{"id":28480,"date":"2014-10-23T00:00:00","date_gmt":"2014-10-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/un-ruolo-in-medio-oriente-per-la-mogherini\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:44","slug":"un-ruolo-in-medio-oriente-per-la-mogherini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/10\/un-ruolo-in-medio-oriente-per-la-mogherini\/","title":{"rendered":"Un ruolo in Medio Oriente per la Mogherini"},"content":{"rendered":"<p>Da tempo, vari decenni, l\u2019Ue \u00e8 alla ricerca di un modo per influenzare significativamente i rapporti israelo-palestinesi, senza grande successo. Potrebbe Federica Mogherini, nuovo responsabile della politica estera europea, riuscire a dare all\u2019Ue un ruolo pi\u00f9 centrale nel processo di pace?<\/p>\n<p>Per riuscire nell\u2019impresa, la Mogherini dovrebbe cominciare col prendere due iniziative: ripristinare il posto di inviato speciale europeo per la pace in Medio Oriente e rilanciare quegli incentivi alla pace tra Israele e i Palestinesi che erano stati individuati nel dicembre 2013.<\/p>\n<p><b>L\u2019inviato speciale<\/b><br \/>Catherine Ashton ha abolito il posto di inviato speciale europeo per la pace in Medio Oriente nel gennaio 2014. Era un posto esistente sin dal 1996, parte del processo di Oslo. Negli anni era stato ricoperto da Miguel Moratinos (1996-2002), Marc Otte (2003-2011) e Andreas Reinecke (2012-2013). Nessuno di loro aveva svolto un ruolo importante nel processo di pace, ma non \u00e8 stata questa la ragione per cui la Ashton decise di abolire questo ruolo.<\/p>\n<p>Era una decisione controversa, che in realt\u00e0 la Ashton aveva in agenda sin dal 2013, ma che era stata rinviata per l\u2019opposizione di alcuni paesi membri. Alla fine la Ashton riusc\u00ec comunque nel suo intento, che era quello di assumere un maggior controllo diretto sulla politica verso il Medio Oriente. Tuttavia, in questo modo, essa limit\u00f2 anche significativamente la capacit\u00e0 europea di essere presente ed attiva sul terreno.<\/p>\n<p>La mancanza di un tale inviato si \u00e8 fatta sentire durante l\u2019ultima guerra di Gaza. L\u2019intervento europeo si \u00e8 limitato ad alcune visite nella regione da parte di ministri degli esteri di singoli paesi europei e a successive dichiarazione incorporate nei comunicati finali dei Consigli dei ministri, senza che vi fosse nessuno all\u2019opera per cercare di tradurre quelle dichiarazioni in realt\u00e0 politica.<\/p>\n<p>La Mogherini dovrebbe quindi invertire la rotta, ristabilendo quel posto di inviato speciale. Ci\u00f2 accrescerebbe la visibilit\u00e0 e l\u2019efficacia della politica europea nella regione e semplificherebbe il compito successivo della nuova Lady Pesc, di promuovere una nuova iniziativa europea di pace, incentivandola, ad esempio, con la promessa di estendere ad Israele e al futuro stato palestinese la status di Partner Speciale Preferenziale nei confronti dell\u2019Ue, dopo la firma del Trattato di Pace.<\/p>\n<p><b>L\u2019offerta del partenariato<\/b><br \/>In tal modo, Israele e i palestinesi potrebbero profittare del pi\u00f9 stretto e migliore rapporto con l\u2019Ue possibile per un non-membro ed includere una quantit\u00e0 straordinaria di finanziamenti per lo sviluppo economico e per la sicurezza. L\u2019idea europea di stabilire un \u201cincentivo per la pace\u201d \u00e8 stata una delle pochissime novit\u00e0 discusse durante l\u2019ultimo round, fallito, dei negoziati di pace israelo-palestinesi.<\/p>\n<p>L\u2019Ue considera questa un\u2019occasione di importanza storica, anche se non \u00e8 ancora chiarissimo cosa in concreto tale accordo potrebbe comportare. Varie personalit\u00e0, tra cui il Presidente uscente della Commissione e gli ambasciatori di Francia e dell\u2019Ue in Israele, hanno pubblicamente sottolineato l\u2019importanza dell\u2019offerta fatta, cercando in pi\u00f9 modi di informare l\u2019opinione pubblica israeliana. <\/p>\n<p>Tuttavia questo incentivo non ha avuto l\u2019effetto sperato e ha lasciato gli israeliani largamente indifferenti. Il Governo israeliano ha evitato ogni reazione, mentre il Ministero degli Esteri ne ha sminuito l\u2019importanza. La maggioranza degli israeliani non sono neanche al corrente: un sondaggio condotto per l\u2019Istituto Mitvim lo scorso settembre ha appurato che solo il 14% degli intervistati ne aveva sentito parlare.<\/p>\n<p>Le reazioni ufficiali rispecchiano il punto di vista del governo israeliano che respinge la possibilit\u00e0 di stabilire un qualsivoglia collegamento tra progressi nel processo di pace da un lato e miglioramento dei rapporti di Israele con l\u2019Ue dall\u2019altro, ma il flop della proposta europea dipende anche dal fatto di non essere n\u00e9 abbastanza allettante, n\u00e9 abbastanza articolata e precisata, n\u00e9 infine abbastanza propagandata.<\/p>\n<p><b>Che potrebbe fare la Mogherini?<\/b><br \/>La Mogherini avrebbe quindi molto da fare. D\u2019altronde l\u2019Ue non avrebbe ragione di abbandonare questo incentivo solo a causa dell\u2019attuale paralisi dei negoziati di pace. L\u2019offerta europea ha una chiara dimensione di lungo termine, e ribadirla sin da subito pu\u00f2 avere un impatto positivo sull\u2019opinione pubblica ed accrescere le possibilit\u00e0 di una ripresa dei negoziati.<\/p>\n<p>La nuova Lady Pesc potrebbe coinvolgere istituti di ricerca e think tanks europei ed israeliani in un processo di approfondimento e sviluppo del contenuto di questa proposta, per renderla pi\u00f9 allettante e pi\u00f9 concreta. <\/p>\n<p>Un inviato speciale europeo d\u2019altro canto svolgerebbe un ruolo vitale per incentivare l\u2019iniziativa a livello regionale e per coordinarla con altre possibili vie d\u2019azione, come la Iniziativa di Pace della Lega Araba e le garanzie di sicurezza offerte dagli Usa.<\/p>\n<p>Il tempo \u00e8 ormai maturo per un ruolo europeo pi\u00f9 significativo nel conflitto israelo-palestinese, e l\u2019Ue sembra pronta ad accrescere il suo coinvolgimento. <\/p>\n<p>Vi \u00e8 l\u2019idea di esercitare maggiori pressioni su Israele per la questione degli insediamenti, di guidare una missione di osservatori nella Striscia di Gaza, di aiutare alla ricostruzione di Gaza, e infine di proporre ad Israele e ai palestinesi la possibilit\u00e0 di nuovi e pi\u00f9 stretti rapporti con l\u2019Ue. Vi \u00e8 qui qualcosa di nuovo e di importante che un responsabile politico come la Mogherini potrebbe avere il ruolo di tradurre in realt\u00e0.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da tempo, vari decenni, l\u2019Ue \u00e8 alla ricerca di un modo per influenzare significativamente i rapporti israelo-palestinesi, senza grande successo. Potrebbe Federica Mogherini, nuovo responsabile della politica estera europea, riuscire a dare all\u2019Ue un ruolo pi\u00f9 centrale nel processo di pace? 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