{"id":28510,"date":"2014-10-26T00:00:00","date_gmt":"2014-10-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-leuropa-valorizzasse-la-mobilita-dei-migranti\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:44","slug":"se-leuropa-valorizzasse-la-mobilita-dei-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/10\/se-leuropa-valorizzasse-la-mobilita-dei-migranti\/","title":{"rendered":"Se l\u2019Europa valorizzasse la mobilit\u00e0 dei migranti"},"content":{"rendered":"<p>Coinvolgi, attiva, responsabilizza. La via promossa dall\u2019Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) per valorizzazione l\u2019immigrazione ha rappresentato il punto di riferimento dell\u2019azione italiana in materia di migrazione e sviluppo. <\/p>\n<p>Un approccio che dal 2003 ha puntato a restituire centralit\u00e0 al ruolo giocato dai migranti sia nei progetti di co-sviluppo e cooperazione decentrata che in quelli di investimento in attivit\u00e0 produttive avviate nei paesi di provenienza.<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 di un decennio dall\u2019avvio di quella strategia, un <a href= \"http:\/\/www.italy.iom.int\/images\/pdf\/Provisional_agenda.pdf\" target= \"blank\"><b><u>workshop promosso dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale<\/u><\/b><\/a> ne ha esaminato approdi e prospettive con l\u2019obiettivo di definire una <i>road map <\/i>per l\u2019avvio dell\u2019<a href= \"http:\/\/www.un.org\/en\/ecosoc\/about\/mdg.shtml\" target= \"blank\"><b><u> agenda di sviluppo post-2015<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p><b>Immigrazione e sviluppo<\/b><br \/>In che modo l\u2019immigrazione influenza i processi di sviluppo economici, sociali ed ambientali? Quali politiche sono necessarie per far s\u00ec che la mobilit\u00e0 crei sviluppo nei paesi di provenienza? <\/p>\n<p>Questioni dibattute gi\u00e0 da un decennio e che sono state rilette anche alla luce delle nuove dinamiche migratorie euro-africane. <\/p>\n<p>Il numero crescente dei migranti forzati diretti in Europa segnala in modo netto che guardare soltanto <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2644\" target= \"blank\"><b><u> alla dimensione economica<\/u><\/b><\/a> non basta. <\/p>\n<p>Per quanto decisivi, temi come la sinergia migrazione-sviluppo, la riduzione dei costi delle rimesse, la valorizzazione del ruolo delle migrazioni circolari, restano soltanto un tassello dell\u2019azione richiesta alla comunit\u00e0 internazionale per fronteggiare le nuove configurazioni demografiche, sociali e geopolitiche che vanno prendendo piede. <\/p>\n<p>Punto ribadito anche dal coordinamento di Organizzazioni non governative \u201c<a href= \"http:\/\/www.link2007.org\/assets\/files\/documenti\/LINK2007Intersos-IMMIGRAZIONECOOPERAZIONEINTERNAZIONALE.pdf\" target= \"blank\"><b><u>Link 2007<\/u><\/b><\/a>\u201d che ha segnalato l\u2019urgenza di una riflessione che tenga conto anche delle dinamiche che da qui a un trentennio prenderanno forma in Africa, il bacino d\u2019eccellenza delle migrazioni dirette in Europa. <\/p>\n<p><b>Crescita demografica africana <\/b><br \/>Per il 2050 le proiezioni demografiche delle Nazioni Unite prevedono una crescita della popolazione africana dal miliardo di abitanti odierno, a pi\u00f9 di 2,4 miliardi di persone. Tendenza che potrebbe veder raddoppiare la popolazione attiva compresa tra i 14 e i 65 anni, determinando un bacino potenziale di 700 milioni di persona in et\u00e0 lavorativa.<\/p>\n<p>La crescita economica disomogenea del continente africano, e l\u2019instabilit\u00e0 di molte delle strutture istituzionali dei suoi paesi, lascia prevedere che una parte consistente di queste persone continuer\u00e0 a guardare all\u2019Europa come un orizzonte possibile in cui capitalizzare la propria esperienza. <\/p>\n<p>Proiezione che tira in ballo le politiche che l\u2019Unione europea (Ue) e le sue cancellerie intendono mettere in atto per indirizzare il fenomeno non soltanto nei paesi di provenienza, ma anche nei paesi di arrivo. <\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 pensabile alcun contributo alla valorizzazione dei migranti per lo sviluppo (nella duplice condizione di immigrati e di emigrati) se ad essi non vengono riconosciuti rispetto, accoglienza, diritti, integrazione, lavoro dignitoso, protezione politica e umanitaria, tutele e garanzie di sicurezza sociale\u201d. Considerazione, quella di Link 2007 che sembra marcare la vera priorit\u00e0 dell\u2019azione post-2015: lo sviluppo di politiche coerenti, sia a livello Ue che a livello multilaterale.<\/p>\n<p><b>Strabismo europeo<\/b><br \/>Dieci anni dopo il varo di <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2697\" target= \"blank\"><b><u> strategie<\/u><\/b><\/a> come quelle dei corridoi migratori tra paesi di provenienza e destinazione, volti a stimolare in un\u2019ottica di co-sviluppo gli investimenti dei migranti e lo sviluppo di relazioni commerciali circolari, i paesi europei sembrano infatti aver soppiantato la dimensione umana della mobilit\u00e0 con quella economica. <\/p>\n<p>Una condotta strabica basata da un lato sull\u2019intento di promuovere le relazioni economiche tra i due continenti, dall\u2019altro su quello di rafforzare i dispositivi di controllo in entrata, riducendo in maniera netta le possibilit\u00e0 di piena inclusione dei migranti nei paesi di arrivo.<\/p>\n<p>Se l\u2019Europa vorr\u00e0 segnare un cambio di rotta nel dibattito multilaterale che sta precedendo il lancio dell\u2019Agenda per lo sviluppo post- 2015 deve partire dalla valorizzazione effettiva, non solo dichiarata, della mobilit\u00e0 migrante e delle politiche di integrazione a essa legate. Una svolta possibile solo se si sceglier\u00e0 di mettere in sinergia le politiche di cooperazione e sviluppo con quelle sull\u2019immigrazione. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Coinvolgi, attiva, responsabilizza. La via promossa dall\u2019Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) per valorizzazione l\u2019immigrazione ha rappresentato il punto di riferimento dell\u2019azione italiana in materia di migrazione e sviluppo. 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