{"id":29230,"date":"2015-01-06T00:00:00","date_gmt":"2015-01-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-2015-tra-guerre-crisi-voti-e-sfida-climatica\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:24","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:24","slug":"il-2015-tra-guerre-crisi-voti-e-sfida-climatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/01\/il-2015-tra-guerre-crisi-voti-e-sfida-climatica\/","title":{"rendered":"Il 2015 tra guerre, crisi, voti e sfida climatica"},"content":{"rendered":"<p>Sul calendario del 2015, le bandierine degli impegni internazionali a priori di primaria importanza sono rare: guerre che continuano, nessun appuntamento elettorale da svolta nelle Grandi Potenze; Vertici sulla carta di routine, G20 &#8211; ad Antalya in Turchia, a novembre &#8211; e G8 &#8211; a Elmau in Germania, il 7 giugno -, Ue &#8211; tutti a Bruxelles, il primo a met\u00e0 febbraio sul \u2018<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2896\" target= \"blank\"><b><u>piano Juncker<\/u><\/b><\/a>\u2019- e Apec &#8211; a Manila, in novembre &#8211; ed altri; manco le Olimpiadi o i Mondiali.<\/p>\n<p>Un anno senza colonna dorsale e senza emozioni? Ci penser\u00e0 la cronaca di certo, a darci i brividi; ed \u00e8 invece il clima a fornire una \u2018stella polare\u2019 alla diplomazia mondiale nei prossimi 12 mesi, verso l\u2019appuntamento planetario di <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2893\" target= \"blank\"><b><u>Parigi a fine novembre<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Il 2014 ci lascia in eredit\u00e0 \u201cun sistema politico internazionale scosso da una serie di crisi, nessuna delle quali ha ancora trovato una soluzione e le ricadute delle quali peseranno sull\u2019avvenire\u201d: vale per la sfida integralista dell\u2019autoproclamatosi \u201c<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/archivio_articoli.asp?TagID=121\" target= \"blank\"><b><u>stato islamico<\/u><\/b><\/a>\u201d (Is), e per il confronto tra Russia e <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/archivio_articoli.asp?TagID=105\" target= \"blank\"><b><u> Ucraina<\/u><\/b><\/a> che coinvolge Stati Uniti e Unione europea, Ue, in una sorta di nuova Guerra Fredda.<\/p>\n<p><b>Banco di prova per gli euroscettici<\/b><br \/>Gli appuntamenti elettorali pi\u00f9 gradi di potenziali conseguenze sono dentro l\u2019Ue, in<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2920\" target= \"blank\"><b><u> Grecia<\/u><\/b><\/a> subito, poi in Gran Bretagna a primavera e in Spagna in autunno, tre Paesi dove i <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2883\" target= \"blank\"><b><u>partiti euro-scettici<\/u><\/b><\/a>, pur d\u2019ispirazione diversa, rischiano di fare il botto, da Syriza all\u2019Ukip a Podemos, senza trascurare numerose consultazioni di vario tipo in Svezia, Polonia e altrove.<\/p>\n<p>La guerra al terrorismo, una costante del XXI Secolo dopo l\u2019attacco agli Stati Uniti dell\u201911 Settembre 2001, continuer\u00e0 in Afghanistan, in Iraq, contro l\u2019Is, intrecciandosi col persistente conflitto tra israeliani e palestinesi e con gli sviluppi spesso cruenti delle primavere arabe tra Siria e Libia. <\/p>\n<p>Certo, ci sono poi le crisi che si risolvono quando te le sei quasi dimenticate, da tanto durano, com\u2019\u00e8 stato per il <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2909\" target= \"blank\"><b><u>disgelo tra Usa e Cuba<\/u><\/b><\/a>; oppure le crisi che maturano lentamente una soluzione, come quella con l\u2019Iran. Il presidente Usa Barack Obama non esclude per il 2015, e comunque entro la fine del suo mandato, la riapertura dell&#8217;ambasciata in Iran.