{"id":28970,"date":"2014-12-08T00:00:00","date_gmt":"2014-12-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/breccia-aperta-nella-fortezza-europa\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:31","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:31","slug":"breccia-aperta-nella-fortezza-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/12\/breccia-aperta-nella-fortezza-europa\/","title":{"rendered":"Breccia aperta nella Fortezza Europa"},"content":{"rendered":"<p>Partita in sordina poco prima del delicatissimo passaggio di consegne ai vertici dell\u2019Unione europea, la \u201cEU-Horn of Africa Migration Route Initiative\u201d \u00e8 il primo tentativo europeo di tradurre in pratica il cambio di passo in materia di immigrazione. <\/p>\n<p>Per quanto l\u2019<a href= \"http:\/\/www.esteri.it\/MAE\/approfondimenti\/2014\/20141128_Political_Declaration.pdf\" target= \"blank\"><b><u>intesa<\/u><\/b><\/a> sottoscritta a Roma il 28 novembre scorso sia soltanto una dichiarazione di intenti, molti credono che una breccia sia stata aperta nella mura di \u201cFortezza Europa\u201d.<\/p>\n<p><b>Dal processo di Rabat a quello di Khartoum<\/b><br \/>\u201cPer controllare i flussi migratori che dalle aree di crisi si riversano sull&#8217;Europa non si pu\u00f2 solo alzare un muro, n\u00e9 bastano le azioni di cooperazione: serve una strategia di lungo termine che mescoli la cooperazione con i paesi in difficolt\u00e0, alla ricostruzione dei paesi vicini al collasso totale\u201d.<\/p>\n<p>Parola di Paolo Gentiloni, neo-ministro degli esteri italiano che ha coordinato la riunione informale dei ministri degli Affari esteri e dell\u2019interno dell\u2019Ue promossa dalla Presidenza italiana dell&#8217;Unione.<\/p>\n<p>Gentiloni ha approfittato dell\u2019occasione per fare il punto sul Processo di Khartoum avviato lo scorso ottobre durante la <a href= \"http:\/\/sa.au.int\/en\/sites\/default\/files\/AU%20Regional%20Ministerial%20Conference%20Calls%20for%20Stronger%20......%20in%20the%20Horn%20of%20Africa.pdf\" target= \"blank\"><b><u>conferenza regionale<\/u><\/b><\/a> sul traffico di esseri umani nel Corno d\u2019Africa organizzata dall\u2019Unione africana in collaborazione con il governo del Sudan, l\u2019Alto Commissariato dell\u2019Onu per i Rifugiati e l\u2019Organizzazione internazionale per le migrazioni.<\/p>\n<p>Concepito sulla falsa riga del <a href= \"http:\/\/processusderabat.net\/web\/\" target= \"blank\"><b><u>Processo di Rabat<\/u><\/b><\/a> \u2013 nato nel 2006 per promuovere un foro di dialogo regionale sull\u2019immigrazione tra l\u2019Ue e i paesi dell\u2019Africa occidentale, centrale e mediterranea &#8211; il neonato Processo di Khartoum punta a stabilire un tavolo di confronto con i paesi dell\u2019Africa orientale e settentrionale da cui partono e transitano gran parte dei migranti che approdano in Europa. <\/p>\n<p>Eritrea, Somalia, Etiopia, Gibuti, Sudan, Sud-Sudan, Kenya, Tunisia, Libia, Egitto. Potrebbe partire da qui la nuova stagione della politica migratoria europea all\u2019insegna della diplomazia preventiva e della cooperazione con i Paesi di origine e transito. Obiettivi che procedono di pari passo con la necessit\u00e0 di restituire protagonismo alla dimensione della protezione umanitaria rispetto a quella del mero controllo delle frontiere esterne dell\u2019Ue. <\/p>\n<p>I <a href= \" http:\/\/www.interno.gov.it\/mininterno\/export\/sites\/default\/it\/assets\/files\/28_2014\/2014_10_02_richiedenti_asilo.pdf\" target= \"blank\"><b><u> dati <\/u><\/b><\/a> diffusi dal Viminale, del resto, parlano chiaro: la stragrande maggioranza dei migranti che si affida ai trafficanti per attraversare il Mediterraneo \u00e8 alla ricerca di protezione internazionale. <\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: mentre in Italia il numero degli sbarchi continua a registrare un\u2019impennata esponenziale, il numero delle richieste d\u2019asilo decresce progressivamente. Il caso dei siriani \u00e8 eloquente. Dei 23.945 migranti sbarcati tra gennaio e settembre 2014, soltanto 405 hanno richiesto protezione umanitaria. Una tendenza analoga a quella degli eritrei: soltanto 367 dei 28.557 migranti sbarcati in Italia hanno richiesto protezione. <\/p>\n<p><b>Italia, terra di transito