"la-cina-non-teme-il-contagio-di-hong-kong","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/10\/la-cina-non-teme-il-contagio-di-hong-kong\/","title":{"rendered":"La Cina non teme il contagio di Hong Kong"},"content":{"rendered":"<p>La protesta ad Hong Kong \u00e8 lo sfogo di un malcontento cresciuto sin dal 1997 che la Cina conosce bene. Le motivazioni della protesta scoppiata nel distretto finanziario di Hong Kong sono montate soprattutto nell\u2019ultimo decennio. <\/p>\n<p>Almeno dal 2004, quando migliaia di cittadini erano scesi nelle piazze per richiedere il suffragio universale in vista delle elezioni dello <i>chief executive<\/i> del 2007, decisione esclusa ieri come oggi, dal governo centrale. <\/p>\n<p>La situazione \u00e8 precipitata a giugno con la pubblicazione del Libro Bianco contenente le vere linee guida di Pechino per la Regione amministrativa speciale di Honk Kong, Hksar, tra cui, \u201cil potere di controllo del governo centrale sull\u2019alto grado di autonomia accordato alla regione ad amministrazione speciale della Hksar\u201d.<\/p>\n<p>In vista delle elezioni del 2017 il malcontento sarebbe poi ulteriormente peggiorato,anche a causa della scelta decisiva di Pechino in merito ai candidati ammessi: solo 2 o 3 e ovviamente, \u201camanti della Cina\u201d.<\/p>\n<p><b>Da Hong Kong a Guanzhou<\/b><br \/>Pi\u00f9 democrazia e diritti, questa la questione alla base del forte contrasto tra Pechino ed i migliaia di manifestanti che hanno assediato le strade della ex-colonia britannica nell\u2019ultima settimana.<\/p>\n<p>Il <i>New York Times<\/i> riporta che l\u2019eco della protesta sarebbe giunto fino alla provincia cinese del Guangdong, Guanzhou, dove un gruppo di attivisti ha deciso di dimostrare solidariet\u00e0 tramite l\u2019iniziativa \u201cGoing Bald for Hong Kong\u201d, in seguito al \u201cla\u201d dato da Ou Biaofeng, attivista indipendente, che per solidariet\u00e0 decide di rasarsi i capelli. L\u2019iniziativa ha fatto il giro del &#8211; seppur controllato &#8211; web cinese, raccogliendo anche il consenso di alcune decine di attivisti.<\/p>\n<p> Censura e simpatizzanti esclusi, \u00e8 fondamentale sottolineare come le proteste del movimento di <i>Occupay Central<\/i> (OC), presentino per\u00f2 ben poca continuit\u00e0 con le centinaia di altre proteste (o \u201cincidenti di massa\u201d <i>q\u00fant&#464; sh\u00ecji\u00e0n<\/i>) che avrebbero interessato la Cina continentale di questi ultimi anni, dove questioni relative alle condizioni economiche e ancor pi\u00f9 sociali di migliaia di cinesi sembrerebbero influire molto di pi\u00f9 al fine della mobilitazione di massa.<\/p>\n<p>Inoltre, se da un lato gli abitanti della madrepatria difficilmente guarderebbero ai cittadini di Hong Kong con ammirazione, considerandoli almeno in parte, il frutto di quello sviluppo economico che tanti di loro non hanno mai conosciuto; dall\u2019altro, la protesta sembrerebbe aver raccolto la solidariet\u00e0 certa seppur quasi esclusiva, di quelle provincie, speciali o a <i>statuto conteso<\/i> che siano, che per questioni identitarie e\/o politiche da tempo sarebbero in combutta con il governo centrale.<\/p>\n<p>In primis, Taiwan. Ma Ying-Jeou, ex-sindaco di Taipei e attuale Presidente in carica, fa sapere che non solo Taiwan sostiene le proteste pro-democratiche di Hong Kong, ma che i valori promossi dagli attivisti del movimento Oc sono gli stessi alla base del Kuomintang, il Partito nazionalista cinese.<\/p>\n<p>Simpatia per il movimento di Hong Kong potrebbe forse arrivare, seppur in sordina, anche dallo Xinjiang &#8211; regione autonoma uigura &#8211; sulla scia del malcontento generato dalla decisione presa proprio a fine settembre a Urumqi di condannare all\u2019ergastolo Ilham Thoti, intellettuale e stimato professore all\u2019Universit\u00e0 delle minoranze di Pechino.<\/p>\n<p><b>Proteste nella Cina continentale<\/b><br \/>Le proteste di Oc scoppiano in un momento particolarmente delicato per i rapporti stato-societ\u00e0 in Cina. Solo qualche anno prima, nel 2008 e nel 2009, proteste notoriamente rumorose sconvolgevano altre due regioni autonome, Tibet e Xingjiang, attirando l\u2019attenzione della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p> E tuttavia, coloro che avrebbero visto nelle proteste di Hong Kong una qualsiasi forma di continuit\u00e0 con le proteste che (giornalmente) interessano centinaia di cinesi, cos\u00ec come quelle delle due regioni autonome, potrebbero rimanere delusi.<\/p>\n<p>Anche se dagli inizi degli anni 2000 in Cina c\u2019\u00e8 stato un chiaro aumento delle proteste popolari, queste non riguardano questioni affini a una maggiore richiesta di democrazia, trattandosi perlopi\u00f9 di questioni generate da un malcontento relativo alla trasformazione socio-economica in termini spesso peggiorativi delle classi pi\u00f9 povere, delle sempre pi\u00f9 problematiche questioni ambientali, o pi\u00f9 semplicemente, contro i funzionari corrotti a livello locale.<\/p>\n<p><b>Tranquillit\u00e0 per Pechino <\/b><br \/>Da Pechino per\u00f2, proprio in uno dei pochi editoriali dedicati alle proteste, quello del <i>Global Times<\/i>, fanno sapere che nonostante gli incidenti di massa rappresentino un problema serio in Cina, questi non costituiscono una sfida diretta per la stabilit\u00e0 della societ\u00e0 cinese.<\/p>\n<p>Il timore di contagio delle proteste nella Cina continentale resterebbe dunque altamentente infondato. Cos\u00ec come attribuirne l\u2019assenza <i>esclusivamente <\/i>alla censura degli organi governativi, offre un\u2019analisi limitata per poter comprendere la complessit\u00e0 della relazione stato-societ\u00e0 della Repubblica popolare cinese.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La protesta ad Hong Kong \u00e8 lo sfogo di un malcontento cresciuto sin dal 1997 che la Cina conosce bene. Le motivazioni della protesta scoppiata nel distretto finanziario di Hong Kong sono montate soprattutto nell\u2019ultimo decennio. 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