<\/p>\n<p><b>Il Clima di Parigi<\/b><br \/>Il Vertice di Parigi di dicembre \u00e8 l\u2019occasione oggi presentata come \u201cdecisiva\u201d per un\u2019intesa globale contro i cambiamenti climatici, con l\u2019obiettivo di limitare a due gradi centigradi massimo il riscaldamento atmosferico: una sfida universale che richiede una risposta planetaria.<\/p>\n<p>Le grandi manovre per quella scadenza sono gi\u00e0 cominciate. A novembre c\u2019\u00e8 stata <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2872\" target= \"blank\"><b><u>un\u2019intesa tra Usa e Cina<\/u><\/b><\/a>, i due pi\u00f9 grandi inquinatori; e, a dicembre in occasione della Conferenza di Lima \u00e8 stato definito un calendario di decisioni e azioni verso l\u2019incontro di Parigi.<\/p>\n<p>L\u2019Ue, da sempre battistrada mondiale sul fronte della lotta all\u2019inquinamento, rispetto alle esitazioni Usa e alle reticenze cinesi e dei Paesi emergenti, ha confezionato a sua volta un pacchetto negoziale, per la riduzione delle emissioni e la promozione delle fonti d\u2019energia rinnovabili. <\/p>\n<p>Tutti elementi, sulla carta, positivi, pur se scienziati e ambientalisti li giudicano spesso inadeguati; e che comunque non bastano a garantire il successo del Vertice di Parigi, tanto pi\u00f9 che la strada del \u2018dopo Kyoto\u2019 \u00e8 seminata di incontri fallimentari.<\/p>\n<p><b>Afghanistan, da Enduring Freedom a Resolute Support<\/b><br \/>Oltre 13 anni dopo l&#8217;inizio della guerra (7 ottobre 2001), la pi\u00f9 lunga mai combattuta dagli Stati Uniti, il 31 dicembre \u00e8 finita la missione di combattimento in Afghanistan dell\u2019Isaf, l\u2019International Security Assistance Force Nato. <\/p>\n<p>Finita l&#8217;operazione &#8216;Enduring Freedom&#8217;, \u00e8 iniziata &#8216;<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2858\" target= \"blank\"><b><u>Resolute Support<\/u><\/b><\/a>&#8216;: per i circa 9.800 soldati Usa che resteranno sul territorio afghano, cambia poco. Il \u2018comandante in capo\u2019 li ha infatti autorizzati a missioni di combattimento, almeno per un altro anno, nel tentativo di evitare l\u2019errore commesso con il ritiro dall\u2019Iraq. La Nato, con meno di 3mila uomini, far\u00e0 invece solo addestramento. <\/p>\n<p><b>Califfato e dossier israelo-palestinese<\/b><br \/>La lotta contro l\u2019autoproclamatosi \u201cCaliffato\u201d proseguir\u00e0 anche 2015 con l\u2019obiettivo di contenere l\u2019avanzata degli integralisti ed evitare il contagio &#8211; gi\u00e0 esteso allo Yemen e in Libia, in Nigeria e nel Corno d\u2019Africa. I jihadisti accendono focolai di terrorismo in Occidente: \u2018lupi solitari\u2019 hanno gi\u00e0 colpito in America, in Europa e in Australia; e continueranno a farlo.<\/p>\n<p>Per Obama, gli Stati Uniti e la coalizione da loro guidata stanno realizzando progressi \u201clenti ma decisivi\u201d, nonostante il coinvolgimento nel conflitto resti limitato a raid aerei e bombardamenti. L\u2019invio di truppe sul terreno resta al momento escluso, nonostante i vertici militari abbiano gi\u00e0 chiarito che l\u2019impiego della sola aviazione non pu\u00f2 garantire una vittoria.