{"id":28440,"date":"2014-10-20T00:00:00","date_gmt":"2014-10-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/chi-paga-i-costi-delle-sanzioni-alla-russia\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:46","slug":"chi-paga-i-costi-delle-sanzioni-alla-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/10\/chi-paga-i-costi-delle-sanzioni-alla-russia\/","title":{"rendered":"Chi paga i costi delle sanzioni alla Russia?"},"content":{"rendered":"<p>Le sanzioni imposte dall\u2019Unione europea (Ue) alla Russia segnano il punto pi\u00f9 basso dei rapporti dai tempi della Guerra fredda. Esiste un dibattito sui costi che queste sanzioni stanno causando all\u2019economia russa, ma si \u00e8 prestata meno attenzione ai costi che tale decisione ha comportato per i paesi europei. <\/p>\n<p>Al netto delle valutazioni politiche sull\u2019opportunit\u00e0 delle sanzioni \u00e8 interessante analizzare alcuni dati per capire quali sono gli stati membri dell\u2019Ue pi\u00f9 colpiti dalle sanzioni.<\/p>\n<p><b>Interdipendenza economica tra Ue e Russia <\/b><br \/>L\u2019interdipendenza tra le economie europee e russe \u00e8 molto alta. La Russia \u00e8 il terzo partner commerciale per l\u2019Ue, mentre l\u2019Unione \u00e8 il primo per Mosca. Il totale degli scambi commerciali di Russia e Ue ha superato di poco i 326 miliardi di euro nel 2013, un valore comparabile al prodotto interno lordo di Austria o Danimarca. <\/p>\n<p>L\u2019Ue ha importato beni e servizi per un valore di circa 206 miliardi di euro, dei quali circa 160 riguardano le importazioni di energia (petrolio e gas). Gli investimenti stranieri diretti sono anche un ottimo indicatore per valutare l\u2019interdipendenza fra Ue e Russia. <\/p>\n<p>Nel 2012, circa il 75% di tutti questi investimenti della Russia provenivano dai paesi dell\u2019Ue, mentre Mosca ha investito in Europa circa 8 miliardi solo nel 2013. <\/p>\n<p><b>I costi per i paesi europei<\/b><br \/>Si parla di molto dei paesi Ue che accusano il colpo delle sanzioni sulla Russia. Il carico non \u00e8 distribuito equamente fra i paesi membri dell\u2019Unione. Innanzitutto \u00e8 probabile che i paesi pi\u00f9 sensibili siano quelli che hanno pi\u00f9 da perdere, quindi quelli con il volume degli scambi commerciali pi\u00f9 alto, come la Germania (75 miliardi nel 2013), l\u2019Olanda (37 miliardi), l\u2019Italia (30 miliardi) e la Polonia (26 miliardi).<\/p>\n<p>I paesi che esportano maggiormente verso la Russia sono stati penalizzati da due fattori. Il primo \u00e8 il divieto di vendere beni \u201cdual use\u201d e le tecnologie utili per l\u2019esplorazione di nuovi giacimenti di petrolio e gas, quindi i fornitori europei di questi prodotti subiranno delle perdite. <\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 il deprezzamento del rublo che in pochi mesi \u00e8 calato del 20%, provocato dalla fuga di capitali dalla Russia e abbattendo quindi il potere d\u2019acquisto reale dei cittadini russi che, di conseguenza, compreranno di meno.<\/p>\n<p>Questi due fattori colpiscono<i> in primis <\/i>paesi come Germania, Italia e Francia, che esportano rispettivamente 36, 11 ed 8 miliardi di euro all\u2019anno, ma anche altri stati sono particolarmente esposti come l\u2019Austria, la Polonia, la Lituania e la Repubblica Ceca.<\/p>\n<p>In questa guerra delle sanzioni, Mosca ha deciso di vietare le importazioni di prodotti alimentari europei creando danni economici importanti. L\u2019Ue esporta circa il 10% della produzione alimentare verso la Russia, equivalente a circa 11 miliardi all\u2019anno.<\/p>\n<p>Le restrizioni russe non riguardano bevande e alcolici, quindi il volume di affari si riduce ulteriormente a circa 5 miliardi. Di questi, un miliardo riguarda solo la Lituania, mentre gli altri paesi maggiormente interessati sono Polonia, Finlandia, Grecia e Spagna. <\/p>\n<p>La Commissione europea ha adottato alcune misure tampone che dovrebbero sostenere i produttori di quei paesi pi\u00f9 colpiti.<\/p>\n<p><b>Ue, conseguenze positive delle sanzioni sulla Russia<\/b><br \/>La crisi con la Russia ha anche alcune conseguenze positive per le economie europee. Fra tutte, il calo del prezzo del petrolio, attribuito anche, ma non solo, ai rapporti tesi fra Occidente e Russia che favorisce i paesi importatori di greggio: Olanda (25 miliardi nel 2013), Germania (24 miliardi), Italia (17 miliardi) e Polonia (14miliardi). <\/p>\n<p>Un\u2019altra conseguenza positiva \u00e8 la nuova liquidit\u00e0 creata dall\u2019afflusso di capitali verso banche europee.<\/p>\n<p>L\u2019altro lato della medaglia del deprezzamento del rublo \u00e8 il rientro di capitali verso banche europee che hanno approfittato di un\u2019iniezione fresca di liquidit\u00e0. <\/p>\n<p>Si conosce poco della destinazione di queste risorse, ma la Banca Centrale russa ha registrato un aumento del 2% di depositi esteri rispetto allo scorso dicembre. Sappiamo che parte di questa liquidit\u00e0 si sta trasformando in depositi in dollari, ma \u00e8 plausibile pensare che ci sia una corsa anche verso l\u2019eurozona. <\/p>\n<p><b>Sanzioni, vincitori e vinti<\/b><br \/>Le sanzioni creano vincitori e perdenti, ma mentre si possono trarre conclusioni per singole aziende o scambi settoriali, fare valutazioni complessive a livello nazionale potrebbe essere prematuro. <\/p>\n<p>I paesi pi\u00f9 esposti verso la Russia stanno perdendo fette di export, mentre l\u2019afflusso di liquidit\u00e0 dalla Russia beneficia alcuni sistemi finanziari e i grandi importatori di energia traggono importanti vantaggi dal calo del prezzo del greggio.<\/p>\n<p>Tuttavia, i perdenti delle sanzioni si sono fatti sentire, specialmente da quei paesi che hanno pi\u00f9 export verso la Russia, come dimostrato dalle dimostrazioni del Veneto, della Camera di Commercio bavarese e del governo della Repubblica Ceca. Queste resistenze sono destinate ad aumentare nei prossimi mesi quando le sanzioni andranno a pieno regime.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le sanzioni imposte dall\u2019Unione europea (Ue) alla Russia segnano il punto pi\u00f9 basso dei rapporti dai tempi della Guerra fredda. Esiste un dibattito sui costi che queste sanzioni stanno causando all\u2019economia russa, ma si \u00e8 prestata meno attenzione ai costi che tale decisione ha comportato per i paesi europei. 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