{"id":28610,"date":"2014-11-04T00:00:00","date_gmt":"2014-11-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/verso-una-grande-transnistria\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:41","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:41","slug":"verso-una-grande-transnistria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/11\/verso-una-grande-transnistria\/","title":{"rendered":"Verso una grande Transnistria"},"content":{"rendered":"<p>Le elezioni del 2 novembre nelle \u201crepubbliche\u201d di Donetsk e Lugansk non hanno aggiunto nessun nuovo elemento al risiko della crisi ucraina. <\/p>\n<p>Mosca le ha considerate valide, come aveva gi\u00e0 preannunciato mentre l&#8217;Unione europea (Ue) non poteva che negarne la validit\u00e0 poich\u00e9 in contrasto con la costituzione dell&#8217;Ucraina. <\/p>\n<p>Queste voltazioni non costituiscono per\u00f2 un nuovo <i>vulnus<\/i>. Definirle un\u2019ennesima provocazione pu\u00f2 servire solo ad accelerare lo scivolamento verso un clima da guerra fredda. Proprio quando le \u201cattivit\u00e0 insolite\u201d dell&#8217;aviazione russa ai margini dello spazio aereo Nato consigliano una <i>de-escalation<\/i>.<\/p>\n<p><b>Elezioni ucraine<\/b><br \/>I risultati delle parlamentari tenutesi la settimana prima nel resto dell&#8217; Ucraina sono stati generalmente accolti con sollievo: ha vinto lo schieramento democratico e pro-europeo, l&#8217;estrema destra non \u00e8 cresciuta, il commento di Mosca \u00e8 cautamente positivo. <\/p>\n<p>Ci si pu\u00f2 augurare che nel formare la coalizione di governo il presidente Pedro Poroshenko e il primo ministro Arseniy Yatsenjuk rinuncino all&#8217;apporto del partito Svoboda e che sappiano tenere a bada coloro che premono per una soluzione militare della questione del Donbass.<\/p>\n<p>In Occidente come in Russia, le rispettive propagande hanno fornito immagini distorte degli sviluppi dei mesi scorsi in Ucraina, creando nelle opinioni pubbliche la confusa sensazione che l&#8217;aggressivit\u00e0 dell&#8217;altra parte \u00e8 stata rintuzzata e che se c&#8217;\u00e8 del vasellame rotto la responsabilit\u00e0 \u00e8 tutta di quella parte. <\/p>\n<p>Da noi \u00e8 diffusa una moderata soddisfazione: il presidente russo Vladimir Putin \u00e8 stato fermato, l&#8217;economia russa soffre assai pi\u00f9 della nostra per le <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2844\" target= \"blank\"><b><u>sanzioni<\/u><\/b><\/a>, il 95% dell&#8217;Ucraina \u00e8 stato incorporato nell&#8217;orbita dell&#8217;Ue. L&#8217;Occidente avrebbe quindi vinto la partita geopolitica, nonch\u00e9 quella morale. Ma le cose stanno proprio cos\u00ec?<\/p>\n<p><b>Armistizio sul Donbass<\/b><br \/>L&#8217;armistizio raggiunto sul fronte del Donbass ha certo evitato il peggio: la paventata conquista russa di un corridoio fra Donetsk e la Crimea. Il bilancio provvisorio del tentativo di soluzione militare deciso da Poroshenko \u00e8 per\u00f2 pesantemente negativo per Kiev, e quello finale potrebbe essere ancora pi\u00f9 disastroso in caso di rottura dell\u2019imperfetta tregua. <\/p>\n<p>Per Putin \u00e8 stato un successo parziale su cui pesano le sanzioni. L&#8217;Europa pagher\u00e0 un prezzo economico ancora pi\u00f9 alto, perch\u00e9 alle conseguenze sulle nostre economie delle sanzioni e delle contromisure russe si aggiunger\u00e0 l&#8217;onere di salvare dal fallimento l&#8217;Ucraina.