{"id":28750,"date":"2014-11-16T00:00:00","date_gmt":"2014-11-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/pagare-o-non-pagare-questo-il-dilemma\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:37","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:37","slug":"pagare-o-non-pagare-questo-il-dilemma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/11\/pagare-o-non-pagare-questo-il-dilemma\/","title":{"rendered":"Pagare o non pagare, questo il dilemma"},"content":{"rendered":"<p>Devono o no gli stati pagare un riscatto nel caso, purtroppo sempre pi\u00f9 frequente, di rapimenti a scopo politico e di estorsione?<\/p>\n<p>La risposta \u00e8 certamente no, per\u00f2 dipende. Dipende innanzitutto dai contesti; quindi da considerazioni etiche, politiche, di opportunit\u00e0. Il tutto finisce per determinare in diversa maniera i comportamenti e l\u2019applicazione delle norme.<\/p>\n<p><b>Sacralit\u00e0 della vita Vs sacralit\u00e0 dello stato<\/b><br \/>Vi \u00e8 un primo gruppo di argomenti, di natura che potremmo definire etica. Per alcuni paesi il rispetto della sacralit\u00e0 della vita non pu\u00f2 prevalere sulla tutela della sacralit\u00e0 dello stato, in quanto garante non solo del bene del singolo, ma di quello dell\u2019intera comunit\u00e0. <\/p>\n<p>Piegarsi alla logica illegale di una richiesta di riscatto lede questa sacralit\u00e0, va contro l\u2019interesse generale e non pu\u00f2 essere mai giustificato. A parere di altri invece, la vita costituisce un bene supremo che prevale su ogni altro valore poich\u00e9 \u00e8 nella sua tutela che si incarna la sacralit\u00e0 dello stato; la logica illegale del riscatto va respinta, ma ci\u00f2 non cancella il valore primario della vita individuale.<\/p>\n<p>Tagliando le cose con l\u2019accetta, si possono grosso modo identificare con la prima lettura i paesi di cultura protestante di matrice nord-europea: Stati Uniti e Gran Bretagna in primis; con la seconda, quelli di tradizione cattolica latina (ma non solo) quali l\u2019Italia o la Spagna. <\/p>\n<p>La Francia essendo a cavallo fra le due, sta nel mezzo, sia pure con una prevalenza per quella cattolica. Tutto ci\u00f2 in teoria: nella realt\u00e0 accade spesso che paesi dalla posizione formale intransigente accedano a trattative di cui negano con decisione l\u2019esistenza, a volte contro l\u2019evidenza. In questo appare, per una volta, meno ambigua la posizione di un paese come l\u2019Italia, che quando paga lo fa senza confermare, ma neanche smentire con eccessiva e controproducente sicurezza. <\/p>\n<p><b>Tolleranza trattativista <\/b><br \/>Sui comportamenti descritti incidono considerazioni di costo-beneficio e di opportunit\u00e0 politica. C\u2019\u00e8 insomma rapimento e rapimento: quando la minaccia viene percepita come fortemente sistemica, lo spazio per la trattativa tende a ridursi. <\/p>\n<p>Molto conta l\u2019atteggiamento dell\u2019opinione pubblica nel fissare l\u2019asticella della \u201ctolleranza trattativista\u201d: qui entrano di nuovo in gioco le considerazioni etiche di cui abbiamo parlato. Il rapimento e la decapitazione di prigionieri inglesi e americani da parte dell\u2019autoproclamatosi <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/archivio_articoli.asp?TagID=121\" target= \"blank\"><b><u> Stato islamico<\/u><\/b><\/a> (Is) ha suscitato indignazione e ha al contempo compattato l\u2019opinione maggioritaria nel rifiuto di qualsiasi compromesso: il sacrificio dei singoli \u00e8 un orrore che esige vendetta, ma non pu\u00f2 determinare la compromissione della solidit\u00e0 dello stato nel tutelare la propria integrit\u00e0. <\/p>\n<p>Diverso il caso, per fare un esempio, dell\u2019atteggiamento italiano per le due volontarie italiane partite per la Siria senza adeguate preparazione e copertura, e rapite in circostanze mai chiarite del tutto. In questo caso, agli occhi dell\u2019opinione pubblica l\u2019esigenza di ottenerne il rilascio fa premio su qualsiasi altra considerazione: la trattativa non appare come una prova di debolezza bens\u00ec come adempimento di un canone etico che ne giustifica l\u2019azione.