{"id":28920,"date":"2014-12-02T00:00:00","date_gmt":"2014-12-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/putin-chiude-lautostrada-del-gas-di-south-stream\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:33","slug":"putin-chiude-lautostrada-del-gas-di-south-stream","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/12\/putin-chiude-lautostrada-del-gas-di-south-stream\/","title":{"rendered":"Putin chiude l\u2019autostrada del gas di South Stream"},"content":{"rendered":"<p>Come un fulmine a ciel sereno, il presidente Vladimir Putin decide di bloccare la realizzazione del gasdotto <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2740\" target= \"blank\"><b><u>South Stream<\/u><\/b><\/a>, destinato a trasportare il gas russo sui mercati europei aggirando il problematico transito attraverso il territorio ucraino. <\/p>\n<p>Il blocco di South Stream era in realt\u00e0 gi\u00e0 nell\u2019aria. Si poteva intuire dalle dichiarazioni di Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, compagnia promotrice del gasdotto insieme alla russa Gazprom gi\u00e0 dal lontano 2006, e dalle parole del Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. Soltanto qualche giorno fa, quest\u2019ultima aveva sottolineato che South Stream non era pi\u00f9 cos\u00ec strategico per il governo italiano.<\/p>\n<p>La fine di questo gasdotto potr\u00e0 contribuire a ridefinire gli equilibri energetici nel continente eurasiatico, spostando, in particolare, l\u2019ago della bilancia verso la Turchia, tassello cruciale non solo per il transito della Trans-Anatolian Pipeline (Tanap) e la realizzazione del Corridoio Sud, ma anche mercato di riferimento per le future, addizionali, produzioni di gas russo.<\/p>\n<p>   <b>Salute precaria delle casse russe<\/b><br \/>L\u2019annuncio di Putin suona perentorio, cos\u00ec come le critiche da lui mosse all\u2019Ue per il fallimento del progetto. Tuttavia, le ragioni del naufragio del gasdotto di Gazprom sono molteplici e non tutte legate all\u2019atteggiamento di Bruxelles nei confronti dell\u2019iniziativa russa. <\/p>\n<p>Certamente, la Commissione ci ha messo del suo. L\u2019ostruzionismo europeo, arroccato sulle posizioni dettate dal Terzo pacchetto energia, si \u00e8 inasprito ulteriormente in seguito al deteriorarsi delle relazioni con Mosca per il prosieguo delle ostilit\u00e0 in Ucraina. Lo sviluppo del gasdotto \u00e8 diventato particolarmente complesso da un punto di vista politico e legale. <\/p>\n<p>A ci\u00f2, vanno aggiunte sostanziali motivazioni di natura finanziaria ed economica, che rendono attualmente insostenibile la realizzazione del progetto. In primo luogo, lo stato di salute delle casse della Federazione russa, fortemente colpite dall\u2019impatto congiunto delle <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2844\" target= \"blank\"><b><u>sanzioni internazionali<\/u><\/b><\/a> e del crollo dei prezzi del greggio. <\/p>\n<p>Con un rublo in caduta libera, e le progressive difficolt\u00e0 ad accedere al mercato del credito internazionale, il Cremlino si \u00e8 trovato obbligato a rivedere alcune voci di spesa, facendo di South Stream uno dei suoi primi tagli. I consumi stentano a riprendersi e in un contesto di conflittualit\u00e0 con l\u2019Ue, non giustificano gli ingenti investimenti necessari a realizzare la conduttura. <\/p>\n<p><b>Roma guarda verso la Tap<\/b><br \/>Dal canto suo, l\u2019Italia aveva investito parecchio capitale, politico e industriale, nella realizzazione del gasdotto. Lanciato da un\u2019iniziativa del governo Prodi nel 2006, per quasi un decennio South Stream ha rappresentato l\u2019emblema della duplice <i>special relationship<\/i> tra Roma e Mosca e tra Eni e Gazprom. <\/p>\n<p>Relazione privilegiata, difesa a spada tratta dal nostro governo fino a qualche settimana fa, quando le aperture nei confronti di Mosca avanzate dall\u2019ex Ministro degli esteri Federica Mogherini, erano costate all\u2019attuale Alto rappresentante della politica estera europea molteplici critiche di eccessiva vicinanza al Cremlino.