{"id":28890,"date":"2014-12-01T00:00:00","date_gmt":"2014-11-30T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/cameron-anticipa-il-negoziato-con-lue\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:33","slug":"cameron-anticipa-il-negoziato-con-lue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/12\/cameron-anticipa-il-negoziato-con-lue\/","title":{"rendered":"Cameron anticipa il negoziato con l\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>Con il suo intervento sull\u2019immigrazione, il Primo ministro britannico David Cameron ha di fatto aperto la campagna elettorale in vista delle elezioni del prossimo maggio, anticipando i primi contenuti di un futuro negoziato con l\u2019Unione europea (Ue).<\/p>\n<p>Per farlo ha presentato una serie di richieste sui temi dell\u2019immigrazione e della libera circolazione delle persone. Altre richieste, per ora evocate in termini molto generali, potrebbero essere formalizzate in un quadro pi\u00f9 organico, dopo un suo eventuale successo elettorale.<\/p>\n<p><b>Cameron insegue Farage<\/b><br \/>\nDa tempo Cameron era apparso costretto a seguire il partito euroscettico Ukip sul terreno scivoloso delle politiche europee e delle quotidiane polemiche contro Bruxelles e ridotto ad articolare la propria narrativa sul tema sensibile del rapporto con l\u2019Ue sulla base di un\u2019agenda che sembrava determinata solo dalla preoccupazione di non lasciare spazi alla formazione di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2666\" target=\"blank\"><b><u>Nigel Farage<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Con il discorso del 28 novembre, Cameron ha ripreso l\u2019iniziativa, lanciando in contemporanea una sfida al suo rivale pi\u00f9 temuto sul fronte interno, e all\u2019Ue. E per lanciare questa duplice sfida ha scelto il terreno della gestione dei fenomeni migratori, sapendo di evocare una questione al tempo stesso altamente controversa, ma di grandissima sensibilit\u00e0 per l\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p>Come premessa Cameron ha dovuto constatare che, contrariamente a quanto aveva promesso all\u2019inizio del suo mandato, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2576\" target=\"blank\"><b><u>i flussi migratori nel Regno Unito<\/u><\/b><\/a> sono aumentati considerevolmente, soprattutto a partire dal 2004, e che il saldo netto dei flussi migratori (differenza fra emigranti e immigranti) \u00e8 ugualmente aumentato.<\/p>\n<p>Ha insistito sulla circostanza che l\u2019aumento degli immigrati (di qualsiasi provenienza) pone un onere eccessivo sul bilancio pubblico per il welfare. E pone anche problemi crescenti di sostenibilit\u00e0 dei servizi pubblici essenziali (scuola, assistenza sanitaria, spese per la sicurezza, ecc.). Ne ha dedotto che il modello di una societ\u00e0 eccessivamente \u201caperta\u201d e destinata a incoraggiare l\u2019immigrazione, grazie ai propri successi in termini di crescita e competitivit\u00e0, non \u00e8 alla lunga sostenibile.<\/p>\n<p><b>Gestione controllata dell\u2019immigrazione<\/b><br \/>\nCameron ha affrontato solo marginalmente il fenomeno dell\u2019immigrazione proveniente da paesi extra Ue, anticipando ulteriori misure di controllo, ma concentrandosi soprattutto sull\u2019immigrazione proveniente da paesi Ue.<\/p>\n<p>In caso di rielezione, il primo ministro britannico si \u00e8 impegnato a realizzare una gestione \u201ccontrollata\u201d di quell\u2019immigrazione, possibilmente nel quadro di un accordo con i partner europei, mirato a definire un regime comune di libert\u00e0 di circolazione delle persone con alcune significative limitazioni. In assenza di accordo, bisogner\u00e0 definire un regime nel quadro di un negoziato esclusivo tra Regno Unito e Ue e valido solo per il primo.<\/p>\n<p>Cameron ha dichiarato che non intende contestare il principio della libera circolazione delle persone &#8211; principio fondante del progetto europeo &#8211; ma ha indicato una serie di misure destinate a limitare e condizionare quella libert\u00e0:<br \/>\na) riducendone gli abusi (maggior ricorso alle deportazioni e divieti di rientro per chi ha commesso reati, screening sui matrimoni di comodo ecc.);<br \/>\nb) riducendo gli incentivi (diminuzione drastica dei periodi consentiti di permanenza nel Regno Unito per i senza lavoro ecc.); e<br \/>\nc) riducendo soprattutto l\u2019accesso ad alcune prestazioni del welfare per chi entra nel Regno Unito senza avere un lavoro o per chi rimane senza oltre un certo periodo (diminuzione o eliminazione di crediti di imposta e di altre forme di sussidi di disoccupazione, ecc.).<\/p>\n<p><b>Brexit or not Brexit <\/b><br \/>\n\u00c8 stato osservato che Cameron poteva essere ancora pi\u00f9 radicale nel suo attacco al principio della libera circolazione delle persone e che non avendo chiesto l\u2019introduzione di quote per gli ingressi di cittadini Ue, ha lasciato una porta aperta per un negoziato con i partner europei.<\/p>\n<p>\u00c8 stato d\u2019altronde anche sostenuto (da uno studio del Cer di Londra) che l\u2019analisi dell\u2019impatto dell\u2019immigrazione Ue in termini di costi-benefici sul bilancio pubblico del Regno Unito \u00e8 erronea e frutto di un pregiudizio di natura politica. Cameron ha per\u00f2 posto un problema politico. Gli altri partner Ue devono ora dare una risposta.<\/p>\n<p>Un giudizio sulla praticabilit\u00e0 o accettabilit\u00e0 delle singole proposte o richieste dovr\u00e0 esaminare in primis se c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 politica di assecondare il Primo ministro britannico sulla strada di un negoziato su limiti e condizioni dell\u2019esercizio della libera circolazione delle persone. Successivamente bisogner\u00e0 verificare se sia possibile operare a Trattati costanti &#8211; intervenendo eventualmente solo sulle legislazione secondaria &#8211; o se occorra intraprendere la strada molto pi\u00f9 accidentata di una revisione dei Trattati.<\/p>\n<p>Personalmente ho qualche dubbio che gli altri Paesi europei considerino l\u2019immigrazione dai Paesi Ue il problema principale (l\u2019attenzione prevalente \u00e8 sulla immigrazione extra Ue). Osservo per\u00f2 che, con il suo intervento Cameron ha di fatto anticipato i tempi di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2417\" target=\"blank\"><b><u>un negoziato con l\u2019Ue<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>\u00c8 legittimo non essere d\u2019accordo con alcune proposte del Primo ministro britannico e alcuni paesi membri di recente adesione si sentiranno particolarmente colpiti da queste proposte. Sarebbe per\u00f2 un errore non prenderle in considerazione e non aprire una riflessione su di esse.<\/p>\n<p>Non solo perch\u00e9 sono convinto che sia interesse comune garantire una permanenza del Regno Unito nell\u2019Ue; ma anche perch\u00e9 i fenomeni migratori, se non gestiti correttamente, rischiano di generare dinamiche che potrebbero rapidamente condurre a derive in drammatico contrasto con i fondamentali del progetto comune europeo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il suo intervento sull\u2019immigrazione, il Primo ministro britannico David Cameron ha di fatto aperto la campagna elettorale in vista delle elezioni del prossimo maggio, anticipando i primi contenuti di un futuro negoziato con l\u2019Unione europea (Ue). Per farlo ha presentato una serie di richieste sui temi dell\u2019immigrazione e della libera circolazione delle persone. 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