{"id":29010,"date":"2014-12-11T00:00:00","date_gmt":"2014-12-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-corte-ue-boccia-litalia-sui-precari\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:29","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:29","slug":"la-corte-ue-boccia-litalia-sui-precari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/12\/la-corte-ue-boccia-litalia-sui-precari\/","title":{"rendered":"La Corte Ue boccia l\u2019Italia sui precari"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 da poco asciugato l\u2019inchiostro dalle pagine della sentenza sui precari della scuola (Mascolo e a.) pronunciata dalla Corte di giustizia Ue e gi\u00e0 si registrano le prime pronunce di tribunali italiani volte a recepirne il dirompente contenuto (apripista il Tribunale del lavoro di Torino). <\/p>\n<p>Ma che rilievo ha la sentenza europea pronunciata il 26 novembre e a quali scenari apre?  <\/p>\n<p><b>Abuso del lavoro a tempo determinato<\/b><br \/>La Corte Ue si \u00e8 pronunciata, a domanda del Tribunale di Napoli e della Corte Costituzionale, sull\u2019interpretazione della direttiva 1999\/70, che incorpora un accordo quadro sul lavoro a tempo determinato tra le confederazioni sindacali europee. <\/p>\n<p>Le domande d\u2019interpretazione sono state sollevate nel quadro di controversie tra lavoratori precari della scuola e Ministero dell\u2019istruzione. Gli attori sono stati assunti mediante contratti a tempo determinato stipulati in successione e, ritenendo illegittima tale pratica, chiedono la conversione dei contratti in rapporti a tempo indeterminato (dunque l\u2019immissione nel ruolo degli insegnanti o dei collaboratori amministrativi), oppure, in subordine, il risarcimento del danno.<\/p>\n<p>I lavoratori fanno leva sulla clausola 5 (1) dell\u2019accordo quadro, che mira a limitare l\u2019utilizzo abusivo di una successione di contratti a tempo determinato, per evitare pi\u00f9 onerosi contratti a tempo indeterminato. Gli Stati membri devono adottare <i>misure di prevenzione <\/i>di tali abusi, richiedendo ragioni obiettive per la conclusione di successivi contratti a tempo determinato oppure limitandone i rinnovi. <\/p>\n<p>La Corte di Giustizia ha dichiarato che la legislazione in materia di supplenze annuali (art. 4 della l. 124\/1999) contrasta colla clausola 5(1), in quanto consente all\u2019amministrazione d\u2019assumere a tempo determinato, con contratti in successione e senza limitazioni, docenti e collaboratori amministrativi al fine di coprire posti vacanti \u201cin attesa dell\u2019espletamento delle procedure concorsuali\u201d per l\u2019assunzione di personale di ruolo.<\/p>\n<p>L\u2019attesa \u00e8 per\u00f2 tutt\u2019altro che temporanea: la normativa non fissa alcun termine per l\u2019organizzazione dei concorsi e non se ne \u00e8 tenuto alcuno tra il 2000 e il 2011.<\/p>\n<p><b>Supplenze annuali incostituzionali?<\/b><br \/>In tal modo, si creerebbero abusivamente situazioni di precariato per rispondere a esigenze organiche strutturali.<\/p>\n<p>Secondo la Corte, nessuna \u201cragione obiettiva\u201d giustifica tale situazione, non valendo allo scopo l\u2019esigenza di ridurre la spesa pubblica. <\/p>\n<p>A nulla sono valse le argomentazioni del governo italiano per le quali il settore dell\u2019insegnamento pubblico sarebbe escluso dall\u2019applicazione dell\u2019accordo quadro o almeno presenterebbe caratteristiche specifiche. <\/p>\n<p>L\u2019accordo quadro richiede anche agli stati d\u2019adottare<i> misure per sanzionare<\/i> il ricorso abusivo a una successione di contratti a tempo determinato. Ci\u00f2 