<\/p>\n<p>La posizione italiana \u00e8 cambiata in fretta, forse pi\u00f9 per le nuove esigenze industriali di Eni, che per una radicale cambiamento della visione del nostro governo. Come sottolineato da Descalzi in audizione alla Commissione industria e bilancio del Senato, il gigante energetico italiano non sarebbe stato disposto a investire pi\u00f9 dei 600 milioni di euro gi\u00e0 stanziati per la realizzazione del progetto, a conferma di un radicale cambio di strategie avviato dalla nuova dirigenza di Eni.<\/p>\n<p>In questo nuovo scenario, il tentativo italiano di ridurre la dipendenza dal gas russo (e dal transito per il territorio ucraino) passa, pertanto, dalla realizzazione del Corridoio Sud, e in particolare dall\u2019approdo del gas dell\u2019Azerbaijan in Italia attraverso la Trans-Adriatic Pipeline (Tap).<\/p>\n<p>Sebbene il destino del gasdotto transadriatico non sia ancora del tutto certo (proprio il 3 dicembre si \u00e8 riunita la Conferenza dei Servizi per discuterne gli ultimi dettagli), l\u2019affossamento di South Stream rende Tap ancor pi\u00f9 fondamentale per la sicurezza energetica nazionale.<\/p>\n<p><b>Turchia, strategico pivot energetico <\/b><br \/>Fondamentale, nel quadro geostrategico, sar\u00e0 anche il ruolo della Turchia. Al momento di decretare la fine di South  Stream, infatti, Putin ha annunciato anche la realizzazione di una conduttura che andr\u00e0 ad assicurare ulteriori 63 miliardi di metri cubi (Bcm) di gas russo &#8211; esattamente la capacit\u00e0 prevista per South Stream &#8211; per i crescenti consumi proveniente dal mercato turco.<\/p>\n<p>Sebbene la proposta di Putin possa sembrare, per ora, una mossa per gratificare il collega turco e allarmare ulteriormente i vicini europei, un simile sviluppo potrebbe avere un forte impatto sulla sicurezza energetica europea. <\/p>\n<p>Da un lato contribuirebbe a rafforzare la politica di Mosca di diversificazione dei mercati, dall\u2019altro, e forse \u00e8 ancora pi\u00f9 preoccupante, assicurerebbe al Cremlino grande influenza &#8211; e un sostanziale potenziale di ricatto &#8211; su Ankara. Il cui territorio turco rappresenta l\u2019elemento chiave di tutta la strategia europea di diversificazione attraverso il Corridoio Sud.<\/p>\n<p>La Turchia, teoricamente, non ha alcun interesse ad accrescere la propria dipendenza dal gas russo, che gi\u00e0 contribuisce a quasi il 60% dei consumi nazionali. Tuttavia, di fronte alla rapida crescita dei consumi energetici e a possibili condizioni di favore concesse da Gazprom, potrebbe privilegiare i propri interessi nazionali di breve periodo e tergiversare sulla gi\u00e0 complessa realizzazione della Tanap e di tutto il Corridoio Sud. <\/p>\n<p>Proprio come accadde due anni orsono con Nabucco, sperando che &#8211; per la sicurezza energetica europea &#8211; la storia non si ripeta.<\/p>\n<p>. <\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"560\" height=\"315\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/M0de220UXug?list=UUhwH_srM9WUpgHJZC8JAifA\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come un fulmine a ciel sereno, il presidente Vladimir Putin decide di bloccare la realizzazione del gasdotto South Stream, destinato a trasportare il gas russo sui mercati europei aggirando il problematico transito attraverso il territorio ucraino. 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