{"id":29140,"date":"2014-12-24T00:00:00","date_gmt":"2014-12-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/egitto-possibile-baluardo-a-difesa-del-golfo\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:26","slug":"egitto-possibile-baluardo-a-difesa-del-golfo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/12\/egitto-possibile-baluardo-a-difesa-del-golfo\/","title":{"rendered":"Egitto possibile baluardo a difesa del Golfo"},"content":{"rendered":"<p>Il nuovo Egitto guidato dal presidente Abdel Fattah al-Sisi rappresenta un elemento chiave nel progetto di stabilizzazione regionale perseguito dalle monarchie del Golfo &#8211; in primo luogo, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti (Eau), riunitisi a dicembre per il vertice annuale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) in Qatar.<\/p>\n<p>La cosa apparve evidente fin dai giorni successivi al golpe con cui l\u2019esercito egiziano rovesci\u00f2 il presidente Mohamed Morsi, esponente dei Fratelli Musulmani, sull\u2019onda di una vasta protesta popolare nel luglio 2013.<\/p>\n<p><b>Ostilit\u00e0 storica alla Fratellanza Musulmana<\/b><br \/>Nel febbraio 2011, la destituzione del presidente egiziano Hosni Mubarak, fedele alleato del regno saudita e degli Eau, aveva rappresentato un duro colpo per Riyadh e Abu Dhabi. Che un leader arabo potesse essere spodestato e addirittura processato costituiva un pericoloso precedente per le monarchie del Golfo.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga la diffidenza storica che Arabia Saudita ed Eau nutrono nei confronti della Fratellanza Musulmana, i cui esponenti erano in parte emigrati nella penisola araba a partire dalla met\u00e0 degli anni \u201950.<\/p>\n<p>Sfuggiti alla repressione delle repubbliche arabe, soprattutto quella egiziana del presidente Gamal Abdel Nasser, questi fuoriusciti crearono movimenti religiosi, sociali e politici nel Golfo, embrioni di potenziali focolai di opposizione alle monarchie.<\/p>\n<p>L\u2019ascesa regionale della Fratellanza a seguito della cosiddetta \u201cPrimavera Araba\u201d aveva rappresentato un nuovo campanello d\u2019allarme per Riyadh e Abu Dhabi. Si spiega cos\u00ec il loro generoso sostegno politico ed economico all\u2019Egitto di Al-Sisi all\u2019indomani del golpe dell\u2019estate 2013.<\/p>\n<p>Arabia Saudita ed Eau hanno copiosamente finanziato il nuovo regime, insieme al Kuwait, per un ammontare superiore ai 10 miliardi di dollari nel 2013-14. Al contempo hanno promosso e organizzato la conferenza economica internazionale che si terr\u00e0 a Sharm el-Sheikh, nel marzo 2015, per raccogliere investimenti stranieri a favore dell\u2019Egitto.<\/p>\n<p>Le due monarchie hanno poi esercitato forti pressioni su Washington perch\u00e9 riattivasse i propri aiuti militari all\u2019<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2852\" target= \"blank\"><b><u>esercito egiziano<\/u><\/b><\/a> e Riyadh si \u00e8 addirittura spinta a finanziare l\u2019acquisto egiziano di armi russe per un valore di 2 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>Simbolo dello stretto rapporto che lega la monarchia saudita all\u2019Egitto di Al-Sisi \u00e8 la nuova ambasciata inaugurata lo scorso settembre sulle rive del Nilo. Costruita su un\u2019area di 40 mila metri quadri, \u00e8 la pi\u00f9 grande fra quelle possedute dal regno saudita.<\/p>\n<p><b>Risaldare la spaccatura nel Golfo<\/b><br \/>Le vicende egiziane sono anche all\u2019origine della grave frattura consumatasi all\u2019interno del Ccg. L\u2019appoggio dato dal Qatar al governo della Fratellanza in Egitto, e poi la sua aperta opposizione al regime di Al-Sisi, hanno infatti provocato uno scontro aperto fra Doha da un lato e Riyadh e Abu Dhabi dall\u2019altro, portando il raggruppamento del Golfo sull\u2019orlo della disintegrazione.