non avverrebbe nel nostro ordinamento, in quanto la normativa vigente non prevede a favore dei precari della scuola n\u00e9 un diritto al risarcimento del danno n\u00e9 la trasformazione dei contratti a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato (la scuola statale \u00e8 esclusa dall\u2019applicazione di una norma del 2001 che prevede la conversione per i contratti di durata superiore a 36 mesi). <\/p>\n<p>   Quali conseguenze derivano dalla sentenza? Essa non determina un\u2019automatica immissione in ruolo dei docenti che hanno iniziato le cause da cui \u00e8 scaturita la domanda d\u2019interpretazione n\u00e9 tantomeno di tutti coloro che si trovino in analoga situazione.<\/p>\n<p>La sentenza chiarisce solo l\u2019interpretazione delle norme Ue. Toccher\u00e0 ai giudici che hanno sollevato la domanda d\u2019interpretazione trarne le conseguenze, nel decidere le singole cause. <\/p>\n<p>Il caso \u00e8 particolare: tra i giudici che hanno fatto rinvio alla Corte Ue vi \u00e8 la Corte Costituzionale. Questa dovrebbe dichiarare l\u2019illegittimit\u00e0 costituzionale della normativa italiana sulle supplenze annuali, secondo quanto risulta dalla sentenza della Corte Ue. <\/p>\n<p>Molto dipender\u00e0 da come la Consulta interpreter\u00e0 la sentenza europea, che lascia alcuni punti aperti. Dalla sentenza non deriva comunque l\u2019obbligo d\u2019assumere in ruolo i precari vittime delle pratiche abusive, potendo esser sufficiente un risarcimento del danno. Servir\u00e0 comunque un intervento legislativo nella materia.<\/p>\n<p><b>Riforma sulla \u201cbuona scuola\u201d<\/b><br \/>Questo era gi\u00e0 stato messo in cantiere dal governo: la riforma sulla \u201cbuona scuola\u201d ha come obiettivo primario l\u2019adozione di un piano straordinario d\u2019assunzioni volto a eliminare le supplenze annuali e il precariato. <\/p>\n<p>Secondo il governo la sentenza della Corte Ue troverebbe adeguata risposta coll\u2019approvazione della riforma. Senonch\u00e9 da un confronto tra il rapporto sulla buona scuola e la sentenza dei giudici europei emergono evidenti divergenze. <\/p>\n<p>Ad esempio, il piano del governo \u00e8 limitato agli insegnanti mentre la sentenza fa riferimento anche ai collaboratori amministrativi. In attesa della pronuncia della Consulta e in vista della riforma legislativa, le organizzazioni sindacali affilano le armi e minacciano un\u2019ondata di nuove cause. <\/p>\n<p>L\u2019interpretazione della Corte Ue finisce infatti per vincolare tutti i giudici cui risultino sottoposte controversie analoghe. Cos\u00ec il 5 dicembre il Tribunale di Torino ha condannato lo stato a risarcire il danno arrecato a un insegnante delle superiori assunta con una successione di contratti a tempo determinato stipulati lungo un arco di sette anni (escludendo invece l\u2019immissione in ruolo senza concorso). <\/p>\n<p>E pensare che gli stati hanno voluto limitare le competenze dell\u2019Ue in materia d\u2019istruzione a mere azioni di sostegno. Ci\u00f2 non \u00e8 valso a evitare un intervento cos\u00ec penetrante sotto le insegne della politica sociale.  Come affermato da un eminente magistrato inglese, il diritto Ue \u00e8 una marea che travolge ogni barriera. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 da poco asciugato l\u2019inchiostro dalle pagine della sentenza sui precari della scuola (Mascolo e a.) pronunciata dalla Corte di giustizia Ue e gi\u00e0 si registrano le prime pronunce di tribunali italiani volte a recepirne il dirompente contenuto (apripista il Tribunale del lavoro di Torino). 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