{"id":28520,"date":"2014-10-26T00:00:00","date_gmt":"2014-10-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/grazie-al-califfo-in-egitto-arrivano-gli-apache\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:44","slug":"grazie-al-califfo-in-egitto-arrivano-gli-apache","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/10\/grazie-al-califfo-in-egitto-arrivano-gli-apache\/","title":{"rendered":"Grazie al Califfo, in Egitto arrivano gli Apache"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 ormai sicuro. I dieci Apache statunitensi stanno per atterrare in Egitto. <\/p>\n<p>Certo, non si pu\u00f2 dire che ci siano volati, visto che il Cairo li sta aspettando da pi\u00f9 di un anno. Infatti, fanno parte di quei 1.3 miliardi di dollari che Washington fa arrivare ogni anno nelle tasche dell\u2019esercito egiziano.<\/p>\n<p>L\u2019intervento con il quale i militari egiziani sono tornati al potere nel luglio 2013 aveva per\u00f2 messo sulle difensive la Casa Bianca. <\/p>\n<p>Quando il 14 agosto 2013 l\u2019amministrazione Obama ha visto le immagini dello sgombero del sit-in islamista di Rabaa Al-Adawya &#8211; episodio nel quale sono morti almeno 900 manifestanti &#8211; ha infine deciso di congelare l\u2019intero pacchetto di aiuti che comprende anche 125 carrarmati, venti F16 e altrettanti missili Harpon.<\/p>\n<p><b>L\u2019Egitto nella lotta globale al terrorismo<\/b><br \/>Con tale mossa gli Stati Uniti hanno cercato di condizionare l\u2019invio di quest\u2019arsenale allo sviluppo democratico del paese. Ciononostante, gli Apache &#8211; pi\u00f9 volte annunciati, ma mai atterrati &#8211; arriveranno lungo il Nilo in un momento il cui il paese \u00e8 attraversato da un\u2019ondata di scontri all\u2019interno delle principali universit\u00e0.<\/p>\n<p>A questa si somma il crescente controllo dello spazio pubblico di cui, soprattutto dal 2011, cercano, invano, di impossessarsi <i>in primis<\/i> i giovani.<\/p>\n<p>Se da un lato la consegna degli Apache mette a nudo il fallimento del tentativo Usa di promozione democratica, dall\u2019altro mostra l\u2019abilit\u00e0 politica del nuovo presidente Abdel Fattah Al-Sisi.<\/p>\n<p>L\u2019ex generale, che da giugno guida ufficialmente il paese, sta infatti riuscendo a sfruttare al meglio il dossier della lotta all\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d, inserendo l\u2019Egitto nella lista dei paesi minacciati dall\u2019avanzata dei terroristi, poco importa se siano quelli che si ispirano al Califfo o quelli che crescono in casa.<\/p>\n<p><b>Il prezzo dell\u2019adesione egiziana alla coalizione anti Califfo <\/b><br \/>Dello sblocco degli Apache si \u00e8 iniziato nuovamente a parlare proprio durante la riunione convocata, <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2817\" target= \"blank\"><b><u>l\u201911 settembre scorso<\/u><\/b><\/a> dagli Stati Uniti a Gedda per esaminare le modalit\u00e0 attraverso le quali combattere lo stato islamico.<\/p>\n<p>Per la Casa Bianca era importantissima la partecipazione dell\u2019Egitto nella coalizione, dove \u00e8 concentrata la maggioranza della popolazione musulmana sunnita nell\u2019area nord africana e sede di Al-Azhar, la massima autorit\u00e0 di questa compagine dell\u2019Islam.<\/p>\n<p>Sisi non ci ha pensato due volte ad alzare il prezzo dell\u2019adesione alla nuova coalizione dei volenterosi. Oltre a esigere una serie di severe misure contro i Fratelli Musulmani in Qatar, il presidente ha chiesto lo sblocco degli Apache e un nuovo approccio degli Stati Uniti riguardo al dossier libico.