<\/p>\n<p>Se la guerra al terrorismo continuer\u00e0 nel 2015, non c\u2019\u00e8 prospettiva che scoppi la pace tra israeliani e palestinesi. L\u2019ultimo smacco all\u2019Onu per le <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/archivio_articoli.asp?TagID=122\" target= \"blank\"><b><u> aspirazioni palestinesi<\/u><\/b><\/a> lascia la situazione in stallo e rischia di acuire i contrasti nei Territori e nella Striscia di Gaza tra moderati ed estremisti, mentre la scadenza elettorale del 17 marzo in Israele paralizza i negoziati e impedisce concessioni. <\/p>\n<p><b>Russia-Ucraina e nuova Guerra Fredda<\/b><br \/>L\u2019anatra zoppa entra, a sorpresa, nel 2015 volando come un germano reale. E lo zar padrone di tutte le Russie, e pure d\u2019un pezzo d\u2019Ucraina, ci entra con il morale d\u2019un mugiko: politica ed economia gli girano male. Barack Obama e Vladimir Putin, protagonisti assoluti dell\u2019attualit\u00e0 internazionale, sembrano essersi scambiati i ruoli, sulla soglia del nuovo anno.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 l\u2019impressione che la nuova Guerra Fredda tra Russia e Occidente, innescata dalla crisi ucraina, faccia bene all\u2019economia Usa, che cresce come mai nell\u2019ultimo decennio, e, per contro, colpisca quella russa, danneggiata dalle <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2844\" target= \"blank\"><b><u>sanzioni di Usa ed Ue<\/u><\/b><\/a>, ma soprattutto frenata dalla <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2904\" target= \"blank\"><b><u>guerra dei prezzi del petrolio<\/u><\/b><\/a> scatenata &#8211; magari per conto di Washington &#8211; dall\u2019Arabia Saudita e da altri Paesi Opec, che tengono alta la produzione nonostante la domanda sia bassa. Conseguenza: prezzi gi\u00f9; e rublo gi\u00f9.<\/p>\n<p>Il presidente russo, che da circa un anno e mezzo, dalla crisi siriana dell\u2019estate 2013, aveva in mano il pallino della politica internazionale, non sa come contrastare la crisi economica: battendo sul tasto del nazionalismo, esclude marce indietro sull\u2019Ucraina e, tanto meno, sulla Crimea, la cui annessione \u00e8 illusorio considerare reversibile.<\/p>\n<p>Spingere la Russia nell\u2019angolo, e alimentare l\u2019ipotesi di un\u2019adesione dell\u2019Ucraina alla Nato, significa allontanare la soluzione della crisi ucraina, che va invece cercata con negoziati tra le parti, senza esasperare i contrasti tra gli \u2018europei\u2019 di Kiev e i \u2018russi\u2019 dell\u2019Est del Paese. E significa pure incoraggiare nuovi assi d\u2019antico sapore sulla scena internazionale, come l\u2019avvicinamento tra Mosca e Pechino, che da energetico pu\u00f2 diventare economico e politico. <\/p>\n<p><b>Unione europea, la grande assente <\/b><br \/>Tra Russia e Ucraina, il ruolo di mediazione dovrebbe essere svolto dall\u2019Ue, che esce da un anno di transizione, con il rinnovo di tutti i suoi Vertici istituzionali e dell\u2019apparato legislativo. L\u2019Ue, per\u00f2, inizia il 2015 con l\u2019handicap del riacutizzarsi della crisi greca.<\/p>\n<p>Le incertezze greche s\u2019intersecano con l\u2019impostazione e l\u2019avvio del \u2018piano Juncker\u2019, un programma d\u2019investimenti che dovrebbe rilanciare la crescita e l\u2019occupazione e i cui effetti restano al momento ipotetici. Il disegno dell\u2019integrazione resta in panne, nonostante alcuni progressi, come l\u2019allargamento, il 1\u00b0 gennaio, dell\u2019area euro &#8211; vi entra la Lituania, 19\u00b0 stato della moneta unica &#8211; e come il completamento dell\u2019Unione bancaria.