{"id":28600,"date":"2014-11-03T00:00:00","date_gmt":"2014-11-02T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lassoluzione-di-augustawestland-non-ripara-il-danno\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:41","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:41","slug":"lassoluzione-di-augustawestland-non-ripara-il-danno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/11\/lassoluzione-di-augustawestland-non-ripara-il-danno\/","title":{"rendered":"L\u2019assoluzione di AugustaWestland non ripara il danno"},"content":{"rendered":"<p>Con sentenza del 9 ottobre scorso il Tribunale di Busto Arsizio ha assolto gli allora responsabili di AgustaWestland dall\u2019accusa di corruzione internazionale per i dodici elicotteri AW 101 acquistati dall\u2019India nel 2010.<\/p>\n<p>Tutti dovrebbero esserne soddisfatti. Ne esce ripulita l\u2019immagine del \u201cgioiello\u201d tecnologico, industriale, commerciale e finanziario di Finmeccanica, il principale gruppo italiano nelle alte tecnologie.<\/p>\n<p>Ne esce anche ripulita l\u2019immagine del paese, perch\u00e9 \u00e8 lo stato l\u2019azionista di riferimento ed \u00e8 il governo che esercita il controllo sulle esportazioni e sulla normativa anti-corruzione: se l\u2019accusa fosse risultata fondata, l\u2019affidabilit\u00e0 del nostro sistema di controllo delle esportazioni e dei movimenti finanziari sarebbe risultata pesantemente compromessa.<\/p>\n<p>Lo stesso sarebbe valso per Finmeccanica, visto che non si sarebbe accorta di un esborso di una cinquantina di milioni di euro, pari a quasi il 10% della commessa acquisita.<\/p>\n<p>Resta sullo sfondo una poco convincente condanna per frode fiscale, di cui non si capisce il \u201cmovente\u201d visto che l\u2019eventuale sovrafatturazione non \u00e8 servita per pagare tangenti. Anche in questo caso la vicenda implicherebbe qualche dubbio sull\u2019efficienza dei controlli fiscali e contabili visto che nessuno si sarebbe accorto di alcune decine di milioni di euro sottratti ai bilanci della societ\u00e0.<\/p>\n<p><b>Finmeccanica paga le conseguenze<\/b><br \/>Questa indagine per\u00f2 lascia sul terreno cumuli di macerie. A pagarne le conseguenze sono stati non solo due apprezzati dirigenti industriali, ma anche migliaia di lavoratori che dipendono da Finmeccanica e gli azionisti che vi hanno investito. L\u2019intera industria dell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa italiana \u00e8 rimasta sulla graticola per due anni e mezzo vedendo danneggiata la sua credibilit\u00e0.<\/p>\n<p>A partire dagli anni Duemila la nostra industria ha dovuto, come le altre, concentrarsi e internazionalizzarsi per poter competere sul mercato mondiale, condizione indispensabile per sopravvivere vista la continua progressiva riduzione del mercato italiano ed europeo. Tra i mercati pi\u00f9 interessanti l\u2019India occupa un posto di primo piano.<\/p>\n<p>Ora l\u2019India ha cancellato il contratto ed escluso Finmeccanica dai nuovi acquisti. L\u2019assoluzione potr\u00e0, si spera, portare il governo indiano a riconsiderare le sue decisioni e sicuramente si arriver\u00e0 a chiudere il contenzioso giuridico-finanziario.<\/p>\n<p>Ma, intanto, la commessa \u00e8 andata persa e ci vorranno anni e un forte e costante impegno per ricreare un clima di fiducia reciproca. L\u2019inchiesta italiana, amplificata gratuitamente da gran parte dell\u2019informazione, ha sostenuto per un triennio che i vertici militari indiani erano stati corrotti e che, sullo sfondo, vi erano state collusioni a tutti i livelli.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte una commessa cos\u00ec importante, destinata ad acquisire gli elicotteri destinati a trasportare i vertici istituzionali, aveva necessariamente coinvolto non solo il Ministero della difesa, ma anche il governo indiano.<\/p>\n<p>L\u2019India \u00e8, come tutte le nuove potenze regionali, un paese orgoglioso: veder mettere sotto accusa o, peggio, condannare anticipatamente esponenti di vertice da parte di un paese estero non giova sicuramente al rafforzamento della collaborazione bilaterale. E tutto questo \u00e8 avvenuto mentre si consuma la vicenda dei nostri <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2764\" target= \"blank\"><b><u>mar\u00f2<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Intanto Finmeccanica e i suoi dirigenti sono rimasti per tre anni nel tritacarne mediatico. Colpi di teatro clamorosi con perquisizioni a tappeto, intercettazioni sistematiche, arresti cautelari, detenzioni prolungate fino al limite massimo, pubblicazione delle intercettazioni telefoniche e ambientali e di altri documenti estranei all\u2019indagine, ecc. Ancora una volta l\u2019indagine si \u00e8 svolta sulle prime pagine dei giornali prima che negli uffici e nelle aule giudiziarie.<\/p>\n<p><b>AgustaWestland, le lezioni <\/b><br \/>Adesso sembra giunto il momento di trarre qualche lezione da questa incredibile vicenda.<\/p>\n<p>1. Quando un\u2019indagine giudiziaria riguarda i principali gruppi industriali del paese, sarebbe doveroso assicurare rapidit\u00e0, cautela, serenit\u00e0 e riservatezza, quattro valori che in questo caso sono risultati latitanti. Ci sono voluti quasi tre anni per arrivare ad una conclusione che, vista l\u2019assenza di prove, poteva arrivare molto prima. <br \/>Si \u00e8 arrestato il capo di uno dei pi\u00f9 grandi gruppi industriali italiani, a distanza di anni dal reato ipotizzato, per poi scoprire che non poteva \u201cinquinare\u201d le prove perch\u00e9 non ce ne erano. E lo si \u00e8 tenuto in galera fino al limite consentito nel tentativo di logorarne la resistenza, ma accreditando in questo modo, soprattutto all\u2019estero, l\u2019idea che vi erano solide prove della sua colpevolezza.<\/p>\n<p>2.  Quando un\u2019indagine riguarda un gruppo industriale di cui lo stato \u00e8 l\u2019azionista di riferimento, quest\u2019ultimo deve esercitare i diritti e doveri che gli competono, cercando di salvaguardare l\u2019impresa coinvolta. In alcuni casi il momentaneo sacrificio dei singoli pu\u00f2 essere indispensabile e l\u2019azionista deve, nelle dovute forme, richiederlo. <br \/>Ma lo stato deve essere parte attiva, non spettatore, peggio ancora disinteressato. A rimanere muti ed impotenti si sono alternati due Governi. Nessun azionista privato si sarebbe comportato in questo modo. Solo il Governo attuale ha deciso, quest\u2019anno, un cambiamento radicale. Con simili premesse \u00e8 il caso di domandarsi se lo stato-azionista non dovrebbe fare un definitivo passo indietro dal settore industriale.<\/p>\n<p>3. Quando \u00e8 coinvolto un altro paese, soprattutto se rappresenta un mercato importante, e un settore delicato, come quello militare, lo Stato deve proteggere anche l\u2019interesse nazionale, utilizzando tutti gli strumenti giuridicamente disponibili e, prima di tutto, l\u2019azione politica internazionale. <br \/>L\u2019obiettivo deve essere quello di rassicurare il cliente sulla fiducia che riponiamo, fino a prova contraria, nella correttezza della sua gestione della commessa, sull\u2019impegno italiano nel rispettare il contratto e sull\u2019affidabilit\u00e0 del nostro sistema industriale. In altri termini, un forte impegno per circoscrivere i danni e non pregiudicare la collaborazione fra i due paesi. <\/p>\n<p>Per il futuro la soluzione migliore sar\u00e0 quella di inserire i contratti nell\u2019ambito di accordi intergovernativi, spostando il rapporto dal piano della fornitura a quello della collaborazione.  La nuova normativa consente alla Difesa di svolgere questo ruolo: adesso bisogna metterla in pratica.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con sentenza del 9 ottobre scorso il Tribunale di Busto Arsizio ha assolto gli allora responsabili di AgustaWestland dall\u2019accusa di corruzione internazionale per i dodici elicotteri AW 101 acquistati dall\u2019India nel 2010. Tutti dovrebbero esserne soddisfatti. 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