{"id":28390,"date":"2014-10-16T00:00:00","date_gmt":"2014-10-15T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/allasem-lue-cerca-un-ruolo-nel-grande-gioco-asiatico\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:47","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:47","slug":"allasem-lue-cerca-un-ruolo-nel-grande-gioco-asiatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/10\/allasem-lue-cerca-un-ruolo-nel-grande-gioco-asiatico\/","title":{"rendered":"All\u2019Asem l\u2019Ue cerca un ruolo nel grande gioco asiatico"},"content":{"rendered":"<p>Il decimo summit dell\u2019Asia-Europe meeting (Asem), in programma a Milano il 16-17 ottobre \u00e8 un\u2019occasione per riflettere sui traguardi raggiunti, e le sfide future, che attendono questo forum di discussione inter-regionale unico nel suo genere.<\/p>\n<p>Il suo maggior successo sta nell\u2019essere riuscito, nel corso degli anni, a restare il solo forum di dialogo tra Europa e Asia veramente rilevante, a tal punto che molti altri paesi non appartenenti al gruppo originario vi hanno voluto via via aderire. <\/p>\n<p>Oggi per\u00f2, la crescita esponenziale dei suoi membri \u00e8 il suo limite maggiore. Per uscire da questa impasse sarebbe opportuno ritornare allo spirito delle origini, attraverso un rinnovato partenariato tra Unione europea (Ue), e Asean+3 (Cina, Giappone e Corea del Sud).<\/p>\n<p><b>Asem contraltare all\u2019Apec<\/b><br \/>L\u2019Asem mette insieme, da una parte, i 28 paesi membri della Ue, due paesi associati quali la Svizzera e la Norvegia e la Commissione europea. <\/p>\n<p>Dall\u2019altra, ci sono venti paesi asiatici: i dieci membri dell\u2019Associazione delle nazioni del Sud est asiatico, Asean, &#8211; pi\u00f9 il Segretariato Asean &#8211; e poi Cina, Giappone, Corea del Sud (per l\u2019Asia nord-orientale), India, Pakistan e Bangladesh (per l\u2019Asia meridionale), Australia, Nuova Zelanda e Russia. Per un totale di 51 membri &#8211; e la prospettiva di accoglierne dei nuovi. <\/p>\n<p>Questo numeroso consesso rappresenta circa il 60% della popolazione mondiale, la met\u00e0 della ricchezza globale, e due terzi del commercio internazionale. Eppure \u00e8 proprio questo che ne limita la sua azione. <\/p>\n<p>Troppi sono infatti i paesi membri e troppe le diversit\u00e0 perch\u00e9 l\u2019Asem possa esercitare in maniera efficace quel ruolo di promozione del dialogo e degli scambi tra Europa e Asia che lo ha fatto nascere.<\/p>\n<p>La creazione dell\u2019Asem nel 1996 rappresent\u00f2 una novit\u00e0 nello scacchiere internazionale, istituzionalizzando per la prima volta dal secondo dopoguerra un canale di dialogo diretto tra i leader delle due parti, con la non celata intenzione, da parte europea, di far da contraltare all\u2019Apec, l\u2019<i>Asia-Pacific economic cooperation <\/i>di ispirazione americana, e da parte asiatica, ridurre la predominanza delle relazioni transatlantiche sull\u2019economia globale. <\/p>\n<p>Al primo summit dell\u2019Asem a Bangkok parteciparono in 26: per la parte europea, gli allora 15 paesi membri della Ue pi\u00f9 la Commissione europea. Da parte asiatica, gli allora sette paesi membri dell\u2019Asean pi\u00f9 Cina, Giappone e Corea del Sud &#8211; il cosiddetto Asean+3. <\/p>\n<p>Questo gruppo, nato a margine del primo incontro Asem &#8211; e apertamente osteggiato dalle varie amministrazioni Usa, che vi vedevano in esso un tentativo di limitare