{"id":29050,"date":"2014-12-16T00:00:00","date_gmt":"2014-12-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/le-torture-e-la-forza-del-sistema-usa\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:28","slug":"le-torture-e-la-forza-del-sistema-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/12\/le-torture-e-la-forza-del-sistema-usa\/","title":{"rendered":"Le torture e la forza del sistema Usa"},"content":{"rendered":"<p>La triste vicenda messa in luce dalla pubblicazione del rapporto senatoriale sulle torture effettuate dalle agenzie della sicurezza statunitense induce alcune riflessioni sulla natura del sistema politico-istituzionale americano.<\/p>\n<p>I fatti sono noti: il comitato senatoriale presieduto dalla Democratica Dianne Feinstein, a conclusione di tre anni di lavoro, ha documentato le sistematiche violenze contro i prigionieri catturati dopo l\u201911 settembre 2001.<\/p>\n<p>Il Presidente Barack Obama ha quindi deciso di rendere pubblico l\u2019intero dossier degli atti indicibili commessi dalle agenzie federali.<\/p>\n<p>I gravissimi comportamenti dalla pubblica immoralit\u00e0 sono stati difesi e giustificati dal vecchio gruppo dei bushiani nelle persone di Dick Cheney e Donald Rumsfield, ed ancor pi\u00f9 dal direttore in carica della Cia, John Brennan, che ha invocato la ragion di Stato per \u201cmantenere gli Stati Uniti forti e sicuri dopo lo shock dell\u2019attacco a New York e Washington\u201d.<\/p>\n<p><b>Pesi e contrappesi <\/b><br \/>Una prima notazione sulla vicenda riguarda la pluralit\u00e0 dei centri di potere che governano gli Stati Uniti. Il conflitto nel comportamento e nell\u2019interpretazione che si \u00e8 verificato tra la Presidenza e una parte del Congresso pronti alla trasparenza, e la potente Cia indirizzata alla copertura, mette in luce quanto complesso e talvolta contraddittorio sia il meccanismo che presiede al potere nazionale.<\/p>\n<p>Tutte le volte che si imputa agli Stati Uniti &#8211; spesso a ragione &#8211; qualche comportamento eticamente riprovevole, si \u00e8 soliti accorpare indebitamente in un sol fascio univoco strutture e organismi che invece sono distinti e separati in una architettura istituzionale che ha notoriamente come regola i pesi e contrappesi.<\/p>\n<p><b>Potere di inchiesta del Congresso<\/b><br \/>La seconda osservazione, non di poco conto da un\u2019ottica italiana, riguarda il potere che il Congresso, o almeno la sua parte maggioritaria (che fino al nuovo anno \u00e8 dei Democratici) esercita  nei confronti di una potentissima agenzia di intelligence, penetrando senza limiti anche negli ambiti pi\u00f9 reconditi dei suoi atti.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la prima volta che ci\u00f2 accade, anzi si pu\u00f2 affermare che il potere di inchiesta della Camera alta non si arresta di fronte ad alcun \u201csegreto di Stato\u201d, anche il pi\u00f9 dannoso per gli interessi e l\u2019immagine nazionale come certamente \u00e8 stato l\u2019uso sistematico delle torture durato almeno per i due mandati del Presidente George W.Bush.<\/p>\n<p>Lo stesso Obama, di fronte alle proteste di una parte dell\u2019apparato della sicurezza e dell\u2019intero partito repubblicano, ora maggioritario nei due rami del Congresso, ha esercitato in maniera decisa i suoi poteri smentendo di fatto chi lo giudica un presidente dimezzato dopo le elezioni di mezzo temine.<\/p>\n<p><b>Riconoscere gli errori<\/b><br \/>Ma il punto pi\u00f9 significativo della cultura istituzionale e dello spirito statunitense \u00e8 stata la capacit\u00e0 della politica di riconoscere e rivelare i propri errori e le proprie responsabilit\u00e0 dimostrata sia dal ramo esecutivo che da quello legislativo, prevenendo e oltrepassando gli elementi terzi come la magistratura e i mass media.<\/p>\n<p>Questa mi sembra essere una caratteristica ricorrente della storia Usa soprattutto nell\u2019ultimo secolo. I potenti Stati Uniti, che in ragione della enorme forza economica e militare commettono abusi all\u2019interno e all\u2019estero, sono talvolta pronti a fare ammenda quasi si trattasse di un vero e proprio ribaltamento dell\u2019ipocrita uso della retorica del bene contro il male.<\/p>\n<p>Questa volta il contrappasso \u00e8 stato provocato dal presidente Obama e dai senatori democratici contro la tortura invocata come \u201cmezzo necessario al raggiungimento di un fine\u201d, ma analoghe svolte si sono verificate in diversi altri momenti cruciali della vicenda nazionale.<\/p>\n<p>Si ricordi, ad esempio, il risarcimento decretato dopo molti anni dalla Corte suprema per l\u2019abuso commesso da Franklin D. Roosevelt contro i cittadini americani Nisei, sbattuti da un giorno all\u2019altro in campi di concentramento dopo Pearl Harbor.<\/p>\n<p>Si richiami l\u2019atteggiamento del Congresso che decret\u00f2 la fine di Joseph McCarthy e del maccartismo dopo anni di pavido sostegno.<\/p>\n<p>Si pensi al disvelamento della natura strumentale dell\u2019incidente del golfo del Tonchino ai tempi della guerra del Vietnam. E, pi\u00f9 recentemente, si consideri la stessa diffusione delle immagini \u201cscandalose\u201d di Abu Ghraib.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 induce a pensare che la politica democratica statunitense, nonostante tutto, funziona soprattutto per quell\u2019aspetto che rappresenta il punto debole di molti stati occidentali, e cio\u00e8 la forza del sistema politico-istituzionale di correggere se stesso senza ricorrere ed attendere l\u2019intervento di agenti esterni.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La triste vicenda messa in luce dalla pubblicazione del rapporto senatoriale sulle torture effettuate dalle agenzie della sicurezza statunitense induce alcune riflessioni sulla natura del sistema politico-istituzionale americano. 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