{"id":28730,"date":"2014-11-15T00:00:00","date_gmt":"2014-11-14T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/nato-dalle-missioni-alla-trincea\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:37","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:37","slug":"nato-dalle-missioni-alla-trincea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/11\/nato-dalle-missioni-alla-trincea\/","title":{"rendered":"Nato, dalle missioni alla trincea?"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSiamo vicini a una nuova Guerra Fredda\u201d, ha affermato Michail Gorbaciov durante le celebrazioni per il venticinquesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino. <\/p>\n<p>La crisi scoppiata in Ucraina ha infatti riportato un conflitto armato in Europa a quindici anni da quello in Kosovo, richiamando l\u2019attenzione sulla situazione di instabilit\u00e0 di alcuni paesi europei e dell\u2019architettura di sicurezza regionale.<\/p>\n<p>Considerate l\u2019importanza della Russia come partner economico e la vicinanza ad aree di crisi quali il Mediterraneo e l\u2019Est Europa, per l\u2019Italia \u00e8 opportuno chiedersi come tutelare gli interessi nazionali, in particolare in riferimento alla Nato come \u201cpolizza di assicurazione\u201d per la sicurezza collettiva euro-atlantica, e come framework nel quale perseguire i propri obiettivi di politica estera e di difesa anche attraverso lo strumento delle missioni fuori area. <\/p>\n<p>Partendo dall\u2019analisi dei rapporti tra l\u2019Alleanza e la Russia e dagli obiettivi della partecipazione italiana ad alcune missioni Nato, una <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/Convegni\/IAI-CSA_141120.pdf\" target= \"blank\"><b><u> conferenza<\/u><\/b><\/a> organizzata dallo IAI e dal Centro studi americani il 20 novembre rifletter\u00e0 sul rapporto tra interessi nazionali e Alleanza Atlantica.<\/p>\n<p><b>Relazioni Nato-Russia <\/b><br \/>La crisi ucraina ha riportato l\u2019attenzione sul ruolo della Nato come garante della difesa collettiva dei suoi membri, ma le radici delle tensioni tra l\u2019Alleanza e la Russia affondano nel quindicennio precedente.<\/p>\n<p>Ad esempio, l\u2019allargamento della Nato a est era inteso come uno dei mezzi a disposizione dell\u2019Alleanza per contribuire alla stabilit\u00e0 dei paesi dell\u2019Europa orientale. Anche se in parte ha svolto questa funzione, al tempo stesso \u00e8 stato interpretato da Mosca come una minaccia, contribuendo a inasprire i rapporti con la Russia.<\/p>\n<p>La questione degli interessi nazionali \u00e8 in questo contesto particolarmente complessa per le sue ramificazioni economiche, in particolare riguardo alla sicurezza energetica dell\u2019Italia e ai rapporti commerciali con Mosca.<\/p>\n<p>A seguito della spirale di <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2844\" target= \"blank\"><b><u>sanzioni adottate da Ue e Russia<\/u><\/b><\/a>, l\u2019export italiano verso Mosca ha registrato una perdita di circa 2,4 miliardi di euro nel biennio 2014-2015, mentre i profitti russi derivanti dalle esportazioni di gas risultano diminuiti del 41% nel primo trimestre del 2014.<\/p>\n<p>La Nato non ha ovviamente responsabilit\u00e0 diretta per quanto riguarda le sanzioni, decise in ambito Ue, ma la dimensione di sicurezza della crisi \u00e8 evidente e la sua soluzione richiede un <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2793\" target= \"blank\"><b><u>approccio strategico<\/u><\/b><\/a> dell\u2019Alleanza verso Mosca.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha quindi un doppio interesse al mantenimento della pace e della sicurezza in Europa, in quanto obiettivi a se stanti e come presupposto per una crescita economica che beneficerebbe tutta l\u2019economia europea.<\/p>\n<p><b>Missioni Nato e politica estera italiana<\/b><br \/>Se nell\u2019ultimo anno, almeno per molti dei suoi membri, l\u2019Alleanza ha ridato priorit\u00e0 al suo obiettivo originario di difesa collettiva, dalla fine della Guerra Fredda la Nato ha svolto prevalentemente operazioni di gestione delle crisi al di fuori dal territorio degli stati membri, missioni tuttora in corso in Kosovo, Afghanistan e Golfo di Aden.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha preso parte a un significativo numero di queste missioni, nonch\u00e9 a una serie di operazioni Onu e Ue, prevalentemente nei Balcani, Medio Oriente, Afghanistan e Africa. <\/p>\n<p>L\u2019ingente impegno profuso dal paese in termini di uomini e mezzi ha rappresentato uno <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2803\" target= \"blank\"><b><u>strumento fondamentale sia della politica di difesa<\/u><\/b><\/a>, sia della politica estera italiana. <\/p>\n<p>Gli obiettivi perseguiti sono stati diversi: alcuni specificatamente legati al teatro operativo e altri pi\u00f9 generali, connessi al sistema di alleanze di cui l\u2019Italia fa parte, bilanciati in combinazioni differenti a seconda delle diverse contingenze. <\/p>\n<p>Ad esempio, nel caso della missione in Kosovo del 1999, la necessit\u00e0 di contrastare l\u2019instabilit\u00e0 nel quadrante balcanico e di tutelare gli interessi specifici in termini di sicurezza relativi al contenimento dei flussi migratori provenienti dalle zone di crisi attraverso l\u2019Adriatico ha giocato un ruolo decisivo nella scelta a partecipare presa dall\u2019esecutivo italiano.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha contribuito in modo rilevante alle operazioni anche al fine di mantenere un solido rapporto con gli Stati Uniti e salvaguardare la posizione italiana all\u2019interno della Nato e della comunit\u00e0 internazionale. <\/p>\n<p><b>Isaf, l\u2019Italia consolida la sua posizione internazionale<\/b><br \/>Queste ultime ragioni sono state fondamentali per la decisione da parte di diversi governi italiani di garantire dal 2002 al 2014 una significativa partecipazione alla missione Isaf in Afghanistan, l\u2019operazione pi\u00f9 impegnativa della storia dell\u2019Alleanza in termini sia quantitativi che qualitativi. <\/p>\n<p>Gli obiettivi di mantenere strette relazioni con Washington e di consolidare la posizione italiana nella Nato e nel consesso internazionale, sono stati infatti determinanti per la scelta italiana rispetto alla pur importante necessit\u00e0 di stabilizzare l\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p>Le missioni fuori area e la funzione di \u201cpolizza di assicurazione\u201d della sicurezza euro-atlantica sono due facce della stessa medaglia in quanto entrambi \u201ccore tasks\u201d dell\u2019Alleanza che i paesi membri devono bilanciare sul piano militare e politico. <\/p>\n<p>\u00c8 oggi ancor pi\u00f9 necessario per l\u2019Italia capire come la partecipazione alle missioni abbia pagato &#8211; e paghi tuttora &#8211; in termini politici, rispetto alla posizione italiana nell\u2019Alleanza e al rapporto con gli Stati Uniti. Questo nell\u2019ottica di capire come operare a partire da queste basi per la tutela degli interessi nazionali anche nel quadro dei rapporti Nato-Russia. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSiamo vicini a una nuova Guerra Fredda\u201d, ha affermato Michail Gorbaciov durante le celebrazioni per il venticinquesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino. 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