l\u2019influenza di Washington &#8211; \u00e8 divenuto da allora il punto focale del processo di integrazione in Asia. <\/p>\n<p><b>Contributo italiano nell\u2019Asem<\/b><br \/>Attraverso l\u2019Asem, la Ue ha cos\u00ec giocato sia la carta geopolitica &#8211; attraverso la creazione di un forum alternativo all\u2019Apec &#8211; che la carta dei principi &#8211; appoggiando l\u2019Asean+3 e, pi\u00f9 in generale, le iniziative asiatiche verso una maggiore integrazione. <\/p>\n<p>Ma mentre il mondo \u00e8 profondamente cambiato dal 1996, non lo \u00e8 l\u2019Asem che si \u00e8 allargato, senza mai per\u00f2 ripensarsi veramente. Con 51 membri, che vanno dall\u2019Australia alla Russia passando per il Bangladesh, che futuro pu\u00f2 avere l\u2019Asem? E quale potrebbe essere il contributo dell\u2019Italia? <\/p>\n<p>Sarebbe nell\u2019interesse di lungo termine della Ue quello di promuovere, all\u2019interno dell\u2019Asem, una discussione in vista di un accordo di libero scambio con il gruppo dell\u2019Asean+3 (all\u2019origine, lo ricordiamo, dell\u2019Asem stesso). <\/p>\n<p>Questo avrebbe un duplice risultato, sia economico che geopolitico. Da una parte, metterebbe insieme la serie di accordi che l\u2019Ue ha gi\u00e0 siglato (l\u2019accordo di libero scambio con la Corea del Sud e Singapore), che ha in essere (Vietnam, Giappone) e quelli sui quali c\u2019\u00e8 un\u2019intenzione di massima (Asean, Cina). <\/p>\n<p>Allo stesso tempo, lancerebbe un messaggio politico di grande importanza verso l\u2019Asia, incluso un appoggio pieno ai tentativi di integrazione regionale.<\/p>\n<p><b>Nuovo partenariato Ue-Asean+3<\/b><br \/>Con una tale proposta, l\u2019Ue eviterebbe di venire esclusa dalle dinamiche in atto in questa parte del mondo, visto anche che l\u2019Unione \u00e8 il secondo partner commerciale dell\u2019Asia, subito dopo la Cina, ma prima degli Stati Uniti. <\/p>\n<p>Questi ultimi &#8211; attraverso la cosiddetta <i>Trans Pacific Partnership<\/i> &#8211; mirano a creare un\u2019area di libero scambio con alcuni paesi dell\u2019Asia che tenderebbe a escludere alcune economie, quali la Cina. Ci\u00f2 minerebbe in profondit\u00e0 gli sforzi verso una maggiore integrazione regionale. Inclusi quelli &#8211; seppur difficili, ma degni di essere perseguiti &#8211; tra Pechino, Seoul e Tokyo. <\/p>\n<p>Un eventuale accordo di libero scambio tra le tre grandi economie dell\u2019Asia nord-orientale avrebbe importanti ricadute sulla sicurezza regionale. E ci\u00f2 non \u00e8 marginale in quest\u2019area del mondo attraversata da forti nazionalismi. <\/p>\n<p>Il governo italiano si trova in una situazione di forza in questo momento. La nomina del nostro Ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ad Alto rappresentante dell\u2019Unione per la politica estera lo testimonia. <\/p>\n<p>Potrebbe essere il lancio di un nuovo partenariato tra Ue e Asean+3 l\u2019occasione per la politica estera italiana &#8211; ed europea &#8211; di inserire stabilmente l\u2019Ue nel grande gioco asiatico raccogliendone i frutti sia economici sia politici? <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il decimo summit dell\u2019Asia-Europe meeting (Asem), in programma a Milano il 16-17 ottobre \u00e8 un\u2019occasione per riflettere sui traguardi raggiunti, e le sfide future, che attendono questo forum di discussione inter-regionale unico nel suo genere. 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