{"id":28900,"date":"2014-12-01T00:00:00","date_gmt":"2014-11-30T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ecopop-o-ecoflop\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:33","slug":"ecopop-o-ecoflop","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/12\/ecopop-o-ecoflop\/","title":{"rendered":"Ecopop o Ecoflop?"},"content":{"rendered":"<p>No, no, no. Cos\u00ec ha risposto la Svizzera ai tre quesiti referendari del 30 novembre che riguardavano rispettivamente l\u2019aumento della riserva aurea della Banca Nazionale, la fine della fiscalit\u00e0 agevolata per gli stranieri residenti e il limite alla crescita della popolazione.<\/p>\n<p>Dei tre quello di maggiore rilievo interno e per i profili internazionali \u00e8 il cosiddetto Ecopop, dal nome dello schieramento verde che lo sosteneva. Il referendum chiedeva di limitare allo 0,2% la crescita della popolazione immigrata residente nel paese. Il quesito giustificava la richiesta del controllo dell\u2019immigrazione per questioni quasi ambientali, ecologiche.<\/p>\n<p><b>Controllo dell\u2019immigrazione<\/b><br \/>Il quesito \u201cstop alla sovrappopolazione &#8211; s\u00ec alla conservazione delle basi naturali della vita\u201d mirava a limitare la crescita della popolazione mediante il controllo dell\u2019immigrazione: non per xenofobia, ma in omaggio allo sviluppo sostenibile. Un eccesso di popolazione in un paese montagnoso e dal ridotto spazio sfruttabile significa, per i promotori, minacciare il modello svizzero.<\/p>\n<p>La schiacciante maggioranza per il \u201cno\u201d \u00e8 doppia: popolazione (oltre il 70% degli aventi diritto) e cantoni. La vittoria \u00e8 ineccepibile. Il segnale \u00e8 forte. I sondaggi prevedevano la triplice vittoria del \u201cno\u201d, ma in misura inferiore di quella uscita dai seggi. Molti di quanti si erano pronunciati per il \u201csi\u201d nelle intenzioni di voto hanno cambiato idea una volta arrivati ai seggi e gli indecisi hanno infine optato per il \u201cno\u201d.<\/p>\n<p>Il Ticino &#8211; che a febbraio aveva determinato la <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2533\" target= \"blank\"><b><u>vittoria <\/u><\/b><\/a> con un voto larghissimo &#8211; si \u00e8 ricreduto. Ancorch\u00e9 nel Cantone si pensasse a un testa a testa, \u00e8 il \u201cno\u201d a prevalere.<\/p>\n<p> <b>Svizzera-Ue<\/b><br \/>\u00c8 difficile misurare l\u2019impatto del voto sullo scenario internazionale. Di certo la maggioranza della popolazione ha reagito al successo di febbraio, colpita dalle reazioni internazionali e dalle conseguenze sui rapporti con l\u2019Ue. Che lo si voglia o no, l\u2019Unione \u00e8 il principale partner della Confederazione.<\/p>\n<p>L\u2019eventuale vittoria del referendum Ecopop avrebbe segnato un\u2019ulteriore battuta d\u2019arresto sulla via d\u2019Europa. Sarebbe saltato l\u2019accordo sulla libera circolazione delle persone e, con esso, la serie degli accordi bilaterali con l\u2019Ue.<\/p>\n<p>Non che la trama dei patti con Bruxelles sia salva col voto del 30 novembre. Resta l\u2019ipoteca delle proposte che il Consiglio federale presenter\u00e0 per applicare l\u2019iniziativa costituzionale di febbraio. Il termine \u00e8 il 2017, ma c\u2019\u00e8 tempo.<\/p>\n<p>Prima ci sono le elezioni politiche generali nell\u2019autunno 2015. Il panorama parlamentare potrebbe mutare e nel nuovo quadro potrebbe spirare aria nuova anche riguardo ai rapporti con l\u2019Ue.<\/p>\n<p><b>Italia e frontalieri<\/b><br \/>Il rapporto con l\u2019Italia \u00e8 una variante del binario europeo e in genere multilaterale. La libera circolazione delle persone, che implica quella dei lavoratori frontalieri, \u00e8 materia eminentemente europea. Lo scambio automatico d\u2019informazioni a fini fiscali rientra nel campo Ocse. Il ruolo italiano \u00e8 di sostegno alle tesi europee.<\/p>\n<p>Stiamo attenti a non duplicare i canali di comunicazione e chiarire i limiti della nostra azione negoziale. Di rilievo \u00e8 la nostra strategia dell\u2019attenzione verso le regioni italofone. Alcuni portano il tema dei frontalieri a simbolo del malessere nei confronti dell\u2019Italia. Ora pu\u00f2 essere rimesso nella giusta dimensione economica e sociale.<\/p>\n<p>I cantoni francofoni e germanofoni hanno un numero di frontalieri che, nel caso di quelli provenienti dalla Francia, \u00e8 il doppio del nostro. Eppure la Svizzera rimanda, non manifesta, particolari segni d\u2019insofferenza. Per non parlare della Svizzera alemanna, dove la presenza tedesca penetra a tutti i livelli sociali.<\/p>\n<p>Il rapporto con la Svizzera deve andare al di l\u00e0 di quello che in diplomazia si chiama di buon vicinato. \u00c8 un rapporto d\u2019integrazione basato sulla comunanza d\u2019interessi e principi.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>No, no, no. Cos\u00ec ha risposto la Svizzera ai tre quesiti referendari del 30 novembre che riguardavano rispettivamente l\u2019aumento della riserva aurea della Banca Nazionale, la fine della fiscalit\u00e0 agevolata per gli stranieri residenti e il limite alla crescita della popolazione. 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