{"id":28790,"date":"2014-11-19T00:00:00","date_gmt":"2014-11-18T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-nuovo-tassello-dellarchitettura-della-zona-euro\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:35","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:35","slug":"il-nuovo-tassello-dellarchitettura-della-zona-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/11\/il-nuovo-tassello-dellarchitettura-della-zona-euro\/","title":{"rendered":"Il nuovo tassello dell&#8217;architettura della zona euro"},"content":{"rendered":"<p>Un duro lavoro, durato quasi un anno \u00e8 finito. La Banca centrale europea (Bce) e l\u2019Autorit\u00e0 europea bancaria hanno pubblicato i risultati degli stress test e dell\u2019Asset Quality Review dopo aver analizzato i bilanci delle 130 banche pi\u00f9 grandi della zona euro.<\/p>\n<p>Anche se non si tratta del primo stress test per le banche europee, questo esercizio costituisce il punto di ingresso al meccanismo di vigilanza unico europeo, (<i>Single supervisory mechanism<\/i>, Ssm,) all\u2019interno del quale la Bce ha la responsabilit\u00e0 di supervisione diretta per queste banche e la responsabilit\u00e0 indiretta per il resto delle banche della zona euro.<\/p>\n<p><b>Meccanismi unici di supervisione e di risoluzione<\/b><br \/>La decisione di costruire un&#8217;unione bancaria \u00e8 stata presa nel 2012 per rafforzare l&#8217;integrazione dei mercati finanziari nella zona euro, superando le attuali divergenze nei meccanismi di supervisione e di risoluzione delle crisi a livello nazionale. <\/p>\n<p>Mentre l\u2019Ssm \u00e8 disegnato per superare il primo limite, il secondo verr\u00e0 superato attraverso il meccanismo unico di risoluzione (<i> Single resolution mechanism<\/i>, Srm) che sar\u00e0 pienamente operativo nel 2015. All\u2019interno del Srm le autorit\u00e0 di risoluzione nazionali verranno progressivamente coinvolte nel processo di mutualizzazione in caso di grandi risoluzioni bancarie, grazie soprattutto al Fondo unico di risoluzione europeo (<i>Single resolution fund<\/i>, Srf).<\/p>\n<p>Per comprendere meglio come il sistema finanziario della zona euro dovrebbe diventare meno esposto all&#8217;instabilit\u00e0 regionale, basta immaginare come, in questa nuova architettura istituzionale, si sarebbe potuto gestire la recente crisi bancaria dell\u2019Irlanda. <\/p>\n<p>Nel 2009, dopo lo scoppio della crisi immobiliare locale, le banche irlandesi sarebbero comunque state in uno stato di difficolt\u00e0 grave. Con gli attuali poteri, la Bce decide se consentire ad alcune banche di fallire, di essere messe in risoluzione o essere salvate, perch\u00e9 giudicate di importanza sistemica. <\/p>\n<p>I fondi necessari per salvare le banche (o attivare una risoluzione ordinata), tuttavia, non arriverebbero dal governo nazionale irlandese, come \u00e8 accaduto cinque anni fa, ma dal Srf. <\/p>\n<p><b>Limiti del fondo unico di risoluzione<\/b><br \/>Il meccanismo appena descritto mostra bene come grazie a questa nuova architettura sia possibile rompere il diabolico anello che lega a doppio filo banche deboli e finanze pubbliche. <\/p>\n<p>Un legame che \u00e8 stato distruttivo durante la crisi dell&#8217;euro, come mostra il caso italiano in cui le tensioni sui titoli di stato sovrano nel periodo 2011-2012 si sono rapidamente trasmesse sui costi di finanziamento degli istituti di credito del paese e viceversa. <\/p>\n<p>Questa architettura, nonostante in parte sia gi\u00e0 operativa \u00e8 lungi dall\u2019essere perfetta. Per come \u00e8 stato disegnato, l\u2019Srf, non sar\u00e0 necessariamente in grado di assicurare un\u2019efficace gestione della crisi.<\/p>\n<p>L&#8217;attuale dimensione del Srf (\u20ac55 miliardi a pieno regime) \u00e8 relativamente piccola rispetto alle attivit\u00e0 complessive del sistema bancario supervisionato dal Ssm (che ammontano a oltre \u20ac 25.000 miliardi) e anche rispetto al capitale complessivo del settore (oltre \u20ac 1.000 miliardi). <\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 ancora poco chiara la sua interazione con l&#8217;<i>European stability mechanism<\/i> (Esm o, pi\u00f9 comunemente, il fondo europeo salva stati) per assicurare fondi adeguati a fronteggiare una crisi sistemica. Al momento il ricorso ai fondi dell\u2019Esm (che ammontano a \u20ac 500 miliardi) \u00e8 previsto solo una volta che i programmi di assistenza in corso sono terminati e sono stati rimborsati, cio\u00e8 circa nel 2030.<\/p>\n<p><b>Rompere il legame stati-banche<\/b><br \/>Questa situazione a met\u00e0 del guado rischia di portare a una rottura parziale del circolo vizioso che si \u00e8 creato tra le banche e il debito sovrano. Inoltre, il processo di ri-nazionalizzazione del debito sovrano massicciamente acquistato dalle banche nazionali e utilizzato come garanzia per ottenere prestiti da parte della Bce nelle sue operazioni di politica monetaria, ha ancor pi\u00f9 rafforzato questo legame, aumentando cos\u00ec la difficolt\u00e0 di romperlo. <\/p>\n<p>Ad esempio, nel 2013 solo il 38% del debito italiano era detenuto da soggetti esteri, una percentuale notevolmente inferiore rispetto al periodo pi\u00f9 acuto della crisi. Una considerazione analoga vale anche per la Spagna e per altri paesi periferici.<\/p>\n<p>Nonostante i mercati finanziari appaiono oggi pi\u00f9 solidi del 2012, il potere rivoluzionario dell\u2019unione bancaria \u00e8 ancora un obiettivo che va perseguito con decisione da parte dei leader europei. <\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 escludere del tutto di un nuovo acuirsi delle tensioni finanziarie. Senza una solida architettura istituzionale pronta a rispondere a queste pressioni, si rischia una perdita di fiducia ancora pi\u00f9 catastrofica di quella di due anni fa.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un duro lavoro, durato quasi un anno \u00e8 finito. La Banca centrale europea (Bce) e l\u2019Autorit\u00e0 europea bancaria hanno pubblicato i risultati degli stress test e dell\u2019Asset Quality Review dopo aver analizzato i bilanci delle 130 banche pi\u00f9 grandi della zona euro. 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