{"id":29150,"date":"2014-12-26T00:00:00","date_gmt":"2014-12-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/i-frutti-del-semestre-di-presidenza-europea\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:26","slug":"i-frutti-del-semestre-di-presidenza-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/12\/i-frutti-del-semestre-di-presidenza-europea\/","title":{"rendered":"I frutti del semestre di presidenza europea"},"content":{"rendered":"<p>Per usare una metafora che mi \u00e8 cara, questo semestre \u00e8 andato \u201cdi corsa\u201d. <\/p>\n<p>Di corsa ci siamo buttati in un\u2019esperienza fantastica, sull\u2019onda delle elezioni europee di maggio; di corsa abbiamo affrontato il passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo Parlamento e la vecchia e nuova Commissione, e sempre di corsa abbiamo cercato di imprimere un decisivo cambiamento alla nostra Unione europea (Ue).<\/p>\n<p><b>Europa, un nuovo inizio <\/b><br \/>Perch\u00e9 di corsa? Perch\u00e9 i ritmi della politica sono sempre pi\u00f9 veloci e perch\u00e9 davvero non c\u2019era pi\u00f9 tempo. Di fronte alla presidenza italiana c\u2019era un bivio: o accelerare o rassegnarsi all\u2019esistente. <\/p>\n<p>Abbiamo scelto di accelerare e di cambiare. Il semestre di presidenza italiana \u00e8 stato infatti l\u2019occasione per dare all\u2019Ue nuove priorit\u00e0 politiche e programmatiche che avessero al centro la crescita e l\u2019occupazione. <\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che il programma della presidenza sia intitolato \u201cEuropa: un nuovo inizio\u201d. La nostra azione, nel corso di questi sei mesi, \u00e8 stata guidata da un principio molto semplice: riportare la politica al centro dell\u2019Europa. Prima ancora che sugli accordi, sugli obiettivi, sulle agende, ci siamo concentrati sull\u2019idea di Ue che avevamo e che abbiamo in mente. <\/p>\n<p>Non si poteva andare avanti con l\u2019approccio tecnocratico e burocratico che ha caratterizzato Bruxelles negli ultimi anni: il rischio di scavare un solco sempre pi\u00f9 profondo tra le istituzioni europee e i cittadini europei era troppo elevato.<\/p>\n<p>Tornare alla politica significa in primo luogo mettere i programmi davanti alle nomine. <i>Nomina sunt consequentia rerum<\/i>, e da questo punto fermo \u00e8 scaturita l\u2019agenda strategica adottata dal Consiglio europeo del 26 e 27 giugno in cui, in cima alle priorit\u00e0, l\u2019Europa ha posto l\u2019aumento dell\u2019occupazione, della crescita e della competitivit\u00e0, anche \u201csfruttando al meglio la flessibilit\u00e0 insita\u201d nel patto di stabilit\u00e0 e crescita. <\/p>\n<p>Un concetto ampiamente ripreso anche nel programma della nuova Commissione guidata da Jean-Claude Juncker che ha ripreso le parole chiave del programma italiano. Non solo: per evitare che l\u2019agenda strategica resti solo sulla carta, la presidenza italiana ha chiesto e ottenuto che il Consiglio affari generali ne possa monitorare l\u2019effettiva attuazione. <\/p>\n<p><b<Crescita, investimenti e occupazione <\/b><br \/>Un chiaro esempio di centralit\u00e0 della politica \u00e8 la battaglia che il governo italiano ha intrapreso per inserire con forza la parola \u201cinvestimenti\u201d nel lessico europeo. Prima di luglio nessuno parlava di investimenti, a Bruxelles si sentivano solo discorsi che riguardavano rigore e austerit\u00e0. <\/p>\n<p>Ora la musica \u00e8 cambiata e le parole d\u2019ordine sono crescita, investimenti e occupazione. Si tratta di un registro completamente diverso, a mio modo, di vedere il pi\u00f9 importante risultato della presidenza italiana. <\/p>\n<p>Un risultato che va ben oltre un semplice elenco delle cose fatte, che pure giudico positivamente. Juncker ha presentato il piano d\u2019investimenti: non penso che sia sufficiente, ma \u00e8 senza dubbio il primo passo in una nuova direzione e in una nuova dimensione. <\/p>\n<p>Pi\u00f9 politica al centro dell\u2019Europa significa anche pi\u00f9 politica estera europea nel mondo. La nomina di Federica Mogherini quale <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2791\" target= \"blank\"><b><u>Alto rappresentante della politica estera <\/u><\/b><\/a>europea \u00e8 un grande risultato per il governo Italiano. <\/p>\n<p>Si tratta di un passaggio fondamentale: abbiamo assicurato una fluida transizione istituzionale e la candidatura di <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2792\" target= \"blank\"><b><u>Mogherini<\/u><\/b><\/a> ha agevolato la composizione di un quadro molto complesso. <\/p>\n<p>La presidenza italiana ha poi lavorato con successo affinch\u00e9 fossero rispettati i tempi prestabiliti: nuovo Parlamento dal 1\u00b0 luglio, nuova Commissione Juncker dal 1\u00b0 novembre e nuovo Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, dal 1\u00b0 dicembre.