<\/p>\n<p>A rendere concreta la speranza d\u2019un\u2019Europa mediatrice tra Russia e Ucraina non contribuiscono n\u00e9 gli interessi energetici dei 28, fortemente diversificati, n\u00e9 la successione delle presidenze di turno semestrali del Consiglio dell\u2019Ue: dopo l\u2019Italia, tocca alla Lettonia &#8211; all\u2019esordio nel ruolo e per di pi\u00f9 il Paese dell\u2019Unione pi\u00f9 anti-russo. Spazio dunque all\u2019Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza europea, Federica Mogherini: un\u2019occasione per mostrare che le riserve sulla sua scelta erano infondate.<\/p>\n<p>. &#8195;<\/p>\n<p>&#8195; <b>ACCADDE DOMANI, L\u2019AGENDA 2015<\/b><\/p>\n<p><b>1\u00b0 gennaio<\/b> &#8211; La Lettonia prende la presidenza di turno semestrale del Consiglio dell\u2019Ue; la Lituania entra nell\u2019euro e diventa il 19\u00b0 Stato della Zona Euro.<\/p>\n<p><b>9\/31 gennaio e 17 gennaio\/8 febbraio<\/b> &#8211; Calcio, rispettivamente Coppa d\u2019Asia e d\u2019Africa, la prima in Australia, la seconda in Guinea equatoriale: hanno significanze politiche perch\u00e9 alla prima partecipa per la prima volta la Palestina, mentre la seconda \u00e8 stata spostata dal Marocco per l\u2019emergenza ebola.<\/p>\n<p><b>25 gennaio<\/b> &#8211; Grecia, elezioni politiche anticipate.<\/p>\n<p><b>Marzo<\/b> &#8211; Egitto, elezioni politiche.<\/p>\n<p><b>17 marzo<\/b> &#8211; Israele, elezioni politiche anticipate<\/p>\n<p><b>Aprile<\/b> &#8211; Panama, Vertice delle Americhe, possibile incontro tra Barack Obama e Raul Castro<\/p>\n<p><b>7 Maggio<\/b> &#8211; Gran Bretagna, elezioni politiche<\/p>\n<p><b>8 Maggio<\/b> &#8211; Seconda Guerra Mondiale, 70\u00b0 anniversario resa Germania &#8211; a seguire, il 6 e 9 agosto 70\u00b0 anniversario della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki e il 15 della resa del Giappone e della fine del conflitto<\/p>\n<p><b>30 Giugno<\/b> &#8211; Iran, scadenza fissata per i negoziati sul programma nucleare con il \u20185 + 1\u2019<\/p>\n<p><b>1\u00b0 Luglio<\/b> &#8211; Ue, il Lussemburgo assume la presidenza di turno semestrale del Consiglio dell\u2019Ue<\/p>\n<p><b>22-27 Settembre<\/b> &#8211; Onu\/Usa, viaggio del Papa, in occasione dell\u2019Incontro Mondiale delle Famiglie a Filadelfia. Francesco potrebbe parlare all\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite e visitare pure una porzione del muro di divisione tra Usa e Messico<\/p>\n<p><b>19 Ottobre<\/b> &#8211; Canada, elezioni politiche<\/p>\n<p><b>Novembre<\/b> &#8211; Spagna, elezioni politiche<\/p>\n<p><b>30 Novembre \/ 11 Dicembre<\/b> &#8211; Parigi, 21\u00b0 conferenza degli Stati contraenti (195) sul clima<\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul calendario del 2015, le bandierine degli impegni internazionali a priori di primaria importanza sono rare: guerre che continuano, nessun appuntamento elettorale da svolta nelle Grandi Potenze; Vertici sulla carta di routine, G20 &#8211; ad Antalya in Turchia, a novembre &#8211; e G8 &#8211; a Elmau in Germania, il 7 giugno -, Ue &#8211; tutti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[73,86,99,140,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29230"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29230"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29230\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62111,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29230\/revisions\/62111"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29230"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29230"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29230"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}