{"id":28500,"date":"2014-10-24T00:00:00","date_gmt":"2014-10-23T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/iran-e-arabia-saudita-la-distensione-e-un-miraggio\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:44","slug":"iran-e-arabia-saudita-la-distensione-e-un-miraggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/10\/iran-e-arabia-saudita-la-distensione-e-un-miraggio\/","title":{"rendered":"Iran e Arabia Saudita, la distensione \u00e8 un miraggio?"},"content":{"rendered":"<p>Nel fosco clima di conflitto che opprime il Medio Oriente, recenti segnali di apertura fra l\u2019Arabia Saudita sunnita e l\u2019Iran sciita hanno fatto sperare in un\u2019imminente distensione fra i due paesi divisi da una rivalit\u00e0 strategica e ideologica che storicamente risale alla Rivoluzione Islamica del 1979 e che geograficamente si estende dal Libano all\u2019Afghanistan. <\/p>\n<p>Negli ultimi mesi i segnali sono stati molteplici, dallo scambio di nuovi ambasciatori agli incontri bilaterali ad alto livello, tra cui recentemente il colloquio fra i rispettivi ministri degli esteri, a margine dell\u2019Assemblea generale dell\u2019Onu a New York.<\/p>\n<p>Simili contatti si affiancano alla comune ostilit\u00e0 di Riyadh e Teheran nei confronti dell\u2019autoproclamatosi Stato islamico (Is), affermatosi tra Siria e Iraq, visto da entrambi come una minaccia ai rispettivi interessi regionali e, nel caso saudita, addirittura alla propria stabilit\u00e0 interna.<\/p>\n<p><b>Il ramoscello di ulivo di Rouhani<\/b><br \/>La politica di apertura nei confronti del mondo arabo &#8211; in particolare della monarchia saudita &#8211; \u00e8 stata un obiettivo dichiarato del presidente iraniano Hassan Rouhani fin dal suo insediamento nell\u2019estate del 2013. <\/p>\n<p>Questa linea \u00e8 per\u00f2 osteggiata dalla Guardia Rivoluzionaria iraniana. La Guida Suprema Ali Khamenei si comporta come un arbitro tra i due fronti, sebbene sia ritenuta pi\u00f9 vicina alla seconda.<\/p>\n<p>A rafforzare il campo di Rouhani vi \u00e8 la crescente consapevolezza negli ambienti politici iraniani che il paese rischia di apparire, a seguito degli attuali conflitti regionali, sempre pi\u00f9 come una potenza settaria sciita. Come tale, potrebbe vedersi progressivamente isolato in un mondo islamico a maggioranza sunnita.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, il ramoscello d\u2019ulivo offerto all\u2019Arabia Saudita da Rouhani non \u00e8 affatto incondizionato, essendo accompagnato dalla piena consapevolezza iraniana dei propri punti di forza.<\/p>\n<p><b>L\u2019Arabia Saudita perde terreno<\/b><br \/>In effetti, a partire dall\u2019invasione americana dell\u2019Iraq nel 2003, il regno saudita ha costantemente perso terreno nei confronti dell\u2019Iran a livello regionale, mentre quest\u2019ultimo stabiliva un \u201carco sciita\u201d dall\u2019Iraq ai Territori palestinesi, comprendente la Siria ed il Libano.<\/p>\n<p>Le rivolte arabe del 2011 hanno ulteriormente posto sulla difensiva la casa regnante di Riyadh. Essa si \u00e8 vista minacciata da una possibile ribellione interna oltre che dall\u2019ascesa dell\u2019Islam politico targato Fratelli Musulmani, fautori di un sistema di governo elettivo che, come tale, \u00e8 nemico del modello monarchico saudita.<\/p>\n<p>Inoltre, la decisione statunitense di abbandonare il presidente egiziano Hosni Mubarak nel 2011, l\u2019annunciato \u201cpivot\u201d di Washington verso il Pacifico, la riluttanza della Casa Bianca a intervenire militarmente in Siria, hanno aumentato la sfiducia saudita nei confronti dell\u2019alleato Usa. Riyadh tuttavia non dispone di un ombrello militare alternativo a quello statunitense.<\/p>\n<p>La parziale distensione fra Stati Uniti e Iran ha ulteriormente peggiorato le prospettive saudite. La monarchia vede un eventuale accordo nucleare fra Washington e Teheran come una sconfitta per le proprie ambizioni regionali.<\/p>\n<p>Un Iran liberato dalle sanzioni sarebbe un rivale energetico ed economico per Riyadh, un polo di attrazione per le comunit\u00e0 sciite della penisola araba e un avversario in grado di minacciare lo status regionale del regno saudita e forse di sottrargli il ruolo di alleato privilegiato di Washington nel Golfo.<\/p>\n<p><b>Iran assente nella coalizione anti-Is<\/b><br \/>La natura \u201cfamiliare\u201d del processo decisionale saudita lo rende opaco e difficilmente decifrabile. Tuttavia la visibilit\u00e0 del principe Bandar bin Sultan a Gedda, durante la conferenza che ha abbozzato la coalizione internazionale contro l\u2019autoproclamatosi Stato islamico, non lascia presagire una linea pi\u00f9 morbida di Riyadh nei confronti dell\u2019Iran e dei suoi alleati regionali.<\/p>\n<p>In qualit\u00e0 di capo dell\u2019intelligence, Bandar fu l\u2019artefice della politica saudita volta a rovesciare a ogni costo il presidente siriano Bashar al-Assad amico dell\u2019Iran, anche tramite un\u2019alleanza con i gruppi ribelli pi\u00f9 estremisti.<\/p>\n<p>Ad eccezione della decisione di combattere l\u2019Is, la posizione saudita nei confronti del regime di Damasco non \u00e8 cambiata. Sia a Gedda che alla successiva conferenza di Parigi, la monarchia ha perci\u00f2 fatto in modo di escludere Teheran dalla coalizione internazionale contro l\u2019Is.<\/p>\n<p>Dal canto suo, l\u2019Iran ha condannato la coalizione in quanto costituita da quegli stessi paesi &#8211; gli Stati Uniti e le monarchie del Golfo &#8211; che avrebbero determinato l\u2019ascesa dell\u2019Is, rispettivamente occupando militarmente l\u2019Iraq e finanziando i gruppi jihadisti in Siria.<\/p>\n<p>La <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2836\" target= \"blank\"><b><u>recente presa <\/u><\/b><\/a> della capitale yemenita Sana\u2019a da parte del movimento ribelle sciita Ansar Allah, considerato dai sauditi una pedina dell\u2019Iran, rappresenta l\u2019ennesima ragione di conflitto fra i due paesi.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dunque ritenere che i recenti contatti diplomatici fra Riyadh e Teheran costituiscano pi\u00f9 che altro una mossa tattica da parte di due potenze che, sebbene per motivi differenti, si sentono entrambe minacciate dagli sviluppi regionali.<\/p>\n<p>Tale mossa \u00e8 finalizzata a tastare le intenzioni dell\u2019avversario, ma probabilmente ancora non rappresenta un cambiamento di strategia, n\u00e9 una disponibilit\u00e0 a fare concessioni dolorose.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel fosco clima di conflitto che opprime il Medio Oriente, recenti segnali di apertura fra l\u2019Arabia Saudita sunnita e l\u2019Iran sciita hanno fatto sperare in un\u2019imminente distensione fra i due paesi divisi da una rivalit\u00e0 strategica e ideologica che storicamente risale alla Rivoluzione Islamica del 1979 e che geograficamente si estende dal Libano all\u2019Afghanistan. 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