{"id":28640,"date":"2014-11-08T00:00:00","date_gmt":"2014-11-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/litalia-traini-la-governance-europea\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:40","slug":"litalia-traini-la-governance-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/11\/litalia-traini-la-governance-europea\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia traini la governance europea"},"content":{"rendered":"<p>\u201cUscire dall\u2019Europa\u201d per recuperare una sovranit\u00e0 nazionale perduta, come reclama una schiera sempre pi\u00f9 folta di euroscettici, non ha molto senso. <\/p>\n<p>Per la semplice ragione che dell\u2019Europa (a 28) siamo parte costituente ed attore primario: spesso neghittoso, \u00e8 vero, ma pur sempre attore. \u00c8 dunque all\u2019interno e non contro l\u2019Europa che dobbiamo esercitare la nostra sovranit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Rincorrendo la locomotiva tedesca<\/b><br \/>L\u2019euro ha imposto un difficile percorso di adattamento dei paesi membri, ma ha offerto importanti possibilit\u00e0. La Germania le ha sapute cogliere, avviando una serie di riforme che hanno pagato, eccome: se oggi Berlino torreggia su tutti i partner \u00e8 perch\u00e9 questi non sono stati capaci di introdurre nelle loro economie i cambiamenti che avrebbero potuto contenere il divario dalla locomotiva tedesca. <\/p>\n<p>Di tutto ci\u00f2 le responsabilit\u00e0 vanno ricercate in chi in questi vent\u2019anni ha governato a Roma (e a Parigi): non certo nella Germania che ha fatto, legittimamente, il proprio interesse.<\/p>\n<p>Il \u201cvincolo esterno\u201d dell\u2019Europa \u00e8 stato usato non solo dagli anni ottanta\/novanta per far passare scelte altrimenti impraticabili. \u00c8 stato lo strumento con cui i governi della Prima Repubblica riuscirono a superare resistenze e introdurre il paese alla modernit\u00e0: l\u2019integrazione delle economie era vista come la premessa condivisa di una unione politica dall\u2019impianto federale. <\/p>\n<p>Il progetto europeo originario \u00e8 sbiadito man mano che in \u201cEuropa\u201d entravano paesi dalle storie diverse, realizzando una unificazione geopoliticamente importante, ma disomogenea.<\/p>\n<p>Il collante \u00e8 diventato la razionalizzazione economica, di cui la politica doveva essere mezzo e non guida, e l\u2019euro \u00e8 assurto a simbolo di una Europa governata da tecnocrati senza volto n\u00e9 patria e appesantita da un \u201cdeficit di democrazia\u201d. Una caricatura, senza dubbio, ma molto diffusa. <\/p>\n<p><b>Unione monetaria<\/b><br \/>L\u2019unione monetaria avrebbe dovuto imprimere un colpo d\u2019ala all\u2019integrazione politica dell\u2019Europa; l\u2019euro ne era stato concepito come uno strumento rivoluzionario e innovativo, non come un fine. <\/p>\n<p>Anche per questo a Maastricht si procedette con un accordo che nasceva tronco, nella convinzione che la dinamica dell\u2019integrazione avrebbe reso inevitabile il passaggio a una vera unione economica. Passaggio che avrebbe richiesto una volont\u00e0 politica coesa che \u00e8 venuta meno perch\u00e9, nel frattempo, sono andate crescendo le differenze su cosa significhi e come debba avanzare l\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>La salute dell\u2019Eurozona \u00e8 fondamentale per la stessa Germania e la sua posizione dominante dovr\u00e0 essere riequilibrata: non attraverso <i>ukaze <\/i>di carta, bens\u00ec recuperando il ruolo della politica. <\/p>\n<p>Solo una unione monetaria consentirebbe una gestione comune delle politiche nazionali, calmierando le gelosie ed eccessi nazionali attuali. Aldil\u00e0 degli sforzi di Mario Draghi, senza un governo comune l\u2019euro potr\u00e0 difficilmente resistere alle tensioni e la sua fine sarebbe un disastro per l\u2019economia mondiale.<\/p>\n<p>\u00c8 poco probabile che a un simile governo saranno disponibili a partecipare da subito tutti: ci vorr\u00e0 una combinazione coraggiosa di inventiva politica e di sapienza istituzionale per trovare formule idonee. <\/p>\n<p>Una presidenza italiana tesa a lasciare una traccia significativa del suo passaggio non dovrebbe lasciarsi sfuggire una simile occasione: sarebbe in linea con la tradizione del nostro paese, di avere sempre supplito alla scarsit\u00e0 di peso specifico grazie a una capacit\u00e0 di proposta politica di grande visione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cUscire dall\u2019Europa\u201d per recuperare una sovranit\u00e0 nazionale perduta, come reclama una schiera sempre pi\u00f9 folta di euroscettici, non ha molto senso. 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