<\/p>\n<p>Il vertice Ccg di dicembre a Doha ha segnato un\u2019apparente riconciliazione, che per\u00f2 rimane superficiale. Essa \u00e8 frutto degli sforzi sauditi di riportare il Qatar nell\u2019alveo del Ccg, spingendolo a cessare il proprio sostegno ai Fratelli Musulmani e a unirsi alle altre monarchie nel difendere il nuovo regime egiziano. Una \u201cmissione\u201d tutt\u2019altro che compiuta.<\/p>\n<p>La visione saudita ed emiratina non fa grossa distinzione tra l\u2019autoproclamatosi \u201cStato islamico\u201d di Iraq e Siria, <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/archivio_articoli.asp?TagID=121\" target= \"blank\"><b><u> Is<\/u><\/b><\/a>, la <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2876\" target= \"blank\"><b><u>Fratellanza Musulmana<\/u><\/b><\/a>, ed altri movimenti ad essa affini, classificandoli tutti (compresi gli oppositori interni, violenti e nonviolenti) sotto la comune etichetta dell\u2019estremismo e del \u201cterrorismo\u201d.<\/p>\n<p>Secondo questa prospettiva, le battaglie lanciate rispettivamente contro l\u2019Is, la Fratellanza in Egitto, il movimento sciita degli Houthi nello <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2836\" target= \"blank\"><b><u>Yemen<\/u><\/b><\/a>, e le milizie islamiche di \u201cOperazione Alba\u201d in <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2794\" target= \"blank\"><b><u>Libia<\/u><\/b><\/a> fanno tutte parte di un\u2019unica grande guerra contro il \u201cterrorismo\u201d che va combattuta dal Maghreb al Golfo Persico. E l\u2019Egitto di Al-Sisi rappresenta un alleato chiave in questa battaglia.<\/p>\n<p>Paradossalmente, per\u00f2, proprio nella crisi siriana che sta cos\u00ec a cuore ai sauditi non vi \u00e8 unit\u00e0 di vedute con il Cairo. Al-Sisi, sospettoso nei confronti dell\u2019opposizione siriana, considera il presidente siriano Bashar Assad come parte di una possibile soluzione del conflitto, a differenza di Riyadh.<\/p>\n<p><b>Alleanza sostenibile?<\/b><br \/>Sono tuttavia ben altri i problemi dell\u2019alleanza fra Egitto e Ccg. Soprattutto, il modello economico proposto da Al-Sisi non differisce molto da quello che ha fallito sotto Mubarak, mentre i livelli di repressione nel paese sono enormemente superiori.<\/p>\n<p>L\u2019ampio ricorso ai tribunali militari, le tattiche della terra bruciata contro i gruppi jihadisti in Sinai, la repressione dei media e del dissenso, alimentano l\u2019estremismo invece di contenerlo.<\/p>\n<p>Le monarchie del Golfo, per garantire la propria stabilit\u00e0, dovranno a loro volta risolvere i loro problemi interni prima di contare sulle alleanze regionali. Il crollo dei prezzi petroliferi riduce le loro possibilit\u00e0 di spesa, e potrebbe costringerle a dare la priorit\u00e0 ai propri investimenti interni rispetto agli aiuti elargiti ai paesi alleati.<\/p>\n<p>Alla luce di ci\u00f2, il progetto delle monarchie di ricreare una stabilit\u00e0 regionale ancorandola all\u2019Egitto di Al-Sisi potrebbe rivelarsi illusorio.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nuovo Egitto guidato dal presidente Abdel Fattah al-Sisi rappresenta un elemento chiave nel progetto di stabilizzazione regionale perseguito dalle monarchie del Golfo &#8211; in primo luogo, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti (Eau), riunitisi a dicembre per il vertice annuale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) in Qatar. La cosa apparve evidente fin [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[124,99],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29140"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29140"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29140\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62977,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29140\/revisions\/62977"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29140"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29140"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29140"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}