<\/p>\n<p>Mentre Washington, sempre pi\u00f9 defilato da Tripoli, sponsorizza un dialogo che includa tutte le fazioni presenti nel paese, l\u2019Egitto non vuole che gli islamisti partecipino ad alcun negoziato. Da mesi il Cairo ha infatti trovato nel general Khalifa Hiftar il suo interlocutore ideale, sostenendo, almeno logisticamente, la sua \u201c<a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2794\" target= \"blank\"><b><u>Operazione Dignit\u00e0<\/u><\/b><\/a>\u201d contro islamisti e \u201cterroristi\u201d.<\/p>\n<p>Quando Sisi ha chiesto agli Usa di fare arrivare gli Apache nel Sinai &#8211; dove il presidente egiziano ha promesso di impiegarli nell\u2019attuale campagna anti-terrorismo &#8211; il segretario di Stato Usa John Kerry non se l\u2019\u00e8 sentita di insistere sul blocco, considerando anche il ruolo che il Cairo gioca nelle negoziazioni tra israeliani e palestinesi.<\/p>\n<p>A convincere Obama a sbloccare l\u2019invio di questi elicotteri ha contribuito anche lo spauracchio del ritorno dell\u2019influenza russa lungo il Nilo. A settembre, Mosca ha concluso con il Cairo un accordo di circa 3,5 miliardi di dollari che riguarda proprio l\u2019arsenale militare.<\/p>\n<p><b>Gli Usa non riescono a promuovere la democrazia egiziana<\/b><br \/>L\u2019approccio inizialmente frontista degli Stati Uniti contro la deriva autoritaria egiziana ha lasciato in fretta spazio a un atteggiamento pi\u00f9 soft. Diversi sono i motivi che hanno contribuito al fallimento della promozione democratica.<\/p>\n<p>L\u2019intervento militare del luglio 2013 \u00e8 stato sostenuto non solo da milioni di egiziani (scesi in strada per chiedere elezioni anticipate non la sostituzione del presidente islamista Mohammed Morsi con un leader militare), ma anche dai generosissimi finanziatori del Golfo, &#8211; Qatar escluso &#8211; che continuano a essere il salvagente economico del paese, riducendo la sua dipendenza da altre potenze internazionali.<\/p>\n<p>Inoltre, come di tradizione, il nuovo regime ha usato l\u2019anti-americanismo come uno strumento di battaglia politica per screditare il messaggio proveniente da Washington.<\/p>\n<p>Per ottenere risultati pi\u00f9 concreti, la Casa Bianca avrebbe potuto inviare messaggi pi\u00f9 duri, congelando altri privilegi &#8211; anche finanziari &#8211; riservati al Cairo e sospendendo, ad esempio, le operazioni di manutenzione delle forniture militari statunitensi, importantissime per l\u2019attivit\u00e0 quotidiana dell\u2019esercito.<\/p>\n<p>L&#8217;amministrazione statunitense avrebbe potuto decidere di bloccare le visite ad alto livello . Quando, poche settimane dopo la sospensione degli aiuti, Kerry \u00e8 atterrato al Cairo, \u00e8 stato chiaro che la Casa Bianca non era pronta a battersi veramente per la partita democratica egiziana. Washington si \u00e8 cos\u00ec visibilmente incartato nella tormentata transizione egiziana. <\/p>\n<p>A mostrarlo \u00e8 anche un\u2019ironica coincidenza: gli Apache, simbolo dell\u2019assistenza Usa all\u2019esercito egiziano, arrivano nel momento in cui lo staff del centro Carter chiude i suoi uffici lungo il Nilo.<\/p>\n<p>L\u2019organizzazione che tre anni fa apr\u00ec la sua sede egiziana per monitorare la transizione democratica, ha infatti denunciato restrizioni e violazioni di importanti diritti umani. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 ormai sicuro. I dieci Apache statunitensi stanno per atterrare in Egitto. Certo, non si pu\u00f2 dire che ci siano volati, visto che il Cairo li sta aspettando da pi\u00f9 di un anno. 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