{"id":28830,"date":"2014-11-22T00:00:00","date_gmt":"2014-11-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-rivoluzione-euroscettica-molto-rumore-per-nulla\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:34","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:34","slug":"la-rivoluzione-euroscettica-molto-rumore-per-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/11\/la-rivoluzione-euroscettica-molto-rumore-per-nulla\/","title":{"rendered":"La rivoluzione euroscettica? Molto rumore per nulla"},"content":{"rendered":"<p>A sette mesi dai risultati delle elezioni europee e con 140 seggi su 751, i partiti euroscettici sembrano ben lontani dall\u2019essere quella forza catalizzatrice del cambiamento in cui molti avevano sperato. <\/p>\n<p>Anche se tutti questi movimenti accusano l\u2019Unione europea (Ue) per la gestione dell&#8217;immigrazione, le difficolt\u00e0 economiche e la perdita di sovranit\u00e0 e di identit\u00e0 nazionale, essi non sembrano aver ancora individuato un terreno comune d\u2019azione politica. Il fronte anti-europeo appare infatti <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2628\" target= \"blank\"><b><u>frammentato e diviso<\/u><\/b><\/a> al suo interno.<\/p>\n<p><b>Tra euroscettici ed euro-critici <\/b><br \/>Al momento, il gruppo parlamentare di inclinazione euroscettica pi\u00f9 grande \u00e8 l&#8217;Europa della libert\u00e0 e della democrazia diretta (Efdd), che, sostenuto dall\u2019Ukip dell\u2019inglese Nigel Farage (24 seggi) e dal Movimento 5 Stelle (17 seggi), annovera tra le sue file 48 euroscettici convinti. <\/p>\n<p>A questo seguono la Sinistra unitaria europea \/ Sinistra verde nordica (Gue\/Ngl, 52 seggi) e i Conservatori e Riformisti (Ecr, 70 seggi), cio\u00e8 gruppi pi\u00f9 euro-critici che euroscettici, che si collocano rispettivamente a sinistra e a destra dell\u2019arena parlamentare. <\/p>\n<p>Rimangono poi i 21 seggi detenuti da partiti di estrema destra come il Front National francese, il partito ungherese Jobbik e il greco Alba Dorata, i cui parlamentari rimangono non allineati. Efdd e Ecr hanno infatti rifiutato qualsiasi alleanza con quest\u2019ultimi, considerati troppo radicali. <\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle divisioni politiche intra-parlamentari, i membri degli stessi gruppi euroscettici sostengono spesso posizioni contrastanti tra loro.<\/p>\n<p> Ad esempio, lo scorso settembre il M5S si \u00e8 opposto a una proposta sostenuta da Ukip sul budget europeo che prevedeva un taglio netto di tutte quelle spese che non beneficiassero direttamente il Regno Unito. <\/p>\n<p>Allo stesso modo gli euro-critici dell\u2019Ecr, si sono recentemente divisi riguardo a una delle votazioni relative all&#8217;adozione dell&#8217;euro in Lituania, quando i parlamentari di Alternativa per la Germania hanno votato in opposizione al gruppo, sostenendo che, al fine di essere competitiva, l\u2019 eurozona dovrebbe escludere i paesi del sud e dell&#8217;est europeo.<\/p>\n<p><b>Europeisti serrano le fila<\/b><br \/>D\u2019altro canto, l&#8217;ondata euroscettica sembra aver contribuito a potenziare la cooperazione tra i partiti europeisti. Il Partito popolare europeo (Ppe) di destra, l\u2019Alleanza per liberal-democratici d&#8217;Europa (Alde) di centro destra ed i Socialisti e democratici (S&#038;D) hanno appoggiato per l\u201985,5% dei casi le stesse risoluzioni parlamentari, un terzo in pi\u00f9 delle volte rispetto allo scorso mandato, 66,5%. <\/p>\n<p>I partiti tradizionali sembrano anche essere pi\u00f9 efficaci nel coordinare i voti all\u2019interno dei propri gruppi. Ad esempio, mentre l\u2019Efdd ha un tasso di coesione interna pari al 45.39%, quello del Ppe \u00e8 del 96%, quello di Alde \u00e8 del 93% e quello di S&#038;D \u00e8 del 87,45%.<\/p>\n<p>Quattro volte su cinque, questa maggiore intesa ha permesso a questi gruppi di vedere approvate le loro posizione in sede di votazione parlamentare, a dispetto dello scarso 41% registrato da Efdd e Gue-Ngl. <\/p>\n<p>In particolare, Alde, Ppe e S &#038; D insieme all\u2019euro-critico Ecr hanno visto passare il 100% delle risoluzioni da loro votate nell\u2019ambito degli affari economici e monetari. <\/p>\n<p><b>Euroscettici che intralciano pi\u00f9 che rivoluzionare <\/b><br \/>Una maggiore fedelt\u00e0 di voto e una migliore capacit\u00e0 di cooperazione intra-parlamentare hanno di fatto accresciuto di molto il potere reale di questi gruppi tradizionalmente eurofili, che secondo <a href= \" http:\/\/www.votewatch.eu\/\" target= \"blank\"><b><u> Vote Watch<\/u><\/b><\/a>, supera mediamente del 2% il potere nominale derivante dal numero di seggi da loro detenuti (nel caso del Ppe \u00e8 il 4,08%, per l\u2019S &#038; D l\u20191,64% e per Alde lo 0,95%). <\/p>\n<p>Al contrario, Efdd, in possesso di una potere nominale di 6,37%, riesce a malapena ad esercitare un potere effettivo di poco superiore al 3%. <\/p>\n<p>Il dado non \u00e8 tuttavia ancora tratto. Con solo poche risoluzioni parlamentari votate, il gioco di coalizioni e negoziati politici e partitici \u00e8 solo agli inizi. Lo spirito di adattamento dei partiti euroscettici sar\u00e0 cruciale nel definire l&#8217;eredit\u00e0 che questo Parlamento lascer\u00e0 in mano ai suoi successori. <\/p>\n<p>Ciononostante, per il momento, gli euroscettici, seppure dirompenti nelle loro dichiarazioni, sembrano intralciare piuttosto che veramente cambiare la direzione istituzionale e politica europea.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A sette mesi dai risultati delle elezioni europee e con 140 seggi su 751, i partiti euroscettici sembrano ben lontani dall\u2019essere quella forza catalizzatrice del cambiamento in cui molti avevano sperato. 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