<\/p>\n<p>La qualit\u00e0 dei rapiti \u00e8 anch\u2019essa rilevante. Per una giornalista importante come Giuliana Sgrena si mobilit\u00f2 &#8211; con le conseguenze tragiche che conosciamo &#8211; un apparato rilevante. Per i tecnici rapiti in Libia l\u2019attenzione \u00e8 inevitabilmente minore. Pu\u00f2 sembrare cinico ma, nella valutazione di costo-benefico, la capacit\u00e0 di mobilitazione in termini politici e di opinione pubblica \u00e8 un fattore importante non meno degli altri.<\/p>\n<p><b>Cercasi risposta coordinata della comunit\u00e0 internazionale <\/b><br \/>C\u2019\u00e8 poi una sorta di graduatoria informale della pericolosit\u00e0 della minaccia posta dei rapitori rispetto all\u2019interesse nazionale. Come ha osservato su queste pagine <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2787\" target= \"blank\"><b><u> Natalino Ronzitti<\/u><\/b><\/a>, la pirateria per cos\u00ec dire \u201ccommerciale\u201d \u00e8 talmente diffusa che gli armatori la includono fra i rischi assicurabili della loro attivit\u00e0: non si reclama l\u2019intervento diretto dello stato e si provvede altrimenti (a volte lo stato si mette in situazioni di inutile ambiguit\u00e0 assumendo compiti non suoi. <\/p>\n<p>Se la nostra Marina non avesse deciso di far imbarcare su navi mercantili dietro pagamento propri militari con compiti assimilabili a quelli di \u201ccontractors sui generis\u201d, non ci troveremmo oggi nel pasticcio dei nostri mar\u00f2). <\/p>\n<p>Gli atti terroristici compiuti nel contesto di conflitti intra- e inter-statuali non a carattere globale &#8211; il Mali, la Nigeria, la Libia &#8211; prevedono un livello di risposta commisurato all\u2019importanza che il paese vittima degli stessi attribuisce al proprio ruolo nella regione: vada per tutti l\u2019esempio della fermezza mostrata da Parigi rispetto alle crisi nell\u2019ex Africa occidentale francese.<\/p>\n<p>Vi sono le minacce sistemiche globali &#8211; Al Qaida, Is, ma anche Boko Haram &#8211; che richiederebbero una risposta coordinata da parte della comunit\u00e0 internazionale nel suo complesso; il fatto che essa sia stata spesso zoppicante costituisce un potente incentivo per queste forme di violenza e mette in mostra una debolezza che dovrebbe indurre a riflettere su quali siano le caratteristiche e i limiti di un sistema internazionale di sicurezza nel quale manchi un centro d\u00ec imputazione &#8211; e di potere &#8211; egemone e perci\u00f2 stesso unitario.<\/p>\n<p>Fin quando i rapitori saranno eroi per alcuni, e criminali per altri, un canone condiviso per contrastare quello che, per altri versi, \u00e8 un fattore importante di devianza dalla legalit\u00e0 internazionale sar\u00e0 molto difficile. <\/p>\n<p>Si spiega cos\u00ec perch\u00e9 aldil\u00e0 degli impegni politici e delle dichiarazioni di buona volont\u00e0, un sistema pattizio che definisca regole ed impegni comuni non si sia di fatto mai mostrato efficace. <\/p>\n<p>L\u2019alternativa fra pagare o non pagare appare difficilmente riconducibile all\u2019ambito della certezza giuridica per rientrare in quello del pragmatismo &#8211; saggezza, prudenza, cinismo &#8211; della politica. Come sempre quando si entri in questa dimensione, vale il detto che la politica propone la peggiore delle soluzioni; eccezion fatta per tutte le altre.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Devono o no gli stati pagare un riscatto nel caso, purtroppo sempre pi\u00f9 frequente, di rapimenti a scopo politico e di estorsione? La risposta \u00e8 certamente no, per\u00f2 dipende. Dipende innanzitutto dai contesti; quindi da considerazioni etiche, politiche, di opportunit\u00e0. Il tutto finisce per determinare in diversa maniera i comportamenti e l\u2019applicazione delle norme. 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