<\/p>\n<p><b>Mediterraneo, crisi ucraina e stato di diritto<\/b><br \/>Siamo convinti che l\u2019Ue abbia le possibilit\u00e0 per incidere sugli affari internazionali molto pi\u00f9 di quanto abbia fatto finora. I primi frutti di questo nuovo approccio li abbiamo raccolti proprio nel corso del semestre di presidenza: l\u2019Europa ha finalmente accettato la centralit\u00e0 del Mediterraneo, impegnandosi in prima persona con l\u2019operazione <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2865\" target= \"blank\"><b><u>Triton <\/u><\/b><\/a> per quanto riguarda la gestione dei migranti. Un successo politico e diplomatico poich\u00e9 non solo \u00e8 stata accolta la richiesta italiana che l\u2019Europa presidi le sue frontiere marittime, ma si \u00e8 per la prima volta riconosciuto il presupposto secondo cui le frontiere a 30 miglia delle coste italiane sono a tutti gli effetti frontiere europee. <\/p>\n<p>Sempre su questo fronte, \u00e8 assolutamente centrale il riconoscimento che i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, a cominciare dall\u2019Italia, devono essere aiutati e sostenuti perch\u00e9 sottoposti a una eccezionale pressione migratoria.<\/p>\n<p>Non meno importanti sono i risultati ottenuti in altri teatri di crisi: un primo fondamentale incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il collega ucraino Petro Poroshenko si \u00e8 tenuto nel corso del <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2839\" target= \"blank\"><b><u>vertice Asem<\/u><\/b><\/a> di Milano del 17 ottobre, fortemente voluto dalla presidenza italiana. Il dialogo tra Russia e Ucraina \u00e8 ripartito e non a caso poche settimane dopo si \u00e8 raggiunto un accordo sul gas.<\/p>\n<p>L\u2019azione della presidenza si \u00e8 poi rivelata efficace anche per quanto riguarda il <i>rule of law<\/i>, lo stato di diritto. Difficilmente temi di questo genere finiscono sulle prime pagine dei giornali, nondimeno l\u2019Italia ha ritenuto fondamentale battersi per colmare una preoccupante lacuna dell\u2019Ue: l\u2019assenza di un quadro che consenta di confrontarsi periodicamente sul rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto all\u2019interno dell\u2019Ue. <\/p>\n<p>Di conseguenza, al Consiglio affari generali di dicembre, con grande soddisfazione abbiamo raggiunto un accordo che consenta al Consiglio di esaminare e dibattere periodicamente la situazione dello stato di diritto, della legalit\u00e0 e del rispetto dei diritti umani all\u2019interno dell\u2019Europa, in tutti gli stati membri. <\/p>\n<p><b>Pacchetto Clima-Energia 2030 verso Parigi 2015<\/b><br \/>Un obiettivo raggiunto cui la Presidenza ha lavorato molto riguarda l\u2019accordo sul <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2893\" target= \"blank\"><b><u>Pacchetto Clima-Energia 2030<\/u><\/b><\/a>, a seguito del Consiglio europeo del 23-24 ottobre.<\/p>\n<p>Si tratta di un passaggio fondamentale, poich\u00e9 l\u2019intesa raggiunta contiene un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra (almeno pari al 40% rispetto ai livelli del 1990), un target per le energie rinnovabili (27%) e un obiettivo indicativo per quanto concerne l\u2019aumento dell\u2019efficienza energetica (27%). Grazie a questo accordo, la posizione europea \u00e8 stata rafforzata, ponendo le basi per l\u2019accordo generale raggiunto a Lima a met\u00e0 dicembre.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione verso i cambiamenti climatici e uno sviluppo sostenibile restano al centro delle nostre azioni, specialmente in vista del vertice di Parigi del novembre 2015.<\/p>\n<p>Non vanno poi dimenticati gli sforzi compiuti in ambito legislativo. La presidenza italiana ha effettuato un importante lavoro di monitoraggio sul funzionamento della Strategia Europa2020, avviando un dibattito fondamentale che proseguir\u00e0 nel 2015 con la revisione formale della Strategia, giunta a met\u00e0 della sua esperienza. <\/p>\n<p>A fianco di questo lavoro, \u00e8 con soddisfazione che accolgo la chiusura degli accordi per quanto riguarda il Meccanismo di risoluzione unico bancario; il rafforzamento delle norme per impedire la \u201cdoppia non imposizione\u201d fiscale sugli utili societari distribuiti e il progetto di direttiva sullo scambio automatico di informazioni; le nuove norme sui sistemi di regolamento titoli, sui fondi di investimento e sui conti correnti che rafforzano le tutele dei consumatori e la trasparenza nel rapporto con banche e assicurazioni; il lancio della piattaforma contro il lavoro sommerso. <\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 con particolare orgoglio che l\u2019Italia pu\u00f2 rivendicare il lancio della Strategia Adriatico-Ionica, un vettore fondamentale per lo sviluppo di otto paesi e per la futura integrazione di nuove e diverse realt\u00e0. <\/p>\n<p>Siamo andati di corsa, \u00e8 vero. Non potevamo per\u00f2 permetterci di perdere tempo o di indugiare nelle stesse incertezze, negli stessi errori e negli stessi equilibrismi che hanno condizionato l\u2019Ue negli ultimi anni. <\/p>\n<p>Abbiamo scommesso sulla politica e crediamo di aver vinto la scommessa. Siamo perfettamente consapevoli che non baster\u00e0 un Semestre per riconquistare la fiducia perduta nei confronti delle istituzioni europee. Ma abbiamo rimesso in piedi un\u2019idea di Europa che ora merita di tornare a correre. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per usare una metafora che mi \u00e8 cara, questo semestre \u00e8 andato \u201cdi corsa\u201d. 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