pi\u00f9 che di approdo<\/b><br \/>Terra di transito pi\u00f9 che di approdo, l\u2019Italia, nel 2013, ha ricevuto soltanto il 6,1% delle <a href= \"http:\/\/www.bmi.bund.de\/SharedDocs\/Pressemitteilungen\/DE\/2014\/07\/asylantraege-juni-2014.html\" target= \"blank\"><b><u>domande d\u2019asilo complessivamente presentate nell\u2019Unione<\/u><\/b><\/a>. Cifra esigua rispetto alle <a href= \"http:\/\/www.bmi.bund.de\/SharedDocs\/Pressemitteilungen\/DE\/2014\/07\/asylantraege-juni-2014.html\" target= \"blank\"><b><u>77.109 domande avanzate in Germania<\/u><\/b><\/a>, perlopi\u00f9 da cittadini siriani. <\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/petrillo1.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Una situazione complessa che ha spinto il ministro degli esteri Frank-Walter Steinmeier a <a href= \"http:\/\/www.bund.de\/DE\/Service\/RSS\/RSS-Meldungsuebersicht\/meldungen_node.html?resultsPerPage=50\" target= \"blank\"><b><u> dichiarare<\/u><\/b><\/a> che la reazione europea non pu\u00f2 pi\u00f9 limitarsi alle misure di emergenza allestite ai confini esterni dell\u2019Ue. <\/p>\n<p>Messaggio rivolto soprattutto all\u2019Italia che con i suoi 154.075 migranti arrivati via mare dall\u2019inizio dell\u2019anno \u00e8 l\u2019avamposto pi\u00f9 esposto ai flussi in arrivo dalla sponda sud del Mediterraneo. Un dato quadruplicatosi rispetto al 2013 (allora gli arrivi furono 38.882) e che cresce contestualmente all\u2019acuirsi delle crisi istituzionali e umanitarie che vanno infiammando paesi come la Siria, l\u2019Eritrea, il Mali o la Somalia. <\/p>\n<p>Il processo di Khartoum, per quanto appena avviato e giuridicamente non vincolante, suggerisce quali potrebbero essere i passaggi da compiere: superare le mere azioni di polizia e le misure umanitarie emergenziali. <\/p>\n<p>Mappare le cause strutturali dell\u2019immigrazione per pianificare azioni a lungo termine. Potenziare i partenariati con i paesi di origine e transito. Obiettivi innegabilmente ambiziosi considerata la fragilit\u00e0 istituzionale di molti dei paesi che partecipano a questo neonato forum euro-africano.<\/p>\n<p><b>Seae e immigrazione<\/b><br \/><a href= \"http:\/\/www.partitodemocratico.it\/doc\/273905\/italia-e-germania-impegno-comune-per-i-rifugiati.htm\" target= \"blank\"><b><u>Congiuntamente<\/u><\/b><\/a>, i ministri degli esteri italiano e tedesco hanno dichiarato di voler affrontare questa questione spinosa intensificando le azioni diplomatiche a sostegno della stabilit\u00e0 politica dei paesi dell\u2019Africa orientale e sostenendo le missioni di pace delle Nazioni Unite e dell\u2019Ue. Piano che chiama direttamente in causa il ruolo che il Servizio europeo per l&#8217;azione esterna (Seae) intende giocare nei paesi di provenienza e transito dei migranti. <\/p>\n<p>Come e con quali risultati il Seae riuscir\u00e0 a eludere le idiosincrasie degli stati membri e la storica autoreferenzialit\u00e0 della direzione generale per gli Affari Interni dell\u2019Ue lo si appurer\u00e0 nei prossimi mesi. <\/p>\n<p>Di promettente c\u2019\u00e8 l\u2019impegno <a href= \"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_STATEMENT-14-2251_en.htm\" target= \"blank\"><b><u>preso<\/u><\/b><\/a> all\u2019unisono <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2791\" target= \"blank\"><b><u>dall\u2019Alto rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari esteri<\/u><\/b><\/a> Federica Mogherini e dal Commissario europeo per l\u2019Immigrazione Dimitris Avramopoulos ad agire in modo coordinato al fine di massimizzare l&#8217;impatto delle politiche e dei progetti dedicati all\u2019immigrazione. <\/p>\n<p>Una promessa che poggia sull\u2019ambizione di affrontare in modo concreto i fattori strutturali dei flussi migratori irregolari: fragilit\u00e0 statuali, povert\u00e0 e conflitti. Dossier sui quali l\u2019Europa dovr\u00e0 imparare a parlare con una voce sola. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Partita in sordina poco prima del delicatissimo passaggio di consegne ai vertici dell\u2019Unione europea, la \u201cEU-Horn of Africa Migration Route Initiative\u201d \u00e8 il primo tentativo europeo di tradurre in pratica il cambio di passo in materia di immigrazione. 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