{"id":28720,"date":"2014-11-14T00:00:00","date_gmt":"2014-11-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-cina-ridisegna-il-mondo\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:38","slug":"la-cina-ridisegna-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/11\/la-cina-ridisegna-il-mondo\/","title":{"rendered":"La Cina ridisegna il mondo"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 il presidente cinese Xi Jinping il vincitore del vertice dei \u201csi far\u00e0 e si studier\u00e0\u201d dell\u2019Apec, che riunisce i paesi che si affacciano sul Pacifico.<\/p>\n<p>In una ideale classifica dei risultati ottenuti dai leader, il presidente cinese precede il leader russo Vladimir Putin (che ha offerto a Pechino un secondo e sostanzioso accordo sul gas come quello di maggio scorso) e Barack Obama, messo un po\u2019 in disparte.<\/p>\n<p>Dopotutto, il presidente statunitense incontrava quello cinese dopo mesi di raffreddamento dei rapporti per una serie di questioni: dalla vendita di armi a Taiwan a questioni doganali a quelle dei diritti umani.<\/p>\n<p><b>Accordo sul clima tra Cina e Usa<\/b><br \/>Il <i>coup de th\u00e9\u00e2tre<\/i> finale dell\u2019accordo sul clima tra Cina e Usa \u00e8 sembrato, pur considerandolo un importante passo avanti almeno politico, pi\u00f9 un annuncio di marketing che una vera road map sulla limitazione delle emissioni tra i due paesi responsabili del 45% delle emissioni mondiali di anidride carbonica.<\/p>\n<p>Non a caso la Cina si \u00e8 impegnata con tempi lunghi (impegno a raggiungere il picco delle emissioni di Co2 &#8220;intorno al 2030&#8221; e a compiere il massimo sforzo per accelerare i tempi, oltre all\u2019 obiettivo quello di portare al 20% entro il 2030 la quota di combustibile non fossile nell&#8217;ambito dei consumi energetici primari), mentre, come hanno polemizzato i leader del Congresso Usa, gli Stati Uniti devono impegnarsi da subito, fissando una riduzione del 25-28% entro il 2025.<\/p>\n<p>Non solo: molti dettagli dell\u2019accordo non sono noti, non si conoscono le sanzioni. Il vertice ha sancito che sono sempre pi\u00f9 la Cina e Xi Jinping a tenere in mano il pallino delle sorti sia politiche che economiche del mondo.<\/p>\n<p>Il presidente cinese, infatti, ha portato anche a casa l\u2019importante approvazione di una &#8220;road map&#8221; che dovrebbe portare alla liberalizzazione degli scambi in una regione che comprende le tre economie pi\u00f9 forti del mondo &#8211; Usa, Cina e Giappone &#8211; e che produce il 57% dei beni e servizi del pianeta.<\/p>\n<p><b>Free Trade Association of Asia Vs Trans Pacific Partnership <\/b><br \/>La Free Trade Association of Asia\/Pacific (Ftap), l\u2019accordo di libero scambio fortemente sostenuto da Pechino sar\u00e0 studiata fino al 2016. \u00c8 sostanzialmente in concorrenza con la Trans Pacific Partnership (Tpp), proposta dagli statunitensi e che escludeva la Cina. Per questo, qualora si decidesse di passare alla fase operativa, entrer\u00e0 in vigore senza interferire, ma cooperando con la Tpp, della quale non fa parte la Cina.<\/p>\n<p>Tale accordo non solo fa bene alla Cina, ma al mondo intero. Con l\u2019aumento del costo delle produzioni nel paese del dragone, molte aziende hanno spostato gli stabilimenti nei paesi dell\u2019area (soprattutto Vietnam, Thailandia, Malesia), ma con l\u2019obiettivo di sfruttare gli accordi commerciali e doganali dell\u2019area (Asean in particolare) per esportare e vendere in Cina, che ha cambiato il suo aspetto da fabbrica del mondo a negozio del mondo, vista la crescente domanda interna e aumento della classe media assetata di acquisti e prodotti.<\/p>\n<p>Molte aziende europee stanno gi\u00e0 beneficiando di questo stato di cose e l\u2019accordo con la zona di libero scambio tra l\u2019Asia e il Pacifico moltiplica esponenzialmente queste possibilit\u00e0 di commercio.<\/p>\n<p>\u00c8 passato in secondo piano, anche se importantissimo, l\u2019accordo tra Washington e Pechino di eliminare le tariffe doganali su pi\u00f9 di 200 categorie di prodotti elettronici e hi-tech: dalle console per i videogame ai software dei computer, dai sistemi di Gps alle apparecchiature mediche pi\u00f9 avanzate tecnologicamente. Accordo che apre le porte anche alle economie di altri paesi in questi campi.<\/p>\n<p><b>Pi\u00f9 Russia che Usa nella Cina del futuro<\/b><br \/>Non si \u00e8 discusso di questioni militari, ma che la Cina voglia continuare a tenere una posizione predominante nell\u2019area &#8211; soprattutto nel sud est asiatico &#8211; \u00e8 stato chiaro anche nel successivo vertice Asean, dove il premier cinese Li Keqiang ha offerto un ramoscello d\u2019olivo ai paesi limitrofi (soprattutto Filippine e Vietnam). Lo ha fatto pi\u00f9 per limitare l\u2019influenza americana nella zona che altro, ribadendo la sua sovranit\u00e0 sulle isole contese.<\/p>\n<p>Cosa che la Cina ha fatto anche con il Giappone, in un incontro \u201cstorico\u201d tra Xi Jinping e il premier giapponese Shinzo Abe, con strette di mano non troppo convinte e impegni pi\u00f9 di facciata che reali.<\/p>\n<p>La Cina punta a essere leader mondiale e punta pi\u00f9 sulla Russia che sugli Usa come partner.<\/p>\n<p>L\u2019Europa, che i cinesi vedono comunque non come una entit\u00e0 unitaria, rimane come importante partner commerciale. La Russia assicura quello di cui Pechino ha bisogno: fonti energetiche. Cos\u00ec come l\u2019Africa, dove da anni Pechino ha cominciato una opera di neo-colonizzazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 il presidente cinese Xi Jinping il vincitore del vertice dei \u201csi far\u00e0 e si studier\u00e0\u201d dell\u2019Apec, che riunisce i paesi che si affacciano sul Pacifico. 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