{"id":28410,"date":"2014-10-17T00:00:00","date_gmt":"2014-10-16T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/conti-in-bilico-aspettando-godot\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:47","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:47","slug":"conti-in-bilico-aspettando-godot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/10\/conti-in-bilico-aspettando-godot\/","title":{"rendered":"Conti in bilico aspettando Godot"},"content":{"rendered":"<p>Questa volta, Godot arriver\u00e0. Ma bisogner\u00e0 attendere la primavera, o quasi, perch\u00e9 il personaggio uscito dalla fantasia di \u2018Becket\u2019 Juncker compaia sulla scena dell\u2019Unione: in carne ed ossa, anzi files e documenti, perch\u00e9 questa \u00e8 la vera natura del piano da 300 miliardi d\u2019investimenti che tutti aspettano e che nessuno ha finora visto.<\/p>\n<p>Del \u2018piano Juncker\u2019, \u00e8 stato il falco designato della nuova Commissione, l\u2019ex premier finlandese Jyrki Katainen, a fornire finora pi\u00f9 elementi, rispondendo alle domande del Parlamento europeo: &#8220;Voglio presentare il pacchetto lavoro, crescita, investimenti entro 3 mesi dall\u2019inizio del mandato&#8221;, il 1\u00b0 novembre, se non ci saranno ritardi per la bocciatura dell\u2019ex premier slovena Alenka Bratu\u0161ek.<\/p>\n<p>\u2018Piano da 300\u2019 a parte, il nuovo Esecutivo non sar\u00e0 certo tutto \u2018rose e fiori\u2019, sul crinale tra stabilit\u00e0 e flessibilit\u00e0. Katainen in Parlamento \u00e8 stato chiaro: dare slancio agli investimenti, ma senza aumentare il debito; e non lasciare che \u201ci problemi di 2 o 3 Paesi\u201d condizionino l\u2019Eurozona &#8211; c\u2019\u00e8 chi si sente fischiare le orecchie?<\/p>\n<p>In Italia, il premier Renzi dice d\u2019aspettarsi che i vertici delle Istituzioni comunitarie \u201cinterpretino\u201d la nuova fase della \u2018sua\u2019 Italia. Ma il primo esame della Legge di Stabilit\u00e0 trasmessa a Bruxelles la sera del 15 ottobre dal Consiglio dei Ministri toccher\u00e0 all\u2019attuale Commissione, la Barroso 2, che ha tempo fino al 29 ottobre per presentare le proprie osservazioni.<\/p>\n<p><b>Il \u2018piano Juncker\u2019, soldi da spendere bene<\/b><br \/>Per Katainen, vice-presidente per lavoro, crescita, investimenti e competitivit\u00e0, il \u2018piano Juncker\u2019 \u00e8 la prima priorit\u00e0: vuole &#8220;mobilitare tutti gli strumenti a livello europeo e nazionale e migliorare l\u2019uso dei fondi del bilancio Ue, massimizzare il ruolo della Bei e delle banche pubbliche nazionali d\u2019investimenti e fare in modo che il consolidamento sostenga gli investimenti&#8221;. Fin qui, pi\u00f9 parole che cifre.<\/p>\n<p>&#8220;A livello nazionale &#8211; prosegue Katainen -, bisogna migliorare la qualit\u00e0 della spesa pubblica&#8221;. E il ruolo dei bilanci nazionali negli investimenti sar\u00e0 subordinato al rispetto del Patto di Stabilit\u00e0, aprendo, per\u00f2, a un \u201cmiglior uso della flessibilit\u00e0\u201d. <\/p>\n<p>Il vice-presidente intende assicurarsi che l&#8217;opera di riforma dei Paesi sia finalizzata a rimuovere gli ostacoli per gli investimenti e, a tal fine, vuole &#8220;rafforzare ancora di pi\u00f9 la governance economica, per aumentare l&#8217;impegno e la responsabilit\u00e0 degli stati nell\u2019attuare le riforme&#8221;.<\/p>\n<p>Questa la visione dell\u2019ex premier finlandese, cui Juncker lascia, in questa fase, molto spazio. Ma Katainen dovr\u00e0 lavorare a stretto contatto con gli altri commissari che si occupano di economia, specie il responsabile degli affari economici Pierre Moscovici, un francese, l\u2019uomo della crescita. Lo schema suscita dubbi, ma il vice-presidente li smorza, descrivendosi come &#8220;team-leader, costruttore di ponti, coordinatore&#8221;.<\/p>\n<p>Il Parlamento di Strasburgo intende vigilare perch\u00e9 il \u2018piano Juncker\u2019 sia \u201creale e non una finzione&#8221; &#8211; soldi, non parole &#8211; e perch\u00e9 &#8220;si usi a pieno la flessibilit\u00e0 presente nelle regole, i Paesi in recessione devono poter beneficiare di un tempo pi\u00f9 lungo per raggiungere gli obiettivi&#8221; di consolidamento del bilancio. Gianni Pittella, capogruppo S&#038;D, invita Katainen a \u201csmetterla di fare il falco\u201d.