{"id":28350,"date":"2014-10-13T00:00:00","date_gmt":"2014-10-12T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/devolution-inglese-nessuna-promessa-da-marinaio\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:49","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:49","slug":"devolution-inglese-nessuna-promessa-da-marinaio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/10\/devolution-inglese-nessuna-promessa-da-marinaio\/","title":{"rendered":"Devolution inglese, nessuna promessa da marinaio"},"content":{"rendered":"<p>La corsa affannosa e ritardataria dei politici di Londra verso la Scozia ha contribuito al trionfo del fronte unionista. Il <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2806\" target= \"blank\"><b><u>Regno Unito non ha divorziato<\/u><\/b><\/a> anche grazie alle promesse di concessioni fiscali e di deleghe che Londra non aveva mai pensato di fare all\u2019inizio della campagna referendaria,  quasi due anni fa.<\/p>\n<p>Il fronte separatista ha alla fine raggiunto quasi tutti gli obiettivi che aveva individuato nella sua battaglia. Non ultimo, quello di aver convinto l\u2019intera nazione a partecipare al voto. Con un\u2019affluenza senza precedenti del 85%, nessuno ha potuto mettere in dubbio la legittimit\u00e0 del risultato, l\u2019utilit\u00e0 della consultazione e l\u2019urgenza delle questioni sollevate.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 continuano le petizioni organizzate dai giornali popolari scozzesi e le manifestazioni di strada. Tutte hanno l\u2019obiettivo di mantenere la pressione politica sui partiti locali e londinesi per onorare gli impegni di devolution espressi nella campagna referendaria.<\/p>\n<p><b>Commissione pubblica per mantenere i patti<\/b><br \/>All\u2019indomani del voto il premier David Cameron ha annunciato la formazione di una commissione pubblica per promuovere le azioni necessarie, mettendoci a capo il noto Lord scozzese Smith di Kelvin, tipico esponente dell\u2019<i>establishment <\/i>britannico, uomo di affari di successo che \u00e8 stato a capo di numerose istituzioni e progetti pubblici.<\/p>\n<p>La commissione, che si riunir\u00e0 il 14 ottobre, sar\u00e0 composta dai rappresentanti di tutti i principali partiti scozzesi ai quali si sommer\u00e0 qualche esperto. Smith ha ingranato bene, invitando l\u2019elettorato a partecipare ai lavori della sua commissione, e fornendo un indirizzo di posta elettronica per facilitare le comunicazioni.<\/p>\n<p>A fare da garante alla realizzazione delle promesse di <i>devolution <\/i>saranno il leader del partito liberale al governo, Nick Clegg, e il potente Ministro del tesoro, George Osborne, numero due nel governo di Westminster. Quest\u2019ultimo ha promesso di pubblicare entro fine ottobre un documento ufficiale con le indicazioni specifiche del governo. Una bozza di proposta legislativa dovrebbe essere pronta per la fine del gennaio 2015.<\/p>\n<p><b>Welfare inglese sotto esame<\/b><br \/>Anche se il governo di Westminster ha evitato fino all\u2019ultimo di specificare con precisione quali poteri sarebbe disposto a cedere a Edimburgo, \u00e8 chiaro che gli scozzesi vogliono ottenere qualcosa soprattutto nel campo delle politiche fiscali e di welfare.<\/p>\n<p>Il Partito nazionale scozzese (Snp), grande protagonista della battagli per il \u2018s\u00ec\u2019, chiede \u2018una Scozia pi\u00f9 giusta, meno disuguale, pi\u00f9 severa con le fonti della disuguaglianza\u2019. In una nazione con ben noti, radicati, problemi di malessere sociale, disoccupazione e salute precaria, non c\u2019\u00e8 da stupirsi se il <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2576\" target= \"blank\"><b><u>sistema di welfare<\/u><\/b><\/a> \u00e8 una priorit\u00e0. <\/p>\n<p>Non a caso le due zone dove questi problemi sono particolarmente sentiti &#8211; Glasgow e Dundee &#8211; sono le uniche dove il voto per il \u2018s\u00ec\u2019 \u00e8 stato maggioritario. Viene osteggiata ogni forma di privatizzazione o commercializzazione dei servizi sanitari, una tendenza sempre pi\u00f9 marcata in Inghilterra, dove il controllo del governo in questo settore \u00e8 diretto.<\/p>\n<p><b>Riforma costituzionale <\/b><br \/>Non mancano comunque quelli che si oppongono a tutta questa attenzione dedicata agli scozzesi. Diversi deputati ed opinionisti inglesi e gallesi obiettano l\u2019idea di trattamento di favore, chiedendo di far partire un simile progetto di <i>devolution<\/i> anche nelle loro contee. <\/p>\n<p>Si chiedono quale sar\u00e0 il ruolo dei 59 deputati scozzesi &#8211; di cui uno solo Tory attualmente &#8211; che continueranno a sedersi nel Parlamento di Westminster. Potranno continuare a votare sui provvedimenti legislativi che riguardano solo l\u2019Inghilterra, mentre gli altri non possono votare sulle leggi della Scozia? Come colmare le lacune nella costituzione del Regno &#8211; un mescolanza spesso contradditoria di elementi scritti e non scritti ereditata dalla storia &#8211; per formalizzare e regolare questa nuova situazione?<\/p>\n<p>Il leader laburista Ed Miliband ha proposto la convocazione di un\u2019assemblea costituente qualora il suo partito vincesse le prossime elezioni generali previste per  la primavera 2015. Quello che sembra ceto \u00e8 che sembra esclusa qualsiasi forma di federalismo, se non altro perch\u00e9 un membro dell\u2019eventuale federazione rappresenterebbe l\u201984% della popolazione totale. <\/p>\n<p>Lo scenario politico inglese \u00e8 insolitamente movimentato, costretto suo malgrado a muoversi su terreni non familiari, quelli della modernizzazione della pi\u00f9 vecchia democrazia parlamentare del mondo. Fino al momento del referendum scozzese per\u00f2, ogni proposta di riforma costituzionale \u00e8 stata bocciata anche a causa di un forte astensionismo. <\/p>\n<p>Il referendum scozzese ha per\u00f2 costretto la classe politica a muoversi con determinazione in un nuovo quadro. Basteranno le sue ben noti doti di pragmatismo e spregiudicatezza a neutralizzare lo spettro della dissoluzione del Regno Unito sorto dai territori a nord del <i>vallum <\/i>di Adriano ?<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La corsa affannosa e ritardataria dei politici di Londra verso la Scozia ha contribuito al trionfo del fronte unionista. Il Regno Unito non ha divorziato anche grazie alle promesse di concessioni fiscali e di deleghe che Londra non aveva mai pensato di fare all\u2019inizio della campagna referendaria, quasi due anni fa. 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