{"id":28530,"date":"2014-10-26T00:00:00","date_gmt":"2014-10-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/pakistan-e-sempre-lora-dei-militari\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:44","slug":"pakistan-e-sempre-lora-dei-militari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/10\/pakistan-e-sempre-lora-dei-militari\/","title":{"rendered":"Pakistan, \u00e8 sempre l\u2019ora dei militari"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 mai abbastanza. Il Pakistan non \u00e8 abbastanza grande demograficamente per rivaleggiare ad armi pari con l&#8217;India. <\/p>\n<p>Non \u00e8 abbastanza forte da garantirsi un ruolo da potenza regionale senza il bisogno di un arsenale atomico n\u00e9 di uno stato, l&#8217;Afghanistan, che funga da sua profondit\u00e0 strategica, ovvero da suo vassallo.<\/p>\n<p>Non abbastanza nazione da reggersi senza coagulare le proprie tensioni etniche intorno all&#8217;Islam, unico perno fondante di uno paese che altrimenti si dissolverebbe sotto il peso delle differenze etniche e religiose.<\/p>\n<p>Soprattutto, il Pakistan non \u00e8 abbastanza uno stato. Dopo pi\u00f9 di sessant&#8217;anni di governi autoritari alternati da colpi di stato militari, vive ancora oggi un periodo di grave instabilit\u00e0.<\/p>\n<p>A pi\u00f9 di un anno dalle contestate elezioni che hanno portato al potere la Lega Musulmana (Pml-N) di Nawaz Sharif e all&#8217;indomani della proclamazione del nuovo presidente afghano, il Pakistan sembra non uscire da una crisi perpetua.<\/p>\n<p><b>Chi ha paura di Imran Khan?<\/b><br \/>Un mezzo fallimento \u00e8 stata la Marcia delle Libert\u00e0 che si \u00e8 tenuta il 14 agosto quando Imran Khan, ex star del cricket e leader del partito Pakistan Tehreek-e -Insaf (Pti), ha guidato il gruppo di chi chiede le dimissioni del governo Sharif, eletto a grande maggioranza, ma accusato di brogli, nel maggio 2013.<\/p>\n<p>Alle proteste scatenate dal Pti si \u00e8 unito anche il Pakistan Awami Tehreek (Pat) del leader sufi Mohammad Tahir-al-Qadri. Ciononostante, lo slogan di Khan \u201cGo Nawaz Go\u201d non \u00e8 riuscito a fare breccia nella popolazione e la marcia non ha coinvolto i milioni di persone che gli organizzatori si aspettavano.<\/p>\n<p>Forse perch\u00e9 la vera domanda che serpeggia oggi in Pakistan non \u00e8 <i>chi ha paura di Imran Khan<\/i> ma <i>quanto durer\u00e0<\/i>? Quando i militari, per adesso rimasti silenziosamente nell&#8217;ombra, torneranno a ricordarci che sono loro a decidere da sessant&#8217;anni a questa parte chi comanda? <\/p>\n<p>Dopo il trauma della perdita del Pakistan dell&#8217;est (oggi Bangladesh) nel 1971, l&#8217;ossessione nazionalista per i confini ha fatto s\u00ec che ogni governo abbia dovuto fare i conti con i militari. A loro non \u00e8 mai piaciuto il disordine politico, perch\u00e9 ad esso sarebbe potuto seguire un vuoto di potere sfruttabile dall&#8217;India. Interverranno questa volta per ridare ordine al caos?<\/p>\n<p><b>Servizi segreti come prezzemolo<\/b><br \/>Uno dei segreti peggio celati in questa parte del mondo \u00e8 il costante coinvolgimento del Pakistan e in particolare dei suoi servizi segreti, l&#8217;<i>Inter-Services Intelligence<\/i> (Isi) negli affari interni dello stato. Basta pensare a quanto accadeva durante la guerra in Afghanistan, quando era proprio l&#8217;Isi ad occuparsi di distribuire i soldi sauditi e le armi made in Usa ai ribelli che combattevano contro i sovietici.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;11 settembre, i quadri di Al-Qaida si sono trasferiti nella regione al confine tra Pakistan e Afghanistan, nota come Fata (Federally administered tribal areas). I Taliban &#8211; che godono della simpatia dell\u2019Isi &#8211; hanno qui costituito una propria branca nazionale, la Tehreek-e &#8211; Taliban Pakistan.<\/p>\n<p>Il governo pakistano ha reagito alla loro presenza nelle semi autonome e semi anarchiche aree tribali nel Nord-Ovest del paese con campagne militari di (voluta?) scarsa efficacia e con il mal sopportato \u201caiuto\u201d dei droni statunitensi.<\/p>\n<p>Questo fino a giugno 2014 quando, in seguito all&#8217;attentato all&#8217;aeroporto di Karachi rivendicato dai Taliban, Sharif ha scatenato un&#8217;offensiva militare nel Waziristan del Nord che fino ad ora ha provocato la morte di circa 1000 presunti militanti.<\/p>\n<p><b>Gli amici segreti dei Taliban<\/b><br \/>La simpatia di ampie fette dell&#8217;apparato statale pakistano verso i Taliban e pi\u00f9 in generale verso gruppi islamisti militanti, ha fatto s\u00ec che l&#8217;Afghanistan non sia mai uscito dall&#8217;orbita d&#8217;interesse di Islamabad.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 il governo pakistano guarda con grande attenzione ai recenti sviluppi a Kabul, dove dopo mesi di attesa e numerose (trenta) visite del segretario di Stato americano John Kerry, si \u00e8 finalmente giunti a un governo di compromesso tra i due candidati maggiori presieduto da Ashraf Ghani, ex ministro delle finanze ed ex consulente per la Banca Mondiale.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 che ha attratto veramente gli sguardi della comunit\u00e0 internazionale e di Islamabad in particolare, \u00e8 stata la firma del <i>Bilateral Security Agreement<\/i> (Bsa) con gli Usa che prevede la permanenza di circa 10000 unit\u00e0 a partire dal 1\u00b0 gennaio 2015 e di un trattato simile con la Nato che aggiunge circa 4000 soldati, provenienti in massima parte da Regno Unito, Italia, Germania e Turchia.<\/p>\n<p>Dal punto di vista pakistano, la permanenza delle truppe della coalizione favorisce lo <i>status quo<\/i>, ovvero impedisce ad altre forze regionali di immischiarsi negli affari interni dell&#8217;Afghanistan, fa s\u00ec che l&#8217;Afghanistan rimanga una zona cuscinetto sua vassalla, allontanando il pericolo di un eventuale accerchiamento da parte delle forze filo-indiane.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 mai abbastanza. 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