<\/p>\n<p><b>La \u2018stagione di mezzo\u2019 tra una Commissione e l\u2019altra<\/b><br \/>Per l\u2019Unione europea, questa \u00e8 una \u2018stagione di mezzo\u2019: la Commissione Barroso fa i suoi addii, cercando di lasciare buoni ricordi; e la Commissione Juncker deve ancora entrare in funzione, ma gi\u00e0 agita il bastone e la carota. <\/p>\n<p>Nel vuoto di potere del passaggio delle consegne a Bruxelles, Renzi tira fuori riforme come fossero ciliegie e la Merkel non ha paura di vedersi crescere un naso da Pinocchio, dicendosi sicura che l\u2019Italia e la Francia rispetteranno gli impegni europei.<\/p>\n<p>Il tutto in un clima di reciproci salamelecchi. Per cui i leader dell\u2019Ue salutano positivamente il \u2018Jobs Act\u2019, pur senza conoscerne il contenuto e la portata, e Barroso si dice sicuro che l\u2019Italia d\u2019ora in poi spender\u00e0 bene i fondi europei, che ha sempre usato poco e male.<\/p>\n<p>Galvanizzato, il premier sposta subito l\u2019attenzione su un\u2019altra riforma, quella fiscale, senza fare caso a che nessuna di quelle finora impostate &#8211; legge elettorale, Senato, Province, P.A., lavoro &#8211; \u00e8 stata portata a compimento: \u201cSe faremo le scelte giuste &#8211; dice-, tra vent\u2019anni saremo un Paese leader\u201d. Viene il dubbio che i mille giorni stiano per diventare, nella narrativa renziana, un Ventennio.<\/p>\n<p><b>Il \u2018tira e molla\u2019 sulla Legge di Stabilit\u00e0<\/b><br \/>Intanto, sulla Legge di Stabilit\u00e0, l\u2019Italia si prepara a vivere il consueto \u2018tira e molla\u2019 con le autorit\u00e0 di Bruxelles. Il ministro Pier Carlo Padoan afferma con sicurezza: l\u2019Ue non boccer\u00e0 l\u2019Italia, perch\u00e9 \u201cabbiamo i numeri giusti e siamo tra i pochi che stanno sotto la soglia del deficit del 3%\u201d.<\/p>\n<p>Tra promesse ostentate, preoccupazioni smorzate, tentazioni di compiacimento (per il \u2018Jobs Act\u2019), le prossime due settimane saranno cruciali. Se la Legge di Stabilit\u00e0 italiana risultasse in contrasto con le regole dell\u2019Ue, sarebbe certamente rispedita al mittente per modifiche parziali o sostanziali. E la Commissione potrebbe persino minacciare l\u2019apertura di una procedura d\u2019infrazione.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione delle autorit\u00e0 comunitarie si concentra su due aspetti: le coperture, aleatorie tra lotta all\u2019evasione e spending review; e i saldi della finanza pubblica, che portano il disavanzo al 2,9% (dal 2,2% previsto nel 2015) e rinviano il pareggio di bilancio al 2017. L\u2019impostazione potrebbe non piacere agli alfieri del rigore. E la valutazione europea s\u2019intreccia con l\u2019iter parlamentare, che rischia di peggiorare il provvedimento, almeno in ottica Ue.<\/p>\n<p>Gli elementi che paiono certi sono una manovra da 36 miliardi, con meno tasse per 18 miliardi, l\u2019allargamento del deficit, 15 miliardi dalla \u2018spending review\u2019, 3,8 dalla lotta all\u2019evasione. Renzi parla della riduzione delle tasse pi\u00f9 grande nella storia italiana. Padoan ammette che \u201c\u00e8 possibile che le Regioni alzino le tasse\u201d. Per i sindacati, la manovra non risponde all\u2019emergenza del Paese. Per gli imprenditori, invece, va nella direzione giusta.<\/p>\n<p><b>Grecia, borse, Fmi, il contesto economico<\/b><br \/>L\u2019Italia chiede l\u2019applicazione delle clausole di flessibilit\u00e0 previste in caso di congiuntura negativa. Ma la diffidenza degli eurocrati quando c\u2019\u00e8 di mezzo l\u2019Italia \u00e8 acuita dal contesto economico, bruscamente peggiorato: deterioramento della situazione in Grecia: gi\u00f9 le borse coi listini al minimo dal 2013 e su lo spread (risalito fino a 200 punti).<\/p>\n<p>Le agenzie di rating mollano randellate a destra e a manca, ma, per il momento, risparmiano l\u2019Italia. Che \u00e8 invece tartassata dalle previsioni economiche dell\u2019Fmi: Pil in calo dello 0,2% quest\u2019anno, unico grande Paese in recessione. L\u2019Italia resta vulnerabile &#8211; nota la Bce -, senza crescita n\u00e9 fiducia.<\/p>\n<p>L\u2019Istat sforna raffiche di cattive notizie: il Pil non cresce dal 2011, il potere d\u2019acquisto \u00e8 sceso dell\u20191,4%, la percezione di stagnazione si rafforza, la deflazione \u00e8 peggiore del previsto. Ma, aspettando Godot, noi chiediamo comprensione all\u2019Ue.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa volta, Godot arriver\u00e0. Ma bisogner\u00e0 attendere la primavera, o quasi, perch\u00e9 il personaggio uscito dalla fantasia di \u2018Becket\u2019 Juncker compaia sulla scena dell\u2019Unione: in carne ed ossa, anzi files e documenti, perch\u00e9 questa \u00e8 la vera natura del piano da 300 miliardi d\u2019investimenti che tutti aspettano e che nessuno ha finora visto. 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