<\/p>\n<p>Inizialmente il sostegno militare russo ai ribelli non aveva preso la forma di un intervento massiccio e dichiarato, come fu quello del 2008 contro la Georgia, in una situazione analoga (in entrambi i casi lo Stato che attaccava una provincia secessionista difendeva legittimamente la propria integrit\u00e0 territoriale, ma sfidava la Russia), ma il 17 luglio scorso, l\u2019abbattimento dell&#8217;aereo civile MH17 malese aveva aperto una nuova fase. <\/p>\n<p>Lo sfruttamento propagandistico di quell'&#8221;incidente di percorso&#8221; da parte occidentale, il giro di vite sulle sanzioni, le bombe sulle citt\u00e0 ribelli e soprattutto il rifiuto di Poroshenko di concedere uno status speciale alle regioni russofone e di rinunciare alla associazione alla Ue avevano spinto Putin a decidere un impiego non pi\u00f9 dissimulato di truppe russe, alzando il tiro: non pi\u00f9 solo rallentare l&#8217;avanzata delle forze ucraine, ma passare alla controffensiva aprendo un nuovo fronte pi\u00f9 a Sud e minacciando la citt\u00e0 di Mariupol. <\/p>\n<p>Di fronte al rischio di amputazione di una striscia di territorio che collega il Donbass con la Crimea, e forse anche oltre, fino a Odessa e a congiungersi con la Transnistria, il presidente ucraino aveva dovuto accettare l&#8217;armistizio, cio\u00e8 rinunciare alla riconquista dei territori orientali, promettendo loro un&#8217;ampia autonomia. <\/p>\n<p>Al punto in cui sono giunte le cose, questa formula, pi\u00f9 che indicare la prospettiva di una soluzione di compromesso, maschera il sostanziale distacco di quelle province.<\/p>\n<p><b>Conflitto congelato<\/b><br \/>Nella migliore delle ipotesi, infatti, per uscire dal circolo vizioso delle sanzioni e dal piano inclinato verso una nuova guerra fredda, Mosca e l&#8217;Occidente si accorderanno per il congelamento della situazione sul terreno e l&#8217;avvio di un processo negoziale destinato a durare anni o decenni e imperniato sul mantra della &#8220;ampia autonomia&#8221; delle regioni filorusse, nel rispetto &#8211; formalmente &#8211; dell&#8217;integrit\u00e0 territoriale dell&#8217;Ucraina. La Crimea sarebbe un caso &#8220;sui generis&#8221;.<\/p>\n<p> Sia che si giunga ad un accordo su uno status di autonomia, inteso come mascheramento o anticamera della secessione, sia (come \u00e8 pi\u00f9 probabile) che una impasse negoziale consolidi di fatto la separazione, in ogni caso avremo nella regione Donetsk-Lugansk una situazione in tutto analoga a quella della &#8220;Repubblica di Transnistria&#8221; (confinante con l&#8217;Ucraina), sulla quale il governo di Chisinau non esercita da oltre due decenni alcuna autorit\u00e0. <\/p>\n<p>Analoga anche a quella della Abkhazia e della Sud-Ossezia prima del conflitto del 2008 quando queste due regioni (ex) georgiane hanno ottenuto dalla Russia il riconoscimento dell&#8217;indipendenza, nonch\u00e9 presidii militari.<\/p>\n<p>Fermo restando che la Crimea \u00e8 un caso speciale, l\u2019annessione deve cio\u00e8 rimanere una eccezione, Mosca appare orientata ad applicare alla &#8220;Novorossija&#8221; il modello Transnistria. Il modello Abkhazia rimarrebbe in riserva come punizione per eventuali iniziative avventate di Kiev, o come ritorsione contro mosse occidentali, o per soddisfare nuove fiammate nazionalistiche.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le elezioni del 2 novembre nelle \u201crepubbliche\u201d di Donetsk e Lugansk non hanno aggiunto nessun nuovo elemento al risiko della crisi ucraina. Mosca le ha considerate valide, come aveva gi\u00e0 preannunciato mentre l&#8217;Unione europea (Ue) non poteva che negarne la validit\u00e0 poich\u00e9 in contrasto con la costituzione dell